Présentation de l’ensemble de 16 indicateurs de base du système d’enseignement genevois avec quelques commentaires

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Il "Service de la Recherche en Education" (SRED) del Dipartimento della Pubblica Istruzione del Cantone e Republica di Ginevra pubblica la terza edizione dell’insieme di indicatori essenziali del sistema scolastico ginevrino che è, ricordiamolo, uno dei sistemi scolastici più opulenti e completi al mondo, con alle spalle per di più una gloriosa tradizione psico-pedagogica.

La fotografia dello stato di salute della scuola ginevrina fornita da questo insieme di indicatori mette in risalto, senza reticenze, zone d’ombra e di luce di un sistema scolastico al centro di mille attenzioni in un ambiente molto sensibile alla qualità delle proprie scuole (L’enseignement à Genève. Indicateurs clés du système genevois d’enseignement et de formation. SRED, Genève, 2007, 68 pp.)

Questo insieme di indicatori della scuola merita di essere segnalato per due ragioni : dapprima per i risultati che rivela e poi per la qualità della sua presentazione. Farò solo un breve accenno ai risultati mentre mi dilungherò di più sulla presentazione, perché quest’insieme potrebbe costituire un esempio per le regioni italiane che nell’ambito della decentralizzazione del sistema scolastico delineata dal titolo V della costituzione dovrebbero prendere in mano, in modo parziale o completo, la responsabilità della scuola. Talune regioni, come l’Emilia-Romagna, hanno pubblicato una prima serie di indicatori regionali della scuola (la terza edizione, pubblicata nel 2006, s’intitola "Una scuola alla prova") , ma l’esempio di Ginevra potrebbe essere illuminante per fornire agli assessori ed alle assemblee regionali gli strumenti necessari per pilotare, con cognizione di causa, l’evoluzione del sistema scolastico regionale.

I risultati di maggior spicco

Va subito detto che nessun sistema scolastico è perfetto, ed è proprio per questa ragione che gli indicatori sono utili : puntano il dito su quello che non va o su quello che invece funziona e quindi aiutano a stabilire le priorità politiche nel campo scolastico.

A Ginevra, un brillante risultato risiede senz’altro nella capacità del sistema scolastico a gestire con successo l’uscita dalla scuola secondaria superiore con una proporzione bassissima di perdite ( drop-outs) al momento di questo passaggio critico. Nel 2004, 18 mesi dopo il conseguimento del diploma, il 54% dei giovani continuava la formazione, il 44 % era entrato nella vita attiva (tra questi solo il 4% era disoccupato al momento dell’indagine) e solo il 2% non era né in formazione né nella vita attiva.

I risultati dell’indagine PISA invece sono preoccupanti. Gli allievi del nono anno (che a Ginevra fa ancora parte della scuola media) [1] che si situano al livello più debole della scala PISA in matematica (ossia al livello <1 o =1) sono in proporzione nettamente superiore a quella che si constata in tutta la Svizzera francofona e nell’insieme della Svizzera. Nel Canton Friborgo e nel Giura francofono il gruppo degli allievi deboli in matematica comprende solo solo il 5%, in Vallese il 6%. Qualcosa dunque non funziona a Ginevra, dentro o fuori della scuola. Tra l’altro, questi allievi deboli non si incontrano unicamente traquelli che non sono nati a Ginevra, o tra gli allievi allofoni o tra quelli che provengono dai ceti meno abbienti, bensì in tutti i ceti sociali, in maggioranza tra gli allievi nati in Svizzera (indipendentemente dalla nazionalità) e tra quelli che parlano francese a casa (secondo quanto dichiarato dagli allievi).

La presentazione dell’insieme d’indicatori

La presentazione di un insieme d’indicatori è un elemento da curare con grande attenzione perché dalla qualità dei dati e della grafica dipende l’intelligibilità e l’utilità del prodotto. Un insieme d’indicatori non è un annuario statistico e nemmeno un saggio di analisi della politica scolastica.

Il merito principale di questo insieme è la sua stringatezza combinata con la qualità dell’informazione. L’opuscolo di sole 68 pagine è suddiviso in due parti : la prima, riservata alla presentazione di 16 indicatori ; la seconda, a due analisi tematiche di cinque pagine ciascuna. Nell’edizione 2007 i due temi trattati dai ricercatori dello SRED sono " Le modalità di scelta degli indirizzi formativi adottate dagli allievi alla fine della scuola media " e "La femminilizzazione della professione d’insegnante a Ginevra".

Ogni indicatore è trattato su una duplice pagina : una, riservata ai commenti ed alle spiegazioni tecniche necessarie per capire i dati ; l’altra, ai grafici ed alle tabelle. Chi avesse difficoltà a capirli può ritrovare nella pagina accanto le spiegazioni necessarie per venire a capo del problema.

In Europa, un modello analogo è applicato dalla DEPP ( del Ministère de l’Education Nationale Française) con l’insieme di indicatori L’Etat de l’Ecole, pubblicato regolarmente fin dal 1991. Anche qui, come a Ginevra, abbiamo una pubblicazione stringata di 30 indicatori di base presentati in una doppia pagina. La differenza tra il modello francese e quello ginevrino risiede però nella densità delle informazioni concentrate nelle doppie pagine. Il modello ginevrino finora ha più o meno resistito alla tentazione, fortissima in tutti i produttori di indicatori, di non rinunciare a nessuna spiegazioni e di addensare un massimo di informazioni in uno spazio ridotto, mentre invece il modello francese ha ceduto a questa tentazione. Ogni indicatore francese è zeppo di referenze, ricco di cifre, ma la presentazione diventa pressoché illeggibile, obbligando i redattori a ricorrere ad un’orgia cromatica stucchevole per aiutare a distinguere le varie componenti di un indicatore.

In ogni modo, in entrambi i casi, degno di nota è il rispetto della neutralità nella presentazione dei due insiemi. Ovviamente, si tratta di una neutralità relativa, perché i due insiemi (quello ginevrino e quello francese) avrebbero potuto essere composti diversamente ; tabelle e grafici sono impostati in funzione del messaggio che si vuole evidenziare, ma a parte questi aspetti per nulla secondari, la descrizione degli indicatori è sobria, il commento è ridotto all’osso e l’interpretazione è lasciata ai lettori, ai quali vengono forniti gli elementi necessari per capire le informazioni prodotte.

La produzione di un insieme d’indicatori come questo presuppone una banca dati eccellente con serie storiche che permettono di evidenziare l’evoluzione del sistema scolastico. La realizzazione di questi lavori inoltre richiede l’intervento di un folto gruppo di specialisti (una ventina a Ginevra) che accettano di mettere in comune le loro competenze e di cooperare nella stesura di un documento coerente, limpido, comprensibile suscettbile di diventare uno strumento di base per pilotare le politiche scolastiche.

[1] La Svizzera ha una doppia campionatura : gli allievi di 15 anni (per le comparazioni internazionali imposte dall’OCSE), e gli allievi del nono anno per le comparazioni interne, regionali o cantonali.