Resoconto di un’indagine longitudinale su un campione di bambini nati nel 2000 in Inghilterra, dopo 5 anni, all’inizio della scuola dell’obbligo.

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Cinque mesi in anticipo all’inizio della scuola

La prescolarizzazione precoce e universale non serve per realizzare pari opportunità scolastiche e per ridurre il divario educativo tra bambini ricchi e bambini poveri. Questo non significa che non serva affatto, ma non basta. Le radici del problema sono più profonde ed occorre pianificare politiche intersettoriali efficaci per le famiglie modeste che vivono in condizioni poco decorose e di stress permanente che impediscono loro di occuparsi adeguatamente dei figli piccoli. I bambini poveri non sono pronti per andare a scuola. Questa è la prima indagine che misura il loro svantaggio iniziale. La scuola non farebbe altro che accrescerlo, pur con tutte le buone intenzioni degli insegnanti. Il ritardo iniziale è irrecuperabile a scuola. Non si esce facilmente dal circolo vizioso della povertà.

Cinque mesi d’anticipo dei bambini ricchi all’inizio della scuola

I bambini delle famiglie molto ricche iniziano la scuola con cinque mesi di anticipo rispetto ai loro compagni più poveri. Lo dimostra un’indagine della "The Resolution Foundation" che ha misurato il divario iniziale su un campione di 15.000 bambini di cinque anni. Le disuguaglianze sociali creano a partire dall’infanzia le disuguaglianze scolastiche.

Il vantaggio dei bambini benestanti e lo svantaggio dei bambini di origine modesta

In Inghilterra la scuola dell’obbligo inizia a cinque anni. I bambini provenienti dalle famiglie benestanti beneficiano di un ambiente più propizio ai loro risultati scolastici. Tre quarti di loro fruiscono di una lettura quotidiana a casa a partire dai tre anni. Solo due terzi dei bambini delle famiglie più modeste fanno questa esperienza quotidiana prima di andare a scuola. Inoltre l’indagine mette pure in evidenza che esistono problemi di comportamento tra queste categorie di bambini in gran parte causati da una debole stima di sé e dall’isolamento sociale delle loro madri.

Condizioni di partenza disuguali

I bambini delle famiglie meno agiate sono già in ritardo rispetto ai bambini delle famiglie benestanti all’inizio della scolarizzazione soprattutto perché le condizioni nelle quali crescono e sono educati non sono favorevoli. Il ritardo scolastico è pari a cinque mesi per quel che guarda il vocabolario all’inizio della scolarizzazione.

Fattori che spiegano il divario

Il fattore più significativo che spiega perché i bambini provenienti delle famiglie modeste hanno un vocabolario inferiore a quello dei bambini provenienti da famiglie benestanti era attribuito all’ambiente d’apprendimento favorevole esistente nelle famiglie benestanti. Per esempio le madri spendono più tempo con i loro bambini per leggere, li portano nelle biblioteche oppure visitano con loro i musei. Nella categoria dei bambini ricchi, il 75% sarebbe stato pronto ad andare a scuola a tre anni mentre nel gruppo dei bambini poveri questa proporzione sarebbe stata soltanto del 62%. Nel primo gruppo, il 42% è andato in una biblioteca almeno una volta al mese comparato ad una proporzione del 35% tra i bambini del secondo gruppo.


Il fattore più significativo che spiega i problemi comportamentali dei bambini delle famiglie modeste è la salute mentale più fragile e il più grande isolamento sociale delle madri. Le madri in questo gruppo sono esposte a un maggiore rischio di depressione post-natale. Queste donne riferiscono di avere poca stima di sé e ammettono di controllare con difficoltà la loro propria esistenza.

Altri fattori concorrono a spiegare il divario constatato tra bambini delle famiglie benestanti e bambini e delle famiglie modeste come per esempio i fattori connessi al reddito, all’educazione dei genitori, allo stile educativo oppure all’età della madre al momento del parto. In generale, i genitori dei bambini provenienti dalle famiglie modeste hanno un livello d’istruzione inferiore a quello dei genitori delle famiglie benestanti.

Il livello d’istruzione dei genitori

Spesso nelle famiglie modeste i genitori non hanno terminato l’istruzione obbligatoria. Per quel che riguarda il reddito, in Inghilterra quello delle famiglie modeste equivale alla metà di quello delle famiglie benestanti. Le differenze di reddito e di livello d’istruzione concorrono in gran parte a spiegare le differenze con le quali i genitori si occupano dei loro bambini durante l’infanzia.

Conseguenze politiche

La categoria delle famiglie modeste rappresenta in Inghilterra un terzo della manodopera. Le politiche scolastiche che si preoccupano soltanto di migliorare le prestazioni scolastiche dei bambini più poveri sono del tutto sterili perché sottovalutano gli handicap iniziali che persistono e si aggravano durante la scolarizzazione. Quando i genitori delle famiglie modeste devono combattere quotidianamente per avere più tempo e per ottenere più soldi si trovano in condizioni di stress permanente anche perché non riescono ad offrire ai loro bambini ambienti di vita più favorevoli alla crescita fisica e mentale. Ci si può pertanto chiedere se le iniziative che mirano ad anticipare l’obbligo scolastico oppure ad estendere la prescolarizzazione siano sufficienti ed adeguate per correggere il divario iniziale di scolarizzazione. In altri termini questa indagine longitudinale dimostrerebbe che non esistono per il momento pari opportunità tra bambini all’inizio della scolarità e che per realizzare questo obiettivo occorrerebbero ben altre politiche.

L’indagine sfrutta la banca dati del "Millenium cohort study." Un’ennesima prova dell’interesse delle indagini longitudinali. Sono stati seguiti 15000 bambini nati in Inghilterra tra il 2000 e il 2001 che avevano 5 anni nel 2006. Il resoconto integrale della ricerca è allegato (in inglese).

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School_readiness_in_England.pdf