Presentazione del libro di Thomas Toch: Margins of Error: The Testing Industry in the No Child Left Behind Era. Education Sector, Washington D.C., 2006

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Centralizzazione larvata dei sistemi scolastici negli USA/Centralisation masquée de l’enseignement en cours aux Etats-Unis

La legislazione federale americana prevede con il programma "No Child Left Behind" adottato nel 2002 d’obbligare tutti gli Stati a somministrare entro il 2006 una prova standardizzata in lettura e matematica a tutti gli allievi a partire dal terzo anno di scuola primaria fino all’ultimo anno della scuola secondaria di primo ciclo (ossia la terza media) e inoltre una prova analoga in almeno una classe dell’insegnamento secondario superiore, per verificare se gli studenti conseguono gli standard voluti in lettura e matematica. Questa esigenza richiede la somministrazione di circa 45 milioni di test ogni anno. Il documento qui presentato analizza questo fenomeno, le sue ripercussioni non solo sull’insegnamento, sul comportamento degli allievi, sui curricoli insegnanti ma anche sulle amministrazioni scolastiche. Uno degli effetti più visibili di questa legislazione è stato lo sviluppo di un vero e proprio mercato dei test scolastici. A decorrere dal 2008, la legge esige la somministrazione di test di scienze almeno in una classe di scuola elementare, in una della scuola media e in una della scuola secondaria superiore, il che vuol dire altri 11 milioni di test supplementari annui.

Presentazione del rapporto "Margin of Errors: The Testing Industry in the No Child Left Behind Era"

prodotto dal centro americano indipendente di studi e ricerche "Education Sector", Washington D.C.

Negli Stati Uniti, dove vige un sistema scolastico federalista, ogni Stato ha il suo proprio sistema scolastico. Già da un decennio, i singoli Stati hanno iniziato a somministrare test di verifica degli standards d’apprendimento in lettura e matematica. Ogni Stato, logicamente, stabilisce in modo autonomo i propri obiettivi d’apprendimento per i vari gradi scolastici, almeno in inglese e matematica. Gli obiettivi d’insegnamento non sono dunque affatto uguali da uno Stato all’altro. [1] L’adozione della legge federale NCLB ha imposto a tutti gli Stati l’obbligo di verificare con prove strutturate il rispetto degli standard d’apprendimento, ogni Stato essendo però libero di fissare i propri standard e di adottare propri test .

A seguito di questa evoluzione, le prove strutturate standardizzate sono diventate una componente caratteristica del paesaggio della scuola statale in tutti gli Stati Uniti. Nella storia americana, la scuola statale è sempre stata tradizionalmente una faccenda locale. In ogni Stato , i sistemi scolastici sono sempre stati liberi di determinare le proprie priorità. Questa situazione sta cambiando da una decina d’anni, ossia da quando si è diventati consapevoli che la preparazione della maggior parte degli studenti nella scuola statale non era sufficiente per fronteggiare le sfide della società postindustriale. I responsabili politici hanno allora iniziato a perseguire un nuovo paradigma contraddistinto dall’adozione di standard nazionali uguali per tutta la scuola statale. In questo modello, gli Stati e le scuole perdono il margine libertà di cui hanno sempre fruito e diventano responsabili delle eventuali insufficienze del loro studenti qualora questi non conseguano nelle prove standardizzate somministrate per misurare il profitto scolastico i punteggi equivalenti agli standard. [2] In questo paradigma politico, i test diventano la chiave di volta di una strategia di riforma della scuola impostata in funzione degli standard. Il rapporto “Margin of Errors” rivela come fattori quali la scala utilizzata nelle prove strutturate imposta dalla riforma federale “No Child Left Behind” [3], le pressioni della competizione tra le ditte che fabbricano e vendono test, le scadenze ravvicinate imposte dai regolamenti, la penuria di esperti nella costruzione di test, la sorveglianza lassista da parte degli Stati , abbiano indebolito gli obiettivi della riforma federale NCLB tesa a conseguire standard più elevati d’istruzione in tutta la nazione. Il volume fornisce raccomandazioni agli Stati nonché ai responsabili politici affinché intervengano per migliorare l’infrastruttura della valutazione a livello nazionale. Per questa ragione il rapporto merita di essere segnalato.

Test venduti negli USA tra il 1955 e il 1997

Questo rapporto potrebbe essere utile per i valutatori e i responsabili politici che intendono impostare valutazioni su larga scala. Il documento attira l’ attenzione su una serie di errori da evitare se si vuole neutralizzare l’apparizione di meccanismi perversi che entrano in azione nelle valutazioni e che deformano non solo i risultati ma che svuotano di qualsiasi significato l’esercizio della valutazione fino a renderlo del tutto inservibile sul piano politico . Per leggere il rapporto o per scaricarlo clicca qui.

Nella maggior parte dei paesi europei le valutazioni su larga scala sono concepite e pilotate da servizi dell’amministrazione statale. Questo non è più il caso negli Stati Uniti dove la preparazione dei testi e il trattamento dei dati sono in gran parte appaltati a ditte private o a enti specializzati nella costruzione dei test che non hanno finalità lucrative ma che sono estranei all’amministrazione statale. In Europa, solamente in Inghilterra, per la prima volta, si è appaltato quest’anno il trattamento di test nazionali nella scuola statale ad un organismo privato specializzato. Si può però supporre che tra non molto anche in Europa le valutazioni su larga scala saranno appaltate a ditte private o a enti specializzati, perché i servizi statali oppure i servizi nazionali di valutazione per quanto ampi possano essere non disporranno mai delle risorse umane necessarie o di tutti gli specialisti che occorrono per pilotare una valutazione su larga scala senza commettere sviste grossolane.

In ogni modo, certi rischi denunciati nel documento di Toch sembrano per ora meno impellenti in Europa. D’altra parte non bisogna illudersi e credere che per il fatto di attribuire la responsabilità della valutazione a servizi statali, i sistemi scolastici europei siano immuni dei rischi incontrati da quelli americani. La valutazione è un esercizio pericoloso, irto di tranelli. Per esempio, l’ abbassamento del livello degli standard d’apprendimento in alcuni Stati americani, osservato e denunciato in questi ultimi anni, non è un’ iniziativa delle ditte private alle quali è stata appaltata la preparazione dei testi, bensì è stata una decisione politica presa al livello dell’assessorato regionale per evitare che la proporzione degli studenti con punteggi al di sotto della soglia degli standard fosse tale da fare perdere i sussidi federali. Per questa ragione, il rapporto, anche se trae conclusioni da osservazioni raccolte in un contesto scolastico diverso da quello europeo, è del massimo interesse per i responsabili di sistemi scolastici diversi da quelli americani, nei quali la valutazione su larga scala si svolge in un quadro amministrativo diverso. Il documento attira l’attenzione su quel che succede già negli USA e su quanto potrebbe succedere ed in parte è già successo nei sistemi scolastici europei, perché i problemi metodologici e i comportamenti degli attori coinvolti nelle valutazioni non divergono e sono indipendenti rispetto alle tradizioni amministrative e politiche. Ad ogni tappa della sequenza necessaria per costruire, sviluppare, somministrare un test e analizzarne i risultati si nascondono tranelli.

Sequenza delle tappe di preparazione di una valutazione con prove strutturate

L’autore dello studio Thomas Toch ritiene che lo stato non può lasciare il mercato fare da sé dopo averlo messo sotto pressione con la richiesta di una quantità enorme di test. L’amministrazione statale non è in grado di gestire una valutazione censuaria ogni anno, ma deve almeno creare le condizioni che permettano al settore privato di immettere sul mercato mercanzia (in questo caso test) di alta qualità.

In un sistema federalista come quello americano lo Stato dovrebbe, nell’ambito delle sue competenze esclusive, in primo luogo creare una commissione nazionale per le prove strutturate; poi è indispensabile istituire un’agenzia nazionale con l’incarico di valutare la qualità delle prove strutturate somministrate dai vari Stati ed infine dovrebbe stanziare un importo adeguato da versare agli Stati per produrre test di qualità. Se in Italia si volesse applicare il titolo V della Costituzione e gestire in comune tra Stato e Regioni il sistema scolastico si troverebbero qui indicazioni su come regolare la questione della distribuzione delle competenze tra Stato e Regioni in materia di valutazione su vasta scala.

[1] E’ come se variassero da una Regione italiana all’altra. Si potrebbe per esempio supporre che la Liguria e il Piemonte stabiliscano livelli diversi di padronanza della lettura in italiano alla fine delle varie classi della scuola dell’obbligo. Negli USa nulla lo vieta. Anche in Svizzera del resto. Abbiamo qui il caso di una grande paese e di un piccolo paese, nei quali l’uniformità scolastica non esiste.

[2] Finora ogni Stato fissa i propri standard ma un forte movimento politico spinge per ottenere l’imposizione di standard unici validi per tutta la nazione.

[3] Altre informazioni su NCLB cliccando qui.

Les documents de l'article

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