"Un computer per ogni bambino", il progetto del MIT di un computer portatile completo, resistente, di basso costo, distribuito ovunque nei paesi in via di sviluppo, è alla prova da sei mesi sul terreno e funziona.

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Un’ altra picconata al sistema scolastico ?

Quando Nicholas Negroponte e Kofi Annan hanno presentato il progetto ed il prototipo di computer portatile per tutti i bambini del mondo al World Summit on the Information Society che si è svolto nel 2005 a Tunisi, le reazioni furono alquanto scettiche. In particolare, il boss di Microsoft Bill Gates ha ironizzato su questo programma ed ha attaccato il progetto di un computer per i poveri, suscitando parecchio scalpore nel mondo dell’informatica e degli aiuti umanitari. (http://it.wikinews.org/wiki/Bill_Ga...)

Give one, Get one

Donate un computer ad un bambino di un paese in via di sviluppo e ricevetene uno in compenso.

Il lancio del nuovo computer XO messo a punto dal laboratorio Media Lab del MIT a Boston è un successo per il settimanale americano Education Week che ne riferisce con un servizio fornito dall’ Associated Press. [1]

La produzione in serie del rivoluzionario computer portatile per i paesi di sviluppo è iniziata questa estate, ma la distribuzione e la sperimentazione su larga scala era stata avviata già in febbraio di quest’anno. Per attirare l’attenzione su questo progetto da favola che potrebbe sconvolgere la politica scolastica nei paesi in via di sviluppo ma non solo e rendere di botto del tutto obsoleti i sistemi scolastici contemporanei OLPC offre in regalo un portatile a coloro che ne donano uno ad un bambino del terzo mondo.

Il laptop XO è un prodotto rivoluzionario. Per potere essere usato ovunque è distribuito senza sofware, contiene solo programmi Open Source, gratuiti, è alimentato da una batteria interna ricaricabile con una manovella per la ricarica, o allacciandolo ad una batteria auto, o ad un trasformatore di rete. Il sistema del portatile è Linux ; non c’è un disco rigido, , possiede una Webcam ed un sistema originale di collegamento senza fili, dotato d’ antenne wireless per la rete mesh, soprannominate “orecchie” (vedasi illustrazione) che consento agli utenti di collegarsi tra loro, di conversare on-line, di scambiarsi informazioni sul Web, di accedere al Web, di leggere libri elettronici. Ogni computer di un villaggio può collegarsi con gli altri computer del villaggio. I portatili non hanno ventilatori per evitare che siano ingolfati dalla polvere, sono impermeabili e resistono agli urti. Non si rompono se cadono a terra da un’altezza di un metro e mezzo. Sono stati concepiti per resistere nelle condizioni più disagevoli come quelle che si incontrano nelle montagne andine o nella foresta dell’Amazonia o nel deserto del Mali.

Il Mesh Network

Right out of the box, the XO laptop’s antennae ears can sense other neighboring XO laptops and connect to them, creating an instantaneous “mesh” network for communal sharing and collaborating. This is important because many XO laptops will be deployed in places where there is little or no external telecommunication infrastructure.

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Mesh Network

Un progetto educativo

Per Nicholas Negroponte, uno dei principali ideatori del portatile XO e fondatore dell’ organizzazione OLPC, il laptop XO “è un progetto educativo, non solo un semplice portatile.”

Le origini del progetto risalgono a più di quattro decadi fa, agli albori dell’era informatica, quando la maggior parte dei computer aveva dimensioni di piccoli dinosauri. Quasi nessuno sognava che un giorno queste macchine fossero adatte ai bambini. Ciò nonostante ricercatori come Seymour Papert ( che fu anche allievo di Piaget a Ginevra ) non erano d’accordo con questa previsione, e col tempo le loro idee s’imposero , da teoria radicale fino a diventare realtà. Il personal computer è ora a disposizione dei bambini come uno strumento educativo dalle potenzialità immense.

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Computer XO

L’applicazione delle teorie socio-costruttiviste

Il laptop XO, un portatile adatto per i bambini , è stato concepito per imparare ad imparare. L’XO incorpora le teorie costruttiviste sviluppate da Piaget e adattate all’informatica negli anni sessanta da Seymour Papert al MIT Media Lab di Boston.

Il costruttivismo enfatizza quello che Papert chiama "imparare a imparare" quale fondamentale esperienza educativa. Il computer è stato concepito per rendere possibile l’"imparare a imparare" permettendo ai bambini di "pensare al pensiero" in una maniera altrimenti impossibile, talora, anzi spesso, anche frequentando le scuole. L’utilizzo dell’XO, sia come finestra sul mondo che come strumento programmabile per esplorarlo, permette ai bambini delle nazioni emergenti di accedere al sapere quasi illimitato di internet e al pari passo di esercitare la risoluzione di problemi in maniera creativa. Per farlo non è necessario andare a scuola. Si può lavorare al computer e imparare con il computer ovunque, anche in una capanna od in una baita fatiscente, sulla piazza di una villaggio con altri bambini o sotto un baobab.

Sviluppo del programma

Il Peru è il paese che ha finora acquistato il numero maggiore di portatili, 272 000 investendo in questo programma per migliorare il proprio sistema scolastico di base che è considerato uno dei peggiori in America Latina e nel mondo. Il secondo paese che in questi primi mesi ha scommesso sul portatile del Mit per migliorare il livello d’istruzione della popolazione e per dare una stringata allo sviluppo dell’istruzione elementare è un altro paese latino-americano, l’Uruguay, che ha sottoscritto un contratto per 100 000 macchine. Il costo di un computer è infinitamente inferiore a quanto costerebbero i manuali scolastici per un’istruzione di base completa.

Purtroppo il costo finale del portatile è più elevato dell’obiettivo che Negroponte si era dato, ossia un computer completo per 100 dollari. Questa sfida è stata persa. Il computer costa un poco di più, ma simbolicamente la partita è stata persa. Un altro handicap è la mancanza di un sistema operativo Window. Molti governi sono riluttanti a lanciarsi in un’iniziativa del genere senza avere alle spalle Microsoft. In ogni modo Negroponte spera di riuscire entro la fine dell’anno a vendere quasi 2 milioni di computer.

Una delle grandi novità del programma è rappresentata dal fatto che il computer è dato ai bambini ed appartiene ai bambini, per contratto. Secono uno dei principi professati da Negroponte, ci vuole un computer per ogni bambino e non un computer per classe od additura per scuola. Quest’ultima soluzione non funziona. Imparare assieme

L’iniziativa One Laptop per Child

"One Laptop Per Child" è stata fondata da varie organizzazioni sponsor. Queste includono Google, Red Hat, AMD, BrightStar, News Corp e Nortel Networks. Ciascuna compagnia ha donato due millioni di dollari. Il MIT Media Lab è pure coinvolto nel progetto. Manca purtroppo Microsoft, il che, come detto , penalizza alquanto il progetto, almeno sul piano della credibilità e su quello commerciale.

"One Laptop Per Child" è presieduto da Nicholas Negroponte, che per dedicarsi a questo incarico ha lasciato in febbraio 2006 il "MIT Media Lab", e il suo CTO (direttore) è Mary Lou Jepsen. Altri dirigenti della Compagnia sono il precedente direttore del MIT Media Lab Walter Bender che è presidente di "OLPC Software e Content" e Jim Gettys che è vice-presidente di "Software Engineering"[1].

La produzione in serie dei computer è iniziata nel luglio del 2007 ma non sono i noti quantitativi e i tempi di consegna.

Resistenze ed opposizioni

Non tutto fila liscio in questo settore. Sotto la pressione di gruppi di pressione connessi a ditte che non hanno partecipato al progetto è in corso una campagna virulenta di boicotto del progetto. Ne fa fede l’informazione seguente che riguarda la Nigeria che aveva prenotato un milione di portatili nel 2006 e che ora, dopo il cambiamento di governo fa marcia indietro e rifiuta di onorare l’ordinazione.

[1] Articolo protetto da copyright e non riproducibile, scaricabile solo per gli abbonati a Education Week.

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