Il Rapporto sostiene anche riforme che favoriscano equità e diano voce agli esclusi. Abbiamo una responsabilità collettiva nei confronti di quanti in tutto il mondo, oggi e in futuro, sono meno privilegiati di noi – per garantire che il presente non sia il nemico del futuro. Questo Rapporto può aiutarci a vedere la strada che abbiamo davanti.

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Rapporto sullo sviluppo umano 2011

La grande sfida dello sviluppo del 21° secolo è salvaguardare il diritto delle generazioni attuali e future a vivere esistenze prospere e appaganti. Il Rapporto sullo Sviluppo umano 2011 offre nuovi importanti contributi al dialogo globale su questa sfida, mostrando come la sostenibilità sia inestricabilmente legata all’equità – a questioni di equità e giustizia sociale, oltre che a un più ampio accesso a una migliore qualità della vita.

Riporto integralmente la presentazione distribuita in italiano dal PNUD (Programma delle Nazioni Unite per lo Svilouppo, la cui sede è a Ginevra). Il rapporto integrale in lingua francese è allegato, come pure la sintesi distribuita dal PNUD.

Gli indicatori dello sviluppo umano prodotti dal PNUD sono molto originali e molto buoni. Per esempio l’indice di povertà multidimensionale. L’insieme fornisce informazioni fondamentali sul contesto entro il quale operano i sistemi scolastici e forniscono informazioni determinanti per analizzare le questioni di giustizia e equità. Cosa possono fare i sistemi scolastici? 

"Le previsioni suggeriscono che i continui insuccessi nel ridurre i gravi rischi ambientali e l’inasprirsi delle disuguaglianze sociali minaccia di rallentare decenni di forti progressi da parte della maggioranza dei poveri nel mondo – e persino invertire la tendenza alla convergenza globale di tutti i paesi verso lo sviluppo umano. Gli straordinari progressi in questa direzione non possono però continuare in assenza di audaci sviluppi globali per ridurre sia i rischi ambientali che la disuguaglianza. Questo Rapporto identifica strade per promuovere sostenibilità ambientale e giustizia – in modi che si rinforzano a vicenda – per le persone, le comunità locali, le nazioni e la comunità internazionale.

Nuove analisi mostrano come, a livello nazionale, sperequazioni nelle possibilità e disuguaglianze di genere siano legate a un accesso ridotto ad acqua potabile e impianti igienici adeguati, al degrado dei suoli e a morti causate dall’inquinamento atmosferico al chiuso e all’aperto, e che questi fattori amplifichino gli effetti associati alle differenze di reddito. Le disuguaglianze di genere a propria volta interagiscono con gli effetti ambientali e li aggravano. A livello globale le intese di potere spesso indeboliscono le voci dei paesi in via di sviluppo ed escludono i gruppi marginalizzati.

Ma ci sono alternative alla disuguaglianza e alla non sostenibilità. Investimenti che migliorano l’equità – per esempio, nell’accesso a energie rinnovabili, acqua e impianti fognari, e sanità riproduttiva – potrebbero far progredire tanto la sostenibilità quanto lo sviluppo umano. Una maggior responsabilità e processi democratici possono a propria volta portare a decisioni migliori. Approcci di successo si basano su gestione di comunità, istituzioni largamente inclusive e attenzione ai gruppi svantaggiati. Oltre gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, il mondo ha bisogno di un quadro per lo sviluppo che rifletta equità e sostenibilità. Questo Rapporto mostra che approcci che integrino l’equità in politiche e programmi di sviluppo e che mettano le persone in condizione di determinare il cambiamento nell’agone legale e politico hanno enormi potenzialità.

I finanziamenti necessari per lo sviluppo sono molto superiori all’attuale ammontare degli aiuti pubblici. La spesa odierna per fonti di energia a ridotte emissioni di Co2, per esempio, è inferiore al 2% persino di quelle che sono stime più basse sui bisogni futuri. I flussi di finanziamento debbono essere indirizzati verso le sfide critiche della non sostenibilità e della disuguaglianza. Anche se meccanismi di mercato e finanziamenti privati saranno cruciali, essi dovranno essere sostenuti e accresciuti da investimenti pubblici proattivi. Eliminare il deficit nei finanziamenti richiede un pensiero innovativo, che questo Rapporto fornisce."

Les documents de l'article

PNUD_2011_FR_Complete.pdf
PNUD_2011_FR_Summary.pdf