Lo studio HBSC (Health Behaviour in School-aged Children - Comportamenti collegati alla salute in ragazzi di età scolare), cui l’équipe italiana ha aderito, è uno studio multicentrico internazionale che si svolge ogni quattro anni, sotto l’egida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per l’Europa. Attivo dal 1982, è stato promosso da Inghilterra, Finlandia e Norvegia e, nel corso degli anni, ha visto il coinvolgimento di un sempre maggior numero di Stati, tra cui anche alcuni Paesi extra-europei, come USA e Canada. L’indagine relativa all’anno scolastico 2005-2006, ha coinvolto 41Paesi, tra cui l’Italia, presente per la seconda volta in questo studio.

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Lo sguardo dei medici sui comportamenti degli adolescenti fuori e dentro la scuola

Il background teorico di questo studio ha le sue radici nella cultura della salute di cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità si è fatta promotrice (World Health Organisation (WHO) , 1986: Ottawa charter for health promotion. Genève, WHO). Il concetto di salute deve essere inteso nel senso più ampio del termine, come risorsa della vita quotidiana, e non solo come assenza di malattia. In questo senso essa comprende, oltre alla dimensione fisica, anche quelle sociali ed emozionali, che possono influenzare la prima, sia nel breve che nel lungo periodo. Un tale, ampio, concetto di salute sottintende l’adozione di un approccio multidisciplinare per la comprensione dei meccanismi di determinazione dello stato di salute che renda conto sia della sua multifattorialità che della interrelazione tra le diverse dimensioni che la compongono (The Hastings Center Report, 1997: Gli scopi della medicina: nuove priorità. Politeia, 45:1-48 ).

La salute è infatti influenzata da fattori ambientali e comportamentali tra loro fortemente interconnessi (Green L.W., Kreuter M.W., 1991: Health Promotion Planning: an Educational and Environmental Approach. Mayfield, Mountain View ). Riguardo i primi, la famiglia, la scuola ed il gruppo di pari sono i contesti di vita fondamentali dei ragazzi in età adolescenziale e pre-adolescenziale, ma ciascuno di questi presenta elementi fortemente problematici: il ragazzo si sta staccando dalla famiglia, raggiungendo più libertà da una parte ma essendo meno protetto dall’altra, e non avendo ancora gli strumenti per una piena autonomia. Il gruppo di amici diventa sempre più importante, così come la ricerca di relazioni affettivo- sessuali, ma sempre maggiori diventano i timori di non essere accettato, adeguato a ciò che il contesto sembra richiedere (King A., Wold B., Smith C.T. e Harel Y. ,1996: The Health of Youth. Across-national survey. WHO, Regional Publications, European Series n.69.). La misura in cui ciascuno di questi ambienti è sano influenza fortemente la salute del giovane che vive in essi e tra di essi.

Relativamente ai fattori comportamentali, molti di questi sono i più diretti responsabili delle patologie prevalenti dei nostri tempi: fumo, alcol, sostanze stupefacenti, attività fisica, abitudini alimentari e del sonno; la misura in cui ciascuno di essi viene adottato è importante nel determinare lo stato di salute presente e futuro dei ragazzi (Allison K.R., Adlaf E.M., Ialomiteanu A., Rehm J. , 1999: Predictors of Health Risk Behaviours among Young Adults: Analysis of the National Population Health Survey. Canadian Journal of Public Health, 90(2): 85-89). L’interesse è soprattutto rivolto ai determinanti di questi comportamenti: abitudini, cultura e possibilità economiche dei genitori, cultura dei ragazzi (comportamenti di “iniziazione”), atteggiamento relazionale degli insegnanti e della scuola, sono tutti elementi che influiscono sulla scelta del ragazzo di adottare o meno un determinato comportamento (Smith C., Wold B. e Moore L. ,1992: Health Behaviour Research with Adolescents: a Perspective from the WHO cross-national Health Behaviour in School Children study. Health Promotion Journal of Australia, 2 (2): 41-44).

La ricerca vuole contribuire a rispondere al bisogno di benessere delle popolazioni giovanili (pre-adolescenziali e adolescenziali) la cui mancata soddisfazione trova sovente espressione in comportamenti nocivi alla salute, quando non chiaramente devianti e antisociali . La comprensione dei determinanti di questi comportamenti a rischio e, specularmente, dell’elaborazione di valori positivi, può contribuire alla promozione ed attuazione di politiche sociali che indirizzino verso l’adozione di comportamenti orientati ad un corretto sviluppo sanitario e psico-comportamentale. La fascia di età compresa tra gli undici e i quindici anni costituisce una fase cruciale per il successivo sviluppo dell’individuo e rappresenta quindi un momento chiave nel quale poter intervenire efficacemente con adeguate politiche di promozione della salute. Al fine di attuare interventi adeguati, è necessario disporre di informazioni il più complete possibili sulle diverse dimensioni dell’ambiente di vita dei ragazzi, rilevate attraverso strumenti specificamente predisposti e a tale scopo è stato progettato lo studio HBSC.

Lo studio HSBC è un’indagine internazionale condotta in 41 paesi sullo stato di salute inteso in senso lato degli adolescenti, organizzata dal corpo medico ed in particolare dagli specialisti della medicina preventiva. La prima indagine di questo tipo è stata svolta 1982. Si tratta di uno studio comparato su vasta scala che ha coinvolto 200 000 giovani circa. Per maggiori informazioni su questa indagine si visiti il sito internazionale cliccando qui.. Il rapporto internazionale della zona europea si ottiene cliccando qui.

Questa indagine di notevole qualità e interesse per la scuola valore è impostata in maniera rigorosa. I dati sono stati raccolti nelle scuole tramite un questionario, secondo una metodologia che rispetta gli standard internazionali di qualità . Ha il pregio di fornire una miniera di dati sul comportamento degli studenti delle scuole secondarie, in particolare sul pubblico che è anche analizzato dalle indagini IEA e soprattutto dall’indagine PISA (i quindicenni) ed è per questa ragione che merita di essere conosciuta e studiata dagli educatori, dalle autorità scolastiche responsabili della scuola e dai ricercatori delle scienze in educazione.

L’indagine ovviamente non si occupa dei risultati scolastici ma della salute dei giovani e dei comportamenti a rischio. Da questo punto di vista analizza anche temi che si collocano alla frontiera del servizio scolastico come lo indicano i titoli seguenti capitoli del rapporto nazionale italiano:

- capitolo 2: IL CONTESTO FAMILIARE E IL GRUPPO DEI PARI,

- capitolo 3 : L’AMBIENTE SCOLASTICO,

- capitolo 4: ATTIVITÀ FISICA E TEMPO LIBERO,

- capitolo 7: DISUGUAGLIANZE E CAPITALE SOCIALE.

L’Italia partecipa per la seconda volta a questa indagine che purtroppo è poco nota nel mondo scolastico. L’indagine ha il merito di essere comparabile, ossia di offrire informazioni che possono permettere di svolgere confronti con i giovani di altri paesi nonché all’interno del sistema italiano.

Rapporto sui dati italiani dello studio internazionale HBSC 2006 Stili di vita e salute dei giovani italiani

Indice

- Presentazione

- Ringraziamenti

- Il gruppo di Ricerca

- Capitolo 1: LA RICERCA E IL CAMPIONE IN STUDIO

- 1.1 Introduzione

- 1.2 Lo studio HBSC

- 1.3 Descrizione del campione

- Bibliografia capitolo 1

- Capitolo 2: IL CONTESTO FAMILIARE E IL GRUPPO DEI PARI

- 2.1 Introduzione

- 2.2 La struttura familiare

- 2.3 Le relazioni genitori-figli

- 2.4 Il gruppo dei pari

- 2.5 Conclusioni

- Bibliografia capitolo 2

- Capitolo 3: L’AMBIENTE SCOLASTICO

- 3.1 Introduzione

- 3.2 Rapporto con gli insegnanti

- 3.3 Rapporto con i compagni di classe

- 3.4 Il rapporto con la scuola

- 3.5 Bullismo

- 3.6 Conclusioni

- Bibliografia capitolo 3

- Capitolo 4: ATTIVITÀ FISICA E TEMPO LIBERO

- 4.1 Introduzione

- 4.2 Frequenza dell’attività fisica

- 4.3 Frequenza dell’uso di televisione e computer e nuove forme di comunicazione

- 4.4 Conclusioni

- Bibliografia capitolo 4

- Capitolo 5: ABITUDINI ALIMENTARI E IMMAGINE CORPOREA

- 5.1 Introduzione

- 5.2 Frequenza della colazione

- 5.3 Consumo frutta e verdura

- 5.4 Consumo di dolci e bevande gassate

- 5.5 Stato nutrizionale

- 5.6 Percezione della propria immagine corporea

- 5.7 Igiene orale

- 5.8 Conclusioni

- Bibliografia capitolo 5

- Capitolo 6: COMPORTAMENTI A RISCHIO

- 6.1 Introduzione

- 6.2 Uso di sostanze

- 6.2.1 Il fumo

- 6.2.2 L’alcol

- 6.2.3 Cannabis

- 6.3 Abitudini sessuali

- 6.4 Infortuni e violenza

- 6.5 Conclusioni

- Bibliografia capitolo 6

- Capitolo 7: SALUTE E BENESSERE

- 7.1 Introduzione

- 7.2 Percezione della propria salute

- 7.3 La scala della soddisfazione per la propria vita attuale

- 7.4 I sintomi riportati

- 7.5 Conclusioni

- Bibliografia capitolo 7

- Capitolo 8: DISUGUAGLIANZE E CAPITALE SOCIALE

- 8.1 Introduzione

- 8.2 Lo status socio-economico familiare

- 8.2.1 Status economico-FAS

- 8.3 Area Locale

- 8.4 Vita associativa

- 8.5 Dimensioni individuali della socialità

- 8.6 Conclusioni

- Bibliografia capitolo 8

L’indagine italiana

Complessivamente sono state selezionate in Italia 349 classi, il 61.3% delle quali nelle scuole medie inferiori. In totale il campione italiano comprende 3920 studenti ripartiti in tre popolazioni diverse:

- 11 anni (1242 studenti),

- 13 anni (1343) e

- 15 anni (1335) .

Si tratta di un piccolo campione che consente solo disaggregazioni limitate dei dati. Infatti, con 1300 studenti per gruppo di età non è possibile spingere a fondo le analisi perché rapidamente si giunge a gruppi troppo piccoli (per esempio le ragazze di origine straniera nate in Italia, oppure gli studenti con uno dei genitori nato all’estero).

Poiché il volume della relazione italiana dell’indagine è troppo alto per il server che ospita questo sito, qui si danno solo alcune informazioni scelte in funzione della loro affinità con quelle raccolte nelle indagini internazionali comparate sul profitto scolastico.

Malauguratamente la relazione italiana non fornisce nessun dato comparato con altri paesi. Le comparazioni prodotte riguardano solo le macro-aree italiane suddivise in tre zone: Nord, Centro, Sud, con una ripartizione che non corrisponde alle macro-aree dell’indagine PISA. Dovrebbe essere possibile ricostituire una ripartizione conforme a quella dell’indagine PISA partendo dalla banca dati italiana dell’indagine HBCS. Le comparazioni tra l’Italia e gli altri paesi si trovano nel rapporto internazionale.

L’Italia, come detto, ha partecipato per la seconda volta a questa indagine [1] che è iniziata nel 1985/1986. La partecipazione italiana a questi studi comparati internazionali nel campo della salute è quindi iniziata tardi. Il rapporto italiano ricalca il rapporto internazionale, con riferimenti prodotti nello studi internazionale , ma con un ordine diverso dei capitoli.

Statuto socio-economico della famiglia

Il rapporto internazionale inizia con la presentazione di un indice composito del benessere familiare che può essere comparato con l’indice ISEI di PISA. Giustamente, i dati raccolti dai questionari degli studenti permettono di costruire un indice del benessere familiare e di incrociarlo con altri dati.

Lo status socio-economico è misurato da un indice composito "che incorpora lo status economico(reddito), lo status sociale (educazione) e lo status professionale (occupazione)” [2] chiamato “Family Affluence Scale” ( acronimo FAS, scala di affluenza familiare). Nel rapporto italiano questo indice è presentato nell’ultimo capitolo ed è poco usato nelle analisi.

Il rapporto internazionale inizia subito con le disuguaglianze sociali rispetto alla salute, mentre il rapporto italiano non consacra che qualche linea a questo problema. Anche il rapporto internazionale non presenta nessun gradiente sociale mentre sarebbe stato possibile calcolarlo usando l’indice FAS.

La relazione genitori-figli

La comunicazione familiare, soprattutto tra genitori e figli, risulta essere un aspetto fondamentale per il benessere dei singoli e quindi anche delle condizioni per seguire la scuola con poche difficoltà. Non a caso nei questionari delle indagin internazionali sugli apprendimenti si inseriscono numerose domande sulle relazioni tra genitori e figli. Nella letteratura medica è stato dimostrato come una positiva comunicazione, indice di sostegno fornito dai genitori, possa svolgere una funzione protettiva rispetto allo sviluppo di sintomi depressivi [3], a comportamenti antisociali [4]; [5], alla scarsa autostima [6], a problemi scolastici [7].

Rapporto con la scuola

In questa ricerca, il rapporto dei ragazzi con la scuola è stato indagato attraverso due item: “Cosa ne pensi della scuola?” e “Quanto ti senti stressato per tutto il lavoro che devi fare a scuola?”. Dalle risposte è possibile riscontrare come la scuola piaccia soprattutto ai ragazzi di 11 anni e come all’aumentare dell’età diminuisca il piacere per la scuola. Sono soprattutto i ragazzi di terza media (rispetto a quelli di 11 e 15 anni) a dichiarare un minor piacere per la scuola. Un constatazione del genere non è purtroppo per nulla sorprendente e è d’ordinaria amministrazione. Nella relazione italiana si propone una disaggregazione delle risposte solo per genere e per macro aree dalla quale si deduce che non c’ è molta differenza tra le tre macro-aree geografiche prese in considerazione. La scuola piace abbastanza al 50% dei quindicenni, piace molto grosso modo al 10& mentre piace poco o non piace affatto al 40%.

Questi valori però non permettono di capire come si collocano gli studenti italiani rispetto a quelli degli altri paesi. Per averne un’idea occorre andare nel rapporto internazionale dove si scopre che la percentuale dei quindicenni italiani che hanno rispetto della scuola è tra le più basse dei paesi europei. A pochissimi quindicenni italiani piace la scuola (l’8% delle ragazze e il 9% dei ragazzi), comparata ad una media internazionale del 20% (che non è affatto straordinaria, perché questa cifra significa che la scuola piace solo a un quinto degli studenti, comunque sempre il doppio di quanto si avvera in Italia).

Uso del computer

Anche in questo caso si conferma quando constatato in altre indagini internazionali: gli adolescenti italiani non usano molto il computer rispetto ai loro coetanei di altri paesi. Potremmo dire che questo non è il migliore modo per entrare nella vita contemporanea e c’è da rimanere perplessi a questo riguardo.

Secondo la relazione italiana, la percentuale degli adolescenti che usano il computer per almeno tre ore al giorno in Italia è dello 10.14% a 11 anni, del 10,48% a 13 anni e del 9,77% a 15 anni. In genere i ragazzi usano di più il computer che non le ragazze, il che è conforme a quanto succede altrove, ma nella relazione internazionale si trova una tavola molto interessante non ripresa nel rapporto italiano dalla quale si evince che le ragazze quindicenni italiane sono più propense a servirsi del computer per avere contatti quotidiani con gli amici (il 67%) che non i loro coetanei maschi (il 40%). Ovunque le ragazze sono più portate dei ragazzi a utilizzare il computer per intrattenersi con gli amici ed anche questa notizia non è una novità, mentre invece l’alta percentuale delle ragazze italiane che si situano in questo gruppo è di per sé un’informazione che merita di essere ulteriormente analizzata.

International Press release

Grandi disparità tra paesi e fortissimi legami tra la salute degli adolescenti e lo statuto socio-economico delle famiglie da cui provengono

Large disparities in young people’s health and health-related behaviours across Europe and North America and strong but complex relationships between adolescent health and the socioeconomic status of families: these are the main findings of a new and unique cross-national study jointly launched today by the WHO Regional Office for Europe and the University of Edinburgh.

Based on a survey conducted in 2005/2006 on 204 000 young people (11, 13, and 15 years old) in 41 countries and regions across Europe and in North America, the fourth international report from the Health Behaviour in School-aged Children (HBSC) Study provides the most comprehensive evidence to date on the health and health-related behaviour, and their social contexts, of young people in industrialized nations.

The countries and regions surveyed are Austria, Belgium (Flemish), Belgium (French), Bulgaria, Canada, Croatia, Czech Republic, Denmark, England, Estonia, Finland, France, Germany, Greece, Greenland, Hungary, Iceland, Ireland, Israel, Italy, Latvia, Lithuania, Luxembourg, Malta, Netherlands, Norway, Poland, Portugal, Romania, Russian Federation, Scotland, Slovakia, Slovenia, Spain, Sweden, Switzerland, The former Yugoslav Republic of Macedonia, Turkey, Ukraine, United States and Wales. The study uses the United Nations categories of northern, southern, eastern and western Europe and North America.

The report clearly shows that boys and girls differ in terms of reported health behaviours and health outcomes. Existing data do not, however, universally favour one gender over the other, but show that different issues are of concern for males and females. While boys are still more likely to engage in all risk behaviours, the patterns for smoking support the argument that some equalization may be taking place. Despite more frequent consumption of healthier foods and lower levels of overweight and obesity, girls are more likely to be on weight-reducing diets and to be dissatisfied with their bodies.

Boys from northern Europe report more positive health. Young people in western Europe and boys in northern Europe report poorer relationships with their families; young people in these countries and regions also report more peer involvement than young people in either eastern or southern Europe. While North America stands out as having the lowest rates of smoking, it has among the highest rates of cannabis use, a finding that deserves further exploration. The report also highlights the high levels of obesity in North America, the relatively low consumption of fruits in parts of northern Europe and the higher level of contraceptive pill use in western Europe as compared to eastern and southern Europe.

As children grow and develop, important changes can be observed in terms of their risk behaviours, the social influences that surround them and the health outcomes that they experience. Children’s ratings of their health decline with increasing age. Younger children are more likely to report a wide variety of positive health behaviours but engagement in these health behaviours declines as children enter adolescence.

The clear association between family affluence, positive health and health-promoting behaviours confirms previous HBSC analyses on self-rated health, daily fruit eating, consumption of soft drinks, tooth brushing and physical activity. The new survey also supports previous studies, which identified inconsistent relationships between socioeconomic status and tobacco use and alcohol consumption in adolescence. Associations with family affluence varied in direction and between countries and regions.

The survey provides comparable and detailed data on health outcomes, health behaviours, risk behaviours and social contexts, including for instance on perceived health and well-being, smoking and cannabis use, alcohol drinking, sexual health, physical activity , eating habits, overweight, body dissatisfaction, dieting and weight control, oral health, bullying and fighting, injuries, relations with parents and young people’s life circumstances.

An international network of research teams has conducted HBSC studies since 1983 in collaboration with the WHO Regional Office for Europe. These surveys provide foundational information to assist in the development of further research. Results are used by teams of interdisciplinary policy-makers, health promotion practitioners, education system specialists, youth group representatives and communications experts to inform policy and practice, identify priorities for action and define strategies to reduce health inequalities. For more information contact:

Technical information:

Professor Candace Currie Director, Child and Adolescent Health Research Unit University of Edinburgh St Leonard’s Land, Holyrood Road Edinburgh EH8 8AQ, Scotland, United Kingdom Tel.: +44 (0)131 651 6258. Fax: +44 (0)131 651 6271 E-mail: candace.currie@ed.ac.uk

Ms Vivian Barnekow Child and Adolescent Health Country Policies and Systems WHO Regional Office for Europe Scherfigsvej 8, DK-2100 Copenhagen Ø, Denmark Tel.: +45 39 17 14 10. Fax: +45 39 17 18 18 E-mail: vbr@euro.who.int

Press information:

Ms Liuba Negru Press and Media Relations WHO Regional Office for Europe Scherfigsvej 8, DK-2100 Copenhagen Ø, Denmark Tel.: +45 39 17 13 44. Fax: +45 39 17 18 80 E-mail: lne@euro.who.int

[1] La prima volta fu solo nel 2001/2002

[2] Adler NE et al (1994). Socioeconomic status and health: the challenge of the gradient. American Psychologist, 49:15-24

[3] Field T., Diego M., Sanders C. (2002). Adolescents’ parent and peer relationships. Adolescence, 37: 121-130

[4] Ardelt M., Day L. (2002): Parents, Siblings, and Peers: Close Social Relationships and Adolescent Deviance. Journal of Early Adolescence, 22: 310-349

[5] Garnefski N. (2000): Age differences in depressive symptoms, antisocial behavior, and negative perceptions of family, school, and peers among adolescents. Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry, 39: 1175-1181

[6] Lanz M., Iafrate R., Rosnati R., Scabini E. (1999 a). Parent-child communication and adolescents’ self-esteem in separated, inter-country adoptive and intact-non-adoptive families. Journal of Adolescence, 22: 785-794

[7] Glaskow K.L., Dornbusch S.M., Troyer L., Steinberg L., Ritter P.L. (1997). Parenting styles, adolescents’ attributions, and educational outcomes in nine heterogeneous high school, Child Development, 68: 507-529

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