La libertà di scelta della scuola è una tendenza mondiale che smantella una forma di regolazione dell’istruzione in nome di un principio assunto come nuova regola di organizzazione e governo della scuola: la concorrenza tra scuole. Per fare adottare questa regola si afferma che l’adozione di questo criterio dovrebbe migliorare il profitto scolastico e migliorare la scuola. Il volume esamina questa tendenza in un’ottica comparata.

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Le libre choix de l’école/ la libertà di scelta della scuola

In Italia si sono aboliti i bacini d’utenza una decina d’anni fa senza nessuna polemica, senza nessun dibattito, quindi con una decisione che si potrebbe dire bi-partisan, ma che non è stata presa in modo esplicito. La si è adottata come se fosse una scelta logica, evidnte, che si imponesse di per sé, perché non poteva non avere effetti positivi. Rarissime sono le indagini scientifiche sulle conseguenze di questa deliberazione, almeno dal punto di vista della segregazione scolastica.

Altrove, una scelta simile avrebbe provocato e ha provocato un gran canaio, suscitato un dibattito politico di fondo, tra parti contrapposte: la sinistra contraria e la destra favorevole. Questo è il caso in Francia, dove il governo attuale ha deciso di attuare una moderata libertà di scelta delle scuole.

In altri sistemi scolastici dove la competizione tra scuole è stata decretata da un decennio, le indagini scientifiche sulle conseguenze di questa riforma non sono mancate. Si sono raccolti molti dati che permettono di misurare le conseguenze di questo tipo d’organizzazione della scolarizzazione.

Il libro offre un’ analisi comparata sul piano mondiale di questo movimento.

OXFORD STUDIES IN COMPARATIVE EDUCATION

The Globalisation of School Choice?

Edited by MARTIN FORSEY, SCOTT DAVIES, GEOFFREY WALFORD 2008 paperback 252 pages US$56.00 ISBN 978-1-873927-12-0

 

‘Which school should I choose for my child?’ For many parents, this question is one of the most important of their lives. ‘School choice’ is a slogan being voiced around the globe, conjuring images of a marketplace with an abundance of educational options. Those promoting educational choice also promise equality, social advantage, autonomy, and self-expression to families. But what does this globalisation of school choice actually look like on the ground? This collection brings together educationalists, anthropologists, and sociologists who use a rich array of empirical data to understand the complex realities of school choice across a range of political and social settings: in Argentina, Australia, Canada, China, England, India, Israel, Japan, Singapore, Tanzania, and the United States. Together they show that, while the language of school choice has spread globally, it has done so unevenly across and within nations, and is always interpreted through local social and historical contexts. Neo-liberal policy initiatives are re-shaping education systems in many nations, but in complex and varied ways. This collection shows that rather than eliminating equity concerns, they re-embed them within new frameworks of choice and accountability. This is an important book for those interested in comparative education, as well as the sociology and politics of schooling.