Recensione del documento dell’Associazione nazionale dei direttori delle TIC nei 50 sistemi scolastici USA sulla diffusione delle TIC nelle scuole USA e sugli effetti dei programmi appositi finanziati dal governo federale.

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Nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione

La transizione verso una didattica che attinga a piene mani nelle TIC non sarà facile. Le scuole resistono, tentennano; le risorse necessarie mancano e sono state sottostimate. Occorre un piano globale che consenta a tutti gli alunni e studenti di apprender ovunque si trovino, 24 ore al giorno, sette giorni su 7. I sistemi scolastici del futuro dovrebbero essere ripensati e ristrutturati in funzione di questa esigenza che è già oggigiorno reale nel mondo extra-scolastico. In mancanza di una politica decisamente orientata in questa direzione per ora ne approfittano le ditte private oppure gli insegnanti esperti in informatica. Taluni restano nelle scuole, altri se ne vanno. Le premesse per realizzare i cambiamenti che le TIC presuppongono per render l’insegnamento attraente sono lacunose. Le generazioni dei "digital natives" apprendono per conto loro. Non tutti però. Ce ne sono ancora molti che avrebbero bisogno di tutori, d’ insegnanti motivati e competenti. Ma non ce ne sono ad ogni angolo di strada. Che succede allora? E’ prevedibile che nei prossimi anni le disuguaglianze sociali di fronte all’istruzione peggioreranno. Forse arriveranno anche le statistiche scolastiche a dimostrare questa involuzione.

L’Associazione nazionale dei direttori dell’informatica nei 50 sistemi scolastici USA

Fondata nel 2001, l’Associazione nazionale americana dei direttori dei dipartimenti di informatica nelle scuole degli Stati americani (acronimo SETDA) è la principale associazione al servizio delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle scuole esistente negli Stati Uniti. I direttori delle agenzie di ogni Stato collaborano tra loro ed hanno creato un luogo d’incontro per riflettere sulle buone pratiche in questo ambito. Quest’associazione è quindi l’organismo che rappresenta nel modo migliore quanto i sistemi scolastici inventano per far fronte al dilagare delle nuove tecnologie dell’informazione della comunicazione, cosa inventano per assimilare le nuove tecnologie nei curricoli scolastici, quali sono gli ostacoli da abbattere.

Una fotografia ufficiale dell’informatica nelle scuole USA


L’associazione pubblica inoltre regolarmente una relazione che fornisce dati e informazioni sull’adozione delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle scuole americane nonché sui programmi concepiti per promuovere la diffusione delle nuove tecnologie nelle scuole ed in particolare sulle iniziative del governo federale che stanzia sussidi agli Stati per aumentare il numero di programmi d’apprendimento di qualità e per renderli disponibili a larghe fasce di studenti. I sussidi federali sono usati dai 50 Stati e servono per aumentare le opportunità d’aggiornamento delle istituzioni scolastiche. Per esempio sussidi federali sono stati utilizzati dagli Stati per creare applicazioni in grado di facilitare le decisioni amministrative nelle scuole, quello che in Italia si chiama ormai la "governance " delle scuole. Ovviamente, i direttori di questi dipartimenti statali sono convinti che queste applicazioni che hanno un impatto sui risultati degli apprendimenti e degli studenti, sulla motivazione degli studenti e sulla produttività degli insegnanti. Per questa ragione sono a capo di queste agenzie statali e militano per la diffusione delle TIC nelle scuole. Sarebbe sorprendente se non affermassero generalità di questo tipo che sono un luogo comune nelle teorie pedagogiche.

Aree privilegiate d’intervento


L’associazione dei direttori dei dipartimenti di informatica scolastica degli Stati americani ha identificato 4 aree privilegiate d’intervento, suscettibili di trasformare l’insegnamento e l’apprendimento. Queste aree sono state identificate in funzione di un criterio preciso, ossia quello di provvedere pari opportunità di apprendimento mediante l’informatica. Le 4 aree sono le seguenti :

 

  • L’ infrastruttura per l’apprendimento : un’ infrastruttura adeguata è una componente essenziale per l’apprendimento. La connettività di ogni scuola a una rete a banda larga è un’ infrastruttura indispensabile per poter sfruttare al meglio le opportunità offerte dalle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione, ma si è ancora ben lungi da questo obiettivo. Stessa cosa per la rete Wi-Fi all’interno di ogni scuola, e via dicendo. Si parla molto di diffusione dell’informatica per l’insegnamento, dei vantaggi che si possono trarre dall’accesso facilitato all’informazione ma si è anocra ben lungi dall’avere attrezzato tutte le scuole.
  • Insegnanti competenti  : un’ infrastruttura adeguata permette di accedere anche a risorse in linea di sviluppo professionale ed offre agli insegnanti opportunità che permettono di apprendere come servirsi delle TIC, di acquisire competenze per muoversi in un ambiente del tutto nuovo per loro. Inoltre, questa infrastruttura permette, almeno in teoria, di mettere a disposizione degli insegnanti persone esperte, colleghi capaci, tutori al quale ci si può rivolgere per adottare nuovi stili di insegnamento che abbiano un impatto sugli apprendimenti.
  • Modelli d’apprendimento innovativi : l’abbondanza sul mercato e nella rete WEB di applicazioni informatiche nonché la diffusione di risorse "open space" aiutano ad adottare modalità didattiche che consentono di interagire con gli studenti e di stimolare gli apprendimenti. Questi strumenti sono tali da rafforzare la capacità degli studenti a diventare “agenti attivi del loro apprendimento", di essere liberi nell’impostazione del loro programma d’apprendimento. Questo almeno sulla carta. Nella realtà si avrà a che fare con un altro paio di maniche ma le ricerche scientifiche sui comportamenti di alunni e studenti lasciati soli a sbrogliarsi con l’"elearning" non sono numerose. La teoria va verificata. . Le esperienza finora svolte consentono di constatare che gli studenti spesso inventano procedure d’apprendimento inedite all’interno e all’esterno dall’aula scolastica tradizionale e delle strutture scolastiche.
  • Preparazione alla transizione verso la vita attiva oppure verso l’insegnamento universitario o terziario in genere. Prima di terminare l’insegnamento secondario di 2º grado, gli studenti devono essere sufficientemente preparati dal punto di vista informatico ad entrare nel mondo del lavoro oppure a seguire studi universitari o terziari. Questo non è ancora il caso ovunque. Gli studenti in genere giocano, frequentano assiduamente le reti sociali ma non sanno sfruttare al meglio le potenziali di Internet o dell’informatica. Pertanto, l’integrazione delle nuove tecnologie della comunicazione e dell’informazione nel curriculum scolastico s’avvera una tappa indispensabile per la formazione degli studenti, indipendentemente dagli orientamenti che sceglieranno.

La relazione della SETDA

In questo documento si presenta una vasta gamma di attività di insegnamento e di innovazioni scolastiche che promuovono l’integrazione delle nuove tecnologie nei curricoli scolastici allo scopo di preparare gli studenti all’economia globale del 21º secolo. Anche questa è una bella dichiarazione di principio, tipica di alti funzionari che hanno in mano lo sviluppo delle nuove tecnologie nella scuola. Sarebbe sorprendente se non affermassero banalità di questo genere o se non rivendicassero programmi ambiziosi di questo tipo.

Le informazioni presentate in questo documento sono state raccolte attraverso tutta una serie di procedure :

  • indagini dettagliate in ogni Stato ;
  • interviste personali con i direttori dell’informatica scolastica e con il loro staff ;
  • analisi di siti Web specializzati per l’insegnamento ;
  • resoconti di informazioni pubbliche.

Il documento include molteplici esempi di tecnologie innovative e di programmi d’avanguardia nel settore dell’informatica scolastica applicati negli Stati americani ed in parte finanziati da sussidi federali oppure da sussidi statali, locali ed anche privati. Il documento inglese comporta 132 pagine ed è allegato a questo resoconto.

Il parere dei direttori responsabili delle TIC negli Stati USA


I direttori responsabili dell’informatica scolastica nei 50 Stati affermano chiaramente che per andare oltre il modello tradizionale di istruzione è necessario che insegnanti e studenti abbiano a disposizione ovunque, in qualsiasi parte del mondo si trovino, le infrastrutture necessarie e i collegamenti adeguati ad Internet. Senza un’ infrastruttura globale dedicata all’istruzione è impossibile proporre un piano comprensivo d’insegnamento mediante le nuove tecnologie della comunicazione e dell’informazione. Non si farà altro che del "bricolage" , innovazioni a spizzico, esperienze locali magari anche interessanti ma marginali, ridotte, con un grande spreco di risorse finanziarie, di tempo, di energie. Come ha dichiarato il segretario di Stato americano per l’istruzione Arne Duncan, alunni e studenti devono poter accedere all’informazione ed avere 1’opportunità di apprendere ventiquattr’ore su 24, tutti i giorni della settimana, 7 giorni su 7. Con questa premessa i direttori responsabili dell’informata nella scuola mettono le mani avanti. In un certo senso confessano il loro scetticismo, sono consapevoli che non si potrà fare granché e che per generalizzare la banda larga, i portali appositi, l’hardware necessario, i servizi di manutenzione e la formazione del personale occorrerà parecchio tempo e sarà necessario stanziare risorse notevoli. Queste premesse non sono affatto ottimiste. Sarà alquanto difficile modificare dell’interno i sistemi scolastici. Il beneficio principale lo trarranno, detto in maniera un poco cinica, i direttori delle agenzie scolastiche per le TIC e i loro staff : queste persone avranno un posto di lavoro assicurato. Il loro principale problema sarà soltanto quello di gestire lo stress derivante dalle delusioni oppure quello di assistere ai fallimenti successivi dei programmi TIC o al crollo graduale del sistema scolastico. Non ci sarà una rivoluzione scolastica ma soltanto un’ implosione.

Utilità della relazione

Il documento è utile perché offre un’ informazione esauriente su quanto intrapreso nei vari Stati americani per ognuna delle priorità stabilite dall’Associazione. Inoltre nel documento si descrivono in lungo e in largo le scelte dei vari Stati per sfruttare i sussidi federali. Nella maggioranza degli Stati per esempio i sussidi sono stati utilizzati soprattutto nella scuola media (in più di 35 stati su 50) mentre nella scuola primaria i finanziamenti federali sono stati utilizzati soltanto in un numero di Stati inferiore, leggermente superiori a 25, ossia pari a pressappoco alla metà degli Stati. I "digital natives" hanno ancora tempo per annoiarsi a scuola. Nell’anno scolastico 2010 il settore disciplinare che ha approfittato di più delle risorse federali è stato quello della matematica.

Ci sono poche statistiche in questo documento ma molte dichiarazioni di intenzione e molte giustificazioni delle modalità con le quali si sono spesi i soldi versati dallo Stato federale, somme che per noi sembrano considerevoli perché sfiorano nei vari Stati, a seconda delle loro dimensioni, il milione di dollari annui. Si capisce quindi che i direttori statali dell’informatica scolastica hanno un bel daffare per gestire in modo corretto la contabilità e per tentare di evitare la dispersione delle risorse in una miriade di iniziative sterili. Facciamo un esempio : nello stato dell’Alabama, profondo Sud USA, dove la scuola non brilla per eccellenza, l’importo stanziato soltanto dallo Stato per collegare classi, insegnanti e studenti fu nel 2010 di 19 milioni di dollari. In un paragrafo succinto inserito negli allegati dell’documento si descrive come questa somma è stata utilizzata.


Talora, in mancanza di dati comprensivi per un singolo Stato, si forniscono dettagli per provveditorati. Per esempio il provveditorato di Riverside in California ha ricevuto un importo di 700.000 (500.000 dallo Stato federale e 200.000 dalle autorità locali) per impostare e sperimentare un programma riservato agli studenti dell’insegnamento secondario di 2º grado.

Le somme in ballo sono considerevoli.

Conclusione


La lettura di questo documento è istruttiva per rendersi conto di quel che potrebbe succedere anche in altri sistemi scolastici o che già sta succedendo, per esempio in Italia. Si ha l’impressione che gli apparati scolastici si siano lanciati in una corsa contro il tempo per essere alla pari con lo sviluppo tecnologico, per non perdere la faccia, per dimostrare che la scuola non è ostile all’informatica ma che anzi sa servirsene. Nel contempo, si capisce assai bene dalle premesse del documento che non ci sono molte illusioni da coltivare. La transizione verso un insegnamento impostato in funzione delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione non sarà una passeggiata di piacere ed anzi questa passeggiata potrebbe rischiare di finire male.

Les documents de l'article

National_Trends_Web-1.pdf
SETDANational_Trends_2012_June20_Final.pdf