Presentazione di una pubblicazione sui flussi di politica scolastica transnazionali in Europa

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Effetti delle valutazioni internazionali su larga scala

Fine delle peculiarità’ scolastica. Il mondo scolastico europeo diventa uniforme e i sistemi scolastici si assomigliano sempre di più . Questa sara’ un’ altra tendenza dominante in Europa nei prossimi decenni e quindi si può che tra alcuni anni ( difficile fare previsioni) anche molti problemi che caratterizzano il sistema scolastico italiano, come per esempio quello dei precari, scompariranno, volenti o nolenti i responsabili scolastici italici. Gli universitari italiani si interessano di altre faccende e faranno banda a parte. Sara’ interessante come si costituirà il futuro gruppo dirigente del servizio scolastico statale italiano. Di sicuro si può già sin da ora anticipare che non saranno più i giuristi a pilotatalo. Forse gli economisti che in questo momento si trovano sul fronte e che scrivono le bozze delle missive che l’Unione Europea invia a Roma. Chi vivrà, vedrà. Intanto vale la pena informarsi sulle tendenze in corso in Europea esaminate da altri punti di vista, anzi alla luce delle opinioni di coloro che sono stati alla punta del cambiamento e che ora traggono lezioni da quanto successo e constatano se le loro attese corrispondono agli obiettivi delle iniziative adottate una cinquantina di anni fa. Il libro appena pubblicato dovrebbe aiutare a capire quel che succede nel sistema scolastico italiano che si da’ da fare per non perdere il passo rispetto ai sistemi che sono all’avanguardia ma che forse ciò facendo perde l’anima, ossia le caratteristiche che lo rendevano attraente anche se non competitivo. Lasciamo da parte per il momento le relazioni tra livello d’istruzione e sviluppo economico. Queste sono questioni di altro genere.

OXFORD STUDIES IN COMPARATIVE EDUCATION

Transnational Policy Flows in European Education

the making and governing of knowledge in the education policy field


Edited by ANDREAS NORDIN & DANIEL SUNDBERG

2014 paperback 240 pages US$64.00
ISBN 978-1-873927-52-6

 

 

Libro in inglese , non ancora letto ma il tema e’ molto allettante perché tratta delle tendenze verso l’uniformità dei sistemi scolastici europei [1]. In Europa stravince l’Unione Europea che con un cacio di soldi modella i sistemi scolastici e poi l’OCSE che invece e’ un bulldozer. Le varianti storico-amministrative diventano in fondo secondarie. I sistemi scolastici si assomigliano piu’ di quando non divergano.

Il volume e’ in inglese ed e’ una compilazione di contributi redatti in maggioranza da Svedesi, da un paio di Norvegesi e da alcuni Inglesi. La presenza dominante degli Svedesi non deve sorprendere : sono stati gli Svedesi a sviluppare e a rilanciare per primi dopo la seconda guerra mondiale le indagini comparate su vasta scala assieme agli Americani. Lo scopo allora, si era alla fine degli anni Cinquanta, era quello di dimostrare che tutti potevano frequentare l’insegnamento secondario di primo grado e che l’istruzione scolastica ridotta all’insegnamento elementare, come si diceva allora, ossia a cinque anni di scuola, era insufficiente per rilanciare le economie dei paesi nel dopoguerra. [2] [3]

Gli Svedesi non hanno mai perso questo il punto di vista politico . Per anni si sono dati da fare per comparare sistemi scolastici diversi ed anche per preservare il proprio sistema scolastico, contraddistinto da una istruzione obbligatoria unica dai 7 ai 15 anni. I Norvegesi erano molto piu’ reticenti degli Svedesi e si rendevano conto che le valutazioni comparate su vasta scala avrebbero alla fine messo in discussione gli obiettivi nazionali del sistema scolastico [4]. In altri termini i Norvegesi tiravano il freno. La competizione era tra Svedesi ed Inglesi che si sono passati il testimone della leadership nelle valutazioni internazionali. I Finlandesi furono del tutto assenti da questa vicenda.

L’operazione politica intrapresa dagli Svedesi non interessava loro. Del resto il conflitto tra Svedesi e Finlandesi era vivace da tempo. Per anni gli Svedesi, che manifestano un certo vizio di superiorità sui Finlandesi, hanno cercato alleati che condividessero le loro preoccupazioni dopo avere dimostrato che le valutazioni comparate su vasta scala si potevano fare e dopo avere scoperto che i punteggi di queste indagini rivelavano virtu’ e difetti dei sistemi scolastici, Si apri’ così un nuovo campo di indagine che in Italia rimase l’ esclusività di uno sparuto gruppo di ricercatori riuniti attorno ad Aldo Visalberghi a Frascati, a Villa Falconieri, al CEDE. Altrove ci si guardo’ ben bene dal partecipare a queste indagini fin verso gli anni Novanta del Ventesimo secolo . Questo e’ il caso della Svizzera oppure della Germania. Poi l’entrata in azione dell’OCSE nel corso dell’ultimo decennio del secolo scorso cambio’ le carte in tavola e molti sistemi scolastici reticenti con quello norvegese o quello portoghese decisero di partecipare all’indagine PISA che raccolse l’eredita’ svedese. Si capi’ che la comparazione poteva fornire indicazioni utili per gestire i sistemi scolastici. Ma le valutazioni comparate su vasta scala hanno anche rivoluzionato i sistemi scolastici che sono diventati più’simili di quanto non lo fossero agli inizi ossia una cinquantina di anni fa. La partita pero’ non e’ ancora del tutto vinta per l’OCSE ma il mondo scientifico svedese trionfa e quello riluttante norvegese come del resto quello tedesco o quello portoghese si sono allineati ed hanno adottato e adattato i curricoli scolastici ai test dell’indagine PISA. Bisognerà leggere gli articoli in questo saggio degli autori norvegesi per capire se gli obiettivi nazionali dell’istruzione norvegese sono conciliabili con le finalità dell’ indagine PISA, oppure per vedere come si conciliano in Norvegia le indagini internazionali e il monitoraggio locale del sistema che era nel corso degli anni Settanta uno dei più all’avanguardia al mondo. Per i responsabili di PISA dubbi non ne esistono. 

Il volume affronta questa problematica e dovrebbe essere alquanto interessante anche se e’ stato scritto in maggioranza da ferventi sostenitori delle valutazioni comparate internazionali. Non sappiamo ancora se i sistemi scolastici sono diventati più giusti accettando le finalità dell’indagine PISA. A prima vista, da quel che si sa, sembra proprio di no. Le informazioni vengono dalla Svezia dove i punteggi nei test comparati internazionali dei quindicenni svedesi non sono strabilianti, ma occorre chiedersi se gli obiettivi di questi test siano proprio lo scopo ultimo dell’istruzione e quali sono i fattori che rendono equo un sistema scolastico. Molti sostengono che la tendenza in corso abbia provocato un calo del livello di istruzione degli studenti a quindici anni. E’ quasi impossibile sostenere una conclusione del genere e comparare livelli di apprendimento conseguiti con curricoli diversi e misurati con metodi diversi. E’ verosimile che in certi casi il livello di apprendimento sia migliorato e che in altri sia peggiorato. Del resto , lo scopo del sistema scolastico statale, tranne alcuni casi come i Paesi Bassi, il Belgio, la Francia e la Spagna, non e’ probabilmente quello di insegnare nozioni particolari bensì comportamenti e codici di comportamento adeguati alla società burocratica e commerciale del libero mercato, ma questo sarebbe un altro dibattito. Da questo punto di vista avevano ragione i Norvegesi prima che si arrendessero alla valanga PISA i quali attiravano l’attenzione sulla rilevanza degli scopi del servizio statale d’istruzione. 

Come al solito in Italia si parla d’altro e il dibattito sull’operato dell’INVALSI , l’erede del CEDE di Visalberghi e del Servizio Nazionale di Valutazione di Vertecchi, ha a che fare con questa questione ma in modo indiretto. 

Presentazione del volume da parte dell’editore ( libera traduzione in italiano)

Le comparazioni internazionali dei risultati dell’apprendimento giocano ormai un ruolo cruciale per capire le politiche scolastiche odierne [5]. Questo libro fornisce un’ analisi approfondita dello sviluppo delle valutazioni su larga scala. Vi si discutono la vita e i risultati degli esperti di educazione comparata che hanno preparato la strada per le valutazioni contemporanee come pure lo sviluppo di istituzioni specializzate nello svolgimento e nella gestione di statistiche scolastiche comparate come per esempio l’IEA [6] oppure l’indagine PISA [7] patrocinata dall’Organizzazione per lo sviluppo sociale e economico  [8]. L’emergenza di spazi politici transnazionali e il loro effetto sulle politiche scolastiche nazionali sono pure problematizzare e si utilizza il concetto di “europeizzazione” come quadro teorico di riferimento.

Affiancando confronti storici e contemporanei che ricorrono ad approcci metodologici diversi, l’obiettivo di questo libro è di contribuire a migliorare la comprensione delle politiche scolastiche come procedure aperte e complesse che non possono essere ridotte a procedure razionali lineari e neppure alla formulazione di modelli mondiali di istruzione. Invece, il risultato di questo libro mostra che i flussi politici transnazionali scorrono in molteplici direzioni nel contesto scolastico europeo odierno e sono negoziati, tradotti, interpretati o perfino contestati in aree locali o nazionali diverse.

Questo libro affronta questioni cruciali su come si sta modificando il panorama scolastico contemporaneo e sulle trasformazioni delle frontiere della conoscenza scolastica nonché sulle strategie politiche scolastiche in atto oggigiorno. Inoltre , il volume fornisce una mappa delle trasformazioni in corso nell’ambito dei contesti scolastici localizzati contemporanei. Il libro e’ uno strumento di navigazione per capire le tendenze in atto nel campo delle politiche scolastiche che si rivolge a studenti nelle scienze dell’educazione, insegnanti, ricercatori come pure ai responsabili scolastici a livelli diversi.

 

 

Indice del volume

 

 

Contents

Andreas Nordin & Daniel SundbergIntroduction. The Making and Governing of Knowledge in the Education Policy Field

INTRODUCING EXPERT KNOWLEDGE IN EDUCATIONAL POLICY MAKING
Martin Lawn. Nordic Connexions : comparative education, Zilliacus and Husén, 1930-1960

Ulf P. Lundgren. The Pedagogy of Hilda Taba and the Progressive Movement in Education

Seamus Hegarty. From Opinion to Evidence in Education : Torsten Husén’s contribution


CONCEPTUALISING KNOWLEDGE IN AN EMERGENT EUROPEAN EDUCATIONAL POLICY SPACE
Kirsten Sivesind. Education in the Spirit of Archimedes : pertaining to the buoyancy of PISA

Christian Lundahl. The Book of Books : encyclopaedic writing in the science of education in the 1980s

Daniel Pettersson. The Development of the IEA : the rise of large-scale testing


EUROPEANISATION AND ITS EFFECT ON NATIONAL EDUCATIONAL POLICY
Nafsika Alexiadou. Policy Learning and Europeanisation in Education : the governance of a field and the transfer of knowledge

Andreas Nordin. Europeanisation in National Educational Reforms : horizontal and vertical translations

Ninni Wahlström. The Changing Role of the State in a Denationalised Educational Policy Context

Eva Forsberg & Daniel Pettersson. European Educational Transfer and Curriculum Displacement : the Swedish case

Eva Forsberg & Henrik Roman. The Art of Borrowing in Swedish Assessment Policies : more than a matter of transnational impact

 

Autori

 

 

Contributors

Nafsika Alexiadou is Professor of Educational Work at Umeå University, Sweden. Before moving to Umea in 2012 Nafsika worked for over a decade at Keele University, UK and, for a short time, at the University of Macedonia, Greece. Her main research interests and publications are in the area of international and transnational educational policy, and in the transformations of education systems under pressure from international institutions. In particular she analyses educational governance in the European Union, the relationships between the national and transnational levels of policy making, and the issues of policy learning and policy convergence. She is also involved in research on the changing nature of public education through marketisation and privatisation in Sweden and the UK, and their implications for social inclusion and social justice. She is co-author, with Colin Brock, of Education Around the World : a comparative introduction (London : Bloomsbury, 2013).

Eva Forsberg is Professor in Education at Uppsala University, Sweden. Her research focuses on the interface between educational policy, practice and research from a curriculum theoretical perspective. Currently Forsberg is involved in projects on : education governance and evaluation ; consequences of the growing homework support market ; higher education research and doctoral education leadership ; and effects of educational research reviews. Forsberg teaches courses in curriculum theory, education governance, evaluation and comparative education. She is also co-editor of the Nordic Journal of Studies in Educational Policy.

Seamus Hegarty is a visiting professor at the University of Warwick. He served as Chair of IEA (International Association for the Evaluation of Educational Achievement) for eight years, from 2005 to 2012. He was Director of the National Foundation for Educational Research in England and Wales for 12 years, from 1993 to 2005. He is a member of the Learning Metrics Task Force organised by the Brookings Institution and the UNESCO Institute of Statistics ; he chaired the Standards Working Group for the Task Force. He is founder editor of the European Journal of Special Needs Education, now in its 29th year, and edited Educational Research for 12 years. He has authored or co-authored more than 20 books and numerous book chapters and papers. He has evaluated and advised on research for universities and national authorities in many countries, with current or recent commitments in Chile, Finland, Ireland, Italy, the Netherlands, Norway and South Africa.

Martin Lawn is an honorary professor in the School of Education, University of Edinburgh and an honorary senior research fellow in the Department of Education, University of Oxford. He works in historical sociology in the field of education, with a particular interest in the European area. He has recently completed research projects on the rise of intelligence testing, and the use of data and inspection to manage education systems. Recent books includeDisciplines of Education : their role in the future of education research (with John Furlong) (London : Routledge, 2013) ; The Rise of Data in Education Systems : collection, visualisation and use (Comparative Histories of Education Series ; Oxford : Symposium Books, 2014) ; and Europeanizing Education : governing a new policy space (with Sotiria Grek) (Oxford : Symposium Books, 2012).

Christian Lundahl is Professor in Education at Karlstad University and Associate Professor in the Department of Education, Stockholm University. Lundahl specialises in the history of assessments, evaluation and Swedish educational research. Lundahl is presently involved in research projects concerning the production and internationalisation of data in education systems. He is also part of a project studying the effects of grading on students learning in the Swedish school system. He is a member of the Teacher Education Board at Örebro University, and he has worked as a consultant to the National Agency of Education and the National Agency for School Inspection. Lundahl teaches in teacher education, in the guidance and counselling program, and in the training programme for principals at Karlstad University and Stockholm University.

Ulf P. Lundgren is Professor Emeritus at Uppsala University. He has held a professor’s chair at Aalborg University, Denmark, and at the Insitute of Education, Stockholm University, where he also been Vice Chancellor. He is a board member of the Mid Sweden University, the University of Gothenburg and the Faculty of Educational Sciences, Oslo University. Lundgren has worked extensively establishing bridges between the fields of educational science and educational policy-making as the Director General for the the National Agency for Education and as the General Secretary for the Swedish Research Council. Additionally, Lundgren has been commissioned for the committee for the National Curriculum ; the Committee on a National Curriculum for pre-school Education and Compulsory Schooling ; the Parliamentary Committee on the Education Act and a new legal system for education in Sweden. He has also played a major role internationally as the chairman for CERI/OECD, expert for OECD, the World Bank and the Education ministries of France, Norway, Sweden, and Portugal. He is currently involved in research in the fields of curriculum theory, evaluation, educational history and educational policy.

Andreas Nordin is senior lecturer in education at Linnaeus University in Växjö, Sweden. His main research interest and publications are in the area of transnational and national educational policy and how these arenas relate to each other. In particular he analyses educational governance in the European Union in relation to educational reforms in Sweden. He is currently involved in a research project entitled ‘Who Has Governed the Swedish School ? Municipality, School and State during 60 Years of Swedish School Reforms in a World of Change’ funded by the Swedish Research Council. It is a comparative analysis of municipal school policy in Sweden during1950 2010 focusing on the balance between national and municipal governing within municipal school policy and on the municipal variation in making school policy.

Daniel Pettersson is a senior lecturer in Education at the University of Gävle, Sweden. Pettersson specialises in the history, dissemination and use of international large-scale assessments, in policy narratives and in the history of education. He is currently involved in the project Review of Comparative Research on Educational Performances (RECOMPED) financed by the Swedish Research Council, is a member of the research group STEP, Studies in Educational Policy and Educational Philosophy, at Uppsala University and a member of the editorial board of the Nordic Journal of Studies in educational Policy.

Henrik Román is a PhD researcher and a senior lecturer at the Department of Education, Uppsala University. His main research interests are education policy and curriculum studies, generally from a historical perspective. His PhD thesis in 2006 was an analysis of how the huge transformation of the Swedish school system in the 1960s and 1970s affected the Swedish subject. Román has since then taken part in a comparative and historical project on assessment cultures in Sweden and Germany, and has produced a series of historical studies on municipal school policy. Since 2014 Román has headed the three year-project ‘Who Has Governed the Swedish School ?’ In this project, which is financed by the Swedish Research Council, Román and his three fellow researchers will compare municipal school policy actions in four diverse Swedish municipalities from 1950 until the present time.

Kirsten Sivesind is an associate professor in the Department of Teacher Education and School Research, University of Oslo, Norway. Her published work includes ‘Mixed Images and Merging Semantics in European Curricula’,Journal of Curriculum Studies, 1(2013) ; ‘The European Curriculum : restructuring and renewal’, a Special Issue (edited by Sivesind together with Moritz Rosenmund and Jan van der Akker), European Educational Research Journal, 3(2012) ; and (with Berit Karseth) ‘Conceptualising Curriculum Knowledge within and beyond the National Context’, European Journal of Education, 45(1), 2010.

Daniel Sundberg is Associate Professor at the Department of Educational Science, Linnaeus University, Sweden. His research interests include comparative and historical perspectives on curriculum, schooling and society. Sundberg is chairing the research network ERECKS (Educational Reforms and Educational Knowledge in Europe) financed by the Swedish Research Council and is a member of several national and international commissions. Recent publications deal with curriculum theory and policy making in terms of understanding and explaining curriculum making in the complex interconnection of transnational and national contexts and its endogenous as well as exogenous forces and determinants.

Ninni Wahlström is Professor of Education at Linnæus University in Sweden. Her research interests are curriculum theory, with a broad interpretation of the concept which includes an interest in educational policy, pedagogy and educational philosophy. Currently, she leads a research project involving a theory-based evaluation of the Swedish curriculum for compulsory school, where the three arenas, the institutional, the programmatic, and the classroom arena, are analysed.
 

 

[1] ndr :: E si potrebbe aggiungere anche mondiali nonostante i fallimenti dell’UNESCO e della Banca Mondiale

[2] ndr : Vale la pena qui ricordare che agli inizi degli anni Cinquanta l’Italia era ancora un paese a in maggioranza analfabeta e che la durata media della scolarità era di tre anni.

[3] ndr : L’obiettivo delle indagini su vasta scala era quindi politico. L’OCSE si e’ aggregata al carro nel corso degli anni Sessanta e la frittata fu fatta.

[4] ndr :: Occorrerebbe a questo punto leggere la legge della scuola norvegese

[5] ndr : Si ha qui a che fare con la rinascita dell’educazione comparata, del tutto inattesa fino al una trentina di anni fa

[6] Acronimo per "International Association for the Evaluation of Educational Achievements"

[7] Acronimo per "Programme for International Student Assessment"

[8] Acronimo OCSE in italiano