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Lo sviluppo di un settore di formazione specializzato corto dopo la conclusione dell’istruzione secondaria di secondo grado ( l’istruzione secondaria superiore) è all’ordine del giorno da più di tre decenni. Mi sembra utile segnalare al pubblico italiano interessato, in particolare ai partecipanti al seminario annuo del 2007 dell’ADI che affronterà tra l’altro questo tema, la prima pubblicazione dell’OCSE nella quale si descrive e si analizza l’ineluttabile riforma dell’insegnamento universitario. La referenza bibliografica è la seguente:

OCDE: L’enseignement supérieur court. Recherche d’une identité. OCDE, Paris 1973, pp. 450

Dalla prefazione:

"Les pays Membres de l’OCDE doivent faire face à un problème capital: mettre au point de nouveaux types de programmes et d’établissements qui représentent un éventail de filières éducatives adaptées à la réalité et correspondent à la diversité croissante des étudiants qui entreprennent des études post-secondaires".

In Italia questa operazione si è svolta all’interno delle università. Le lauree brevi sono un’illustrazione di questa opzione. Più tardi, sul finire degli anni 90, il ministro Berlinguer ha creato gli IFTS. Finora non è sorta in Italia nessuna scuola di formazione specialistica avanzata. La pubblicazione dell’OCSE raccoglie e sintetizza gli atti di una conferenza internazionale svoltasi a Grenoble dal 15 al 17 novembre 1971, presenta il quadro concettuale che definisce e analizza l’insegnamento superiore corto e descrive i quattro tipi d’istituti di insegnamento superiore corto che agli inizi degli anni 70 esistevano nei paesi dell’OCSE.