Sntesi degli interventi di cinque minuti l’uno sulle possibilità offerte dalle nuove tecnologie per accedere alle conoscenze. Presentazioni "blitz".

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Novità dall’AREA Meeting 2013

Alla riunione dell’AERA si sono state tentate nuove forme di presentazione di indagini e lavori scientifici: non più relazioni lunghe, ma cortissime esposizioni, una successione di clips, con poche diapositive. Concentrazione massima, ritmo forsennato, preparazione elevata da parte dei relatori, molto coraggiosi, quasi tutti universitari che non hanno temuto di mettersi alla prova e che non dovevano leggere nulla. Il florilegio di relazioni qui presentato è imperniato attorno ad un tema centrale: l’accesso alle conoscenze in un mondo nuovo contraddistinto dalla presenza massiccia delle TIC. Qui si riferisce di una sessione di questo tipo chiamata "Ignite". Ce ne sono state due. Si è trattato di un esperimento per uscire dal modello tradizionale di relazioni, per sfruttare al meglio le opportunità offerte dalle nuove tecnologie.

Questo terzo articolo dedicato al convegno dell’AERA [1] è dedicato all’impostazione della sessione del tutto inabituale soprattutto bei convegni italiani dove si parla moltissimo. L’AERA ha voluto sperimentare nuove modalità di lavoro e questa sessione dedicata ad un tema scottante come quello dell’accesso alle conoscenze grazie alle reti sociali e ai "social media" è stato un test di questo tipo.

La sessione è durata un’ora e mezzo e si è svolta secondo il modello delle presentazione "ignite" : un fuoco pirotecnico di relazioni cortissime, senza pause, succedutosi l’un l’altra a ritmo incalzante, ciascuna relazione con 20 diapositive al massimo, presentate per quindici secondi l’una. Nelle presentazioni "ignite" non c’è tempo da perdere, il relatore va al sodo, ha pochi minuti di tempo per esporre un’idea, non può leggere, deve essere conciso al massimo ed essere totalmente immedesimato nel suo tema dal primo minuto via. L’esperienza è affascinante e richiede una preparazione molto accurata, svariate prove dietro le quinte. Non c’è spazio per l’improvvisazione.

Si riportano qui le idee essenziali espose nelle seconda sessione "ignite" dedicata al tema "Accesso alle conoscenze in un’epoca di reti sociali"  [2]

Strategie di comunicazione delle indagini sulla scuola, Ronald Dietel [3], del CRESST [4], Università della California, Los Angeles. Il CRESST è il centro nazionale USA per antonomasia che si occupa di teoria e metodi della valutazione. Dietel è il vice-direttore della ricerca al CRESST ed ha presentato una relazione sulle regole da seguire per essere precisi, incisivi, convincenti quando si presentano le indagini scientifiche.

 
Ecco alcuni consigli forniti da Dietel :
 
  • Meno informazioni si danno meglio è (per la comprensione) ;
  • Specificare la domanda alla base dell’indagine e rispondere solo a questa domanda
  • Poche tavole e pochi grafici
  • Al massimo sei punti per diapositiva
  • Al masimo sei parole per ogni punto
  • Evitare di concludere dicendo :" occorrono altre indagini, oppure ci vogliono più indagini"
 
 
EDU- blogging  [5], Sara Goldrick-Rab, professore associato di scienze politiche, Dipartimento di sociologia, Università del Wisconsin, Madison (@saragoldrickrab su Twitter o srab@education.wisc.edu)
 
 

Tappe da seguire :

  • Scegliere un tema
  • Elaborare il materiale
  • Sperimentare
  • Creare una piattaforma
Da non scoradre : le politiche scolastiche sono politiche sociali
 
L’apparizione dello studente cibernetico   [6]Paul Gordon (paulgordonbrown@gmail.com) (@paulgordonbrown su Twitter)
Boston College
 
 
Si sta entrando in un buco nero. Non possiamo prevedere come se ne uscirà ;
Le teorie dell’apprenimendo finora in auge sono basate sull’essere umano ;
non siamo però più solo esseri umani. Stiamo diventando esseri cibernetici ;
La fantascienza ha anticipato e descritto questa metamorfosi
Il corpo umano si trasforma ; le neurosceinze descrivono e analizzano questa evoluzione ;
La macchina siamo noi e la macchina ci usa ;
Sta emergendo un nuovo genere di coscienza, di consapevolezza 
 
 
Digital Drum Talk : Widening Research on Rhytmic Communication  
 [7],Jabari Mahiri (jmahiri@berkeley.edu) Università di Berkeley.
 
Jabari insegna alla scuola dottorale sul sistema scolastico dell’Università di Berkeley e conduce un progetto sull’uso dei nuovi media per migliorare gli apprendimenti degli studenti poveri o marginali.
Nella presentazione, affascinante, si sono esposti i risultati di un’indagine condotta con un gruppo di giovani che hanno esplorato le modità di comunicazione e i linguaggi possibili e praticati in diversi contesti, nel caso specifico il linguaggio ne vari ritmi dei tam-tam in Africa.
 
Jabari ha dimostrato come sia necessario ricodificare il linguaggio quando si usa uno strumento di comunicazione e ha spiegato che il linguaggio si inserisce in un ecosistema comunicativo ed in quanto tale non lo si può isolare, come del resto ciò accade in molte valutazione.
 
 
To cheat is to Learn : Design Cheat Sites [8], Yasmin Kafai (kafai@upenn.edu). Questa è stata unana delle relazioni più impressionanti.
 
Kafai, professore alla scuola dottorale di scienze del’educazione dell’università della Pennsylvania, ha lavorato con Seymour Papert al MIT Media Laboratory.
Kafai è una delle star delle TIC applicate all’istruzione. La sua presenza all’AERA era molto visibile ed è in questo modo che ci si fa un nome nella comunità scientifica che si occupa d’istruzione negli USA. La tesi centrale di quest’intervento è la seguente : nel mondo contemporaneo, nelle società dominate dalle TIC è inutile lottare contro la copiatura a scuola. La lotta è impari. All’opposto occorre insegnare a copiare bene, anzi a scopiazzare giusto, ma ciò non è facile. Quindi si deveno inventare siti appositi e modalità appropriate che consentano agli studenti di apprendere a copiare in modo giusto, di non sbagliarsi quando barano. Copiare è apprendere. E’ ora di definire codici, regole della copiatura, quel che si può e si deve fare per scopiazzare. Siamo agli opposti delle ricerche di Marcello Dei all’Università di Perugia.
 
SI può apprendere copiando ? Come muoversi in un mondo virtuale, di avatar, di false rappresentazioni. Le regole che hanno governato il principio di verità stanno cambiando. Kafai sostiene che vale la pena copiare e che si debba insegnare a copiare, aiutare gli studenti a copiare, a farlo collettivamente, in gruppo, su temi del tutto sconosciuti, inusitati. Copiare stimola il pensiero creativo e quello critico. Quindi si può utilizzare la copiatura , il cheating , per apprendere
 
 
 The Interface Effect : Overcoming a Poverty of Knowledge [9], Mark Helmsing, Michigan State University (helmsing@msu.edu) :
 
I media determinano ormai la nostra condizione di vita ; indispensabile è apprendere a conoscere e padroneggiare gli effetti dell’interfaccia con i media e l’interfaccia non è un fatto, non è un oggetto ma è una relazione, uno scambio, una procedura. Questo significa che la tecnologia non ha nulla a che fare con l’isolamento. Si deve fare in modo di stare alla larga di tutte le impostazioni con le TIC che isolano, che separano, che individualizzano ( ciò fa pensare a molte affermazioni di Sugata Mitra spesse volte ricordato in questo sito). Quindi le esperienze che mirano a distribuire ad ogni studente una tavoletta personale sono contestabili. La conoscenza si acquisisce in gruppo, assieme ai compagni, lavorando con altri (anche il costruttivismo piagetiano sosteneva con molteplici prove questa concezione dello sviluppo dell’intelligenza e quindi dell’apprendimento). Le TIC nelle scuole sono utili se consentono di impostare apprendimenti in gruppo, lavori di gruppo. Secondo Helmsing le TIC sono uno strumento ideale per andare in questa direzione. Si tratta di strumenti di un nuovo genere che però servono per realizzare operazioni tradizionali, rivendicate da tempo e solo parzialmente attuate dalla pedagogia tradizionale. Anche Helmsing era un personaggio molto visibile all’AERA, presente in numerose sessioni, con diverse presentazioni. Forse è un nome da tenere presente. 
 
The Next Generation of Cyberlearning [10] , Kolodner L. Janet (kolodner@bellsouth.net), professore di informatica alla scuola politecnica della Georgia .
 
Questa è stata una relazione imperniata sulla ricerca scientifica nelle università, sulla didattica universitaria, svolta da un professore che insegna in un’università di scienze applicate. L’intervento è una perorazione a favore di indagini scientifiche utili :
  • Gli studenti sono cambiati ed occorre pertanto adottare metodi d’insegnamento diversi da quelli in voga finora ;
  • Le ricerche didattiche devono pure cambiare ; quelle che si fanno all’università devono ormai avere un senso pratico, servire, essere impostate in funzione di finalità pratiche ; adesso come adesso l’università pensa a se stessa, è nombrilista. La ricerca universitaria è concepita in funzione dell’università e non dell’azione. La ricerca deve invece avere una finalità pratica, sfociare nell’azione. Questo è il solo modo per sperimentare nuove modalità di condivisione delle conoscenze e di comunicazione.
  • I MOOCs [11] potrebbero offrire prospettive nuove di lavoro e di apprendimento universitario ;
 
 
 Opportunities and Challenges to the Changing Participation in Science Learning [12], Janet Coffey Betty , Gordon e Getty Mooore Foundation (janet.coffey@moore ;org) : 
 
Janet Coffey è una specialista dell’insegnamento scientifico nella scuola primaria e nella scuola media. Attualmente è alla testa del settore dedicato all’insegnamento scientifico nella fondazione Gordon e Getty Moore che opera nell’area di San Francisco. 
 
Le TIC ampliano le opportunità di miglioramento dell’insegnamento scientifico e estendono le possibilità di partecipazione nelle lezioni di scienze ;
Con le TIC l’insegnamento delle scienze si democratizza ;
Grazie alle TIC si realizza la scienza alla base , si popolarizza lo sviluppo scientifico [13] di cui si hanno meravigliosi esempi in molte pubblicazioni sullo sviluppo della scienza odierna, per esempio nello studio delle galassie con il coinvolgimento di dilettanti appassionati che possono accedere a gigantesche banche dati ;
Le TIC consentono un’ampia partecipazione allo sviluppo scientifico ;
Perché queste esperienze sono importanti ? Consentono di utilizzare le tecnologie in un modo diverso, di servirsene secondo vie che sfuggono al controllo dei tecnocrati, di prendere iniziative pedagogiche inusitate,
di capire il ruolo delle TIC, di offrire modalità multiple d’apprendimento e quindi di offrire a studenti che erano esclusi dalla formazione sientifica opportuità confacenti con le loro competenze. Non si apprende in un solo modo. Infine le TIC favoriscono lo sviluppo professionale degli insegnanti e consentono di rendere più trasparente e più critico l’uso delle nuove tecnologie.
 
 
 
 

[1] American Educational Research Association, ossia l’associazione USA di ricerca sull’istruzione scolastica

[2] Access to Knowledge in the Age of Social Media

[3] dietel@cse.ucla.edu

[4] National Center for Research on Evaluation, Standards, and Student Testing

[5] I blog scolastici

[6] The emergence of college student cyborg

[7] Il linguaggio dei tamburi : un’estensione delle indagini sul ritmo nelle comunicazioni

[8] Imbrogliare è imparare : predisporre siti per barare

[9] L’effetto interfaccia : come vincere le insufficienze di conoscenze

[10] La prossima generazione di studenti cibernetici

[11] Massive Online Open Courses

[12] Opportunità e sfide quando si cambia la partecipazione nelle lezioni di scienze

[13] ila"Citizien science"

Les documents de l'article

USA_AERASF2013.jpg