Con quest’articolo inizia il resoconto del congresso annuale della Società Americana di ricerca sulla scuola(AERA) svoltosi a Denver, (Colorado) dal 30 aprile al 4 maggio 2010 sul tema "Capire la complessità di un mondo in mutazione e le ripercussioni sulla scuola". In questa prima parte si spiega la natura del convegno e si descrivono le ragioni che hanno indotto a scegliere il tema del programma del convegno.

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La ricerca scientifica sulla scuola a una svolta

"Capire la complessità di un mondo in mutazione e le ripercussioni sulla scuola"

(Introduzione)

 

Più di 12000 ricercatori nelle scienze dell’educazione provenienti dagli Stati Uniti e da una sessantina di paesi hanno partecipato all’incontro annuale della Società americana di ricerche in educazione (AERA, American Educational Research Association) che si è tenuto a Denver (Colorado) dal 30 aprile al 4 maggio scorsi.

Il programma della manifestazione con la lista di tutte le presentazioni (circa 8000) può essere consultato nel sito www.aera.net

In questa relazione saranno esposte alcune considerazioni sulla base di una scelta soggettiva delle sessioni e delle relazioni presentate nelle sessioni. I criteri di scelta riflettono interessi personali dell’autore di quest’articolo. ma anche del programma della fondazione San Paolo per la scuola, nonché temi e preoccupazioni che concernono la politica scolastica italiana. Questo resoconto ha quindi un taglio necessariamente soggettivo. E’ infatti impossibile per una sola persona farsi un’idea di tutto quanto bolle in pentola in un convegno di questo tipo, poiché è non si riesce a seguire l’integralità delle circa 2000 sessioni. 

Un convegno unico

il convegno annuo dell’AERA è un vero è proprio alveare nel quale succede di tutto ed è veramente difficile essere al corrente di quel che capita durante una giornata. Occorre peraltro una buona esperienza per identificare i momenti scottanti del programma e per non perdere le relazioni più significative dal punto di vista scientifico e politico.

Un incontro di levatura mondiale

ll convegno dell’AERA è uno degli incontri a livello mondiale più rilevanti sulle politiche scolastiche, sulle ricerche scientifiche sulla scuola e le politiche scolastiche e l’istruzione . Una gran parte della comunità scientifica mondiale si incontra in questa occasione per scambiare opinioni, critiche e informazioni sullo sviluppo delle principali ricerche e indagini.

La comunità scientifica invitata quest’anno dalla società americana di ricerche sulla scuola è stata quella cinese. Un paio di anni fa, il paese ospite è stata la Russia. Da questi due inviti si può capire subito il ruolo strategico di questo convegno al quale intervengono tutti i principali sindacati scolastici americani, nonché le autorità scolastiche federali. Per esempio quest’anno un ospite di riguardo è stato il nuovo direttore dell’Istituto federale per le scienze dell’educazione John Q. Easton, che ha presentato la missione che l’amministrazione Obama attribuisce alla ricerca scientifica sulla scuola  [1] . Il suo intervento si può trovare nel sito dell’IES oppure allegato a quest’articolo. 

Quest’anno le associazioni di ricerca sulla scuola di diversi paesi presenti all’incontro erano una decina:

l’associazione australiana , l’associazione inglese , l’associazione canadese, l’ associazione olandese , l’associazione irlandese , il forum fiammingo di ricerca sulla scuola, l’associazione neozelandese , il congresso internazionale sull’efficacia e il miglioramento della scuola.

 

Queste società colgono l’occasione di questo congresso per farsi conoscere e per presentare le indagini scientifiche sulla scuola svolte dai propri membri. Inoltre, il programma internazionale è l’occasione per instaurare forme di cooperazione transnazionale nel settore scolastico.

Le varie sessioni e conferenze del programma offrono l’opportunità di raccogliere indicazioni sulle ricerche scientifiche da svolgere per capire i problemi che ostacolano la scolarizzazione e il modo di funzionare dell’apparato scolastico e dei sistemi scolastici. Nessuna tesi riguardante l’andamento della scuola, nessun aspetto della vita scolastica, statale o privata o paritaria che sia, è trascurato. Tutto è passato al vaglio della ricerca scientifica. Nulla è dato per scontato. Da questo punto di vista si può affermare che quest’incontro è un gigantesco esame annuale di coscienza da un lato dalla comunità scientifica e dei suoi metodi di lavoro nonché un lavoro approfondito della comunità scientifica internazionale che si occupa di scuola.


Il convegno AERA 2010 a Denver, Colorado (Stati Uniti)

Il titolo dell’incontro di quest’anno era "Capire la complessità di un mondo in mutazione e le ripercussioni sulla scuola" [2].

Questo tema deriva dalla consapevolezza diffusa nella comunità scientifica che si occupa di scuola che i problemi curricolari e dell’istruzione non possono essere risolti con un solo metodo e nemmeno possono essere capiti con una ricerca scientifica isolata, per quanto eccellente possa essere. La complessità del mondo scolastico e della società impone alla ricerca scientifica sulla scuola di articolare numerosi parametri e di ricorrere a diversi paradigmi di simulazione e interpretazione. 

Nel mondo della ricerca scientifica sulla scuola succede esattamente quanto accade nella scuola dove non esiste un solo stile d’apprendimento che vada bene per tutti gli allievi. In ambito scientifico si è capito che ormai non basta più osservare gli studenti in un solo contesto per capire le strategie d’apprendimento.

Esiste dunque un forte parallelismo tra l’insegnamento e la ricerca. Nell’ insegnamento è illusorio ritenere che basta ricorrere a una soluzione semplice come quella di rifugiarsi dietro le porte dell’aula, chiusa in modo più o meno ermetico, sperando che ciò facendo si riesca a tenere sotto controllo tutti i fattori che incidono sull’apprendimento e realizzare un insegnamento di qualità. Il mondo esterno penetra da tutte le parti dentro le aule. Gli studenti lo portano con loro. Ciò vale anche per la ricerca scientifica. Una ricerca impostata in modo unilaterale, che riduce al massimo il ventaglio delle ipotesi di lavoro, che opera con un numero ristretto di variabili è poco credibile, non è adeguata all’oggetto di indagine.

Quando la ricerca scientifica si occupa della scuola non deve inoltre scordare che gli insegnanti operano e reagiscono in funzione di valori e criteri che riflettono le tendenze dominanti esistenti nella società piuttosto che i valori degli studenti. Questo vale anche per i ricercatori che hanno la tendenza ad impostare le indagine in funzione delle proprie tesi che sono altrettanto soggettive e pregiudiziali di quelle che compongono le opinioni degli insegnanti.

Analogamente a quanto si verifica nel mondo economico e politico, anche in quello scolastico operano molteplici parametri. La scolarizzazione e l’istruzione sono un fenomeno polivalente, poliedrico, influenzato da una vasta gamma di fattori. Le scelte possibili sono svariate: ci si può quindi facilmente sbagliare come si possono operare scelte giuste in modo del tutto inconsapevole o intuitivo. I criteri di scelta sono suggeriti dalla conoscenza che si acquisisce implicitamente nel mondo personale e familiare in cui si vive, nelle reti sociali e dei pari, nelle organizzazioni scolastiche comunitarie, nella vita associativa, nelle associazioni professionali e sindacali oppure tramite i media. La maggioranza dei parametri che si ritrovano in questa lista sono totalmente ignorati dalle riforme che mirano a migliorare le scuole anche se questi parametri concorrono a costituire il reticolo dell’ecologia sociale, interagiscono tra loro spesso in modo molto impercettibile. Le soluzioni semplicistiche che isolano un fattore per spiegare la realtà complessa della scuola sono illusorie e errate. I metodi di indagine devono evolvere e cambiare. strutturarsi come interfacce dove si articolano approcci multipli, teorie diverse, in uno scambio che non può non essere fecondo. Questo era il tema del congresso il quale invitava i partecipanti e la comunità scientifica che opera nel settore scolastico a diversificare , arricchire, mutare i metodi di lavoro, a rendersi conto che la realtà scolastica è poliedrica e non può essere ridotta a una sola dimensione.

Il concetto di "classe" oppure di "aula" si estende ben oltre i banchi, le lavagne, l’ora di lezione, le valutazioni, i compiti in classe e quelli da svolgere a casa. È giunta l’ora di combinare questo insieme variegato di fattori per capire come funziona la scuola, come nascono e sono prodotti i risultati che la scolarizzazione consegue. Si deve quindi adottare un approccio comprensivo, transdisciplinare, che integri prospettive multiple. Questa esigenza presuppone uno sforzo intellettuale considerevole per connettere tra loro fattori diversi ma ciò è indispensabile se si ha l’ambizione di aiutare gli studenti provenienti da ambienti diversi, con culture diverse, con esperienze sociali e umane diverse, ad apprendere e soprattutto se miriamo a rispondere meglio a quanto si aspettano gli studenti quando si recano a scuola.

Questo impegno ad interconnettere competenze e profili professionali diversi è una sfida e una responsabilità sociale, un impegno etico che trascende qualsiasi remora. Solo in questo modo si riuscirà a sviluppare ambienti d’apprendimento dinamici.

ll convegno dell’AERA di quest’anno aveva per l’appunto l’ambizione di mettere in evidenza i limiti degli approcci tradizionali della ricerca scientifica sulla scuola e di invogliare a intraprendere nuove piste di lavoro.

[1] Out of the Tower, Into the Schools: How New IES Goals Will Reshape Researcher Roles
Presidential Address, American Educational Research Association Conference, Denver, CO

[2] Understanding Complex Ecologies in a Changing World

Les documents de l'article

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