Atti dell’incontro organizzato dal Centre d’analyse stratégique a Parigi il 16 ottobre 2006

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Francia : continua il dibattito sulle statistitiche etniche

Come al solito, l’Italia scoprirà, se tutto va bene, il problema tra qualche anno, quando i problemi dell’accoglienza dei figli degli immigrati nella scuola diventeranno più acuti di quello che lo sono già e quando la segregazione scolastica di questi allievi diventerà un problema sociale, etico, economico e politico. Per ora l’Italia è attestata su posizioni di rigida protezione della privacy che frena la ricerca educativa. Un po’ come in Francia, dove i ricercatori , in special modo i sociologi, sono assai favorevoli ad un allentamento della legislazione e ad una modifica delle regole di raccolta delle informazioni.

Gli atti dell’incontro sulle statistische etniche che qui ora presentiamo sono il proseguimento dell’articolo sullo stesso argomento inserito in questo sito. Si tratta di un problema poloitico e di ricerca delicato, centrali per le società multiculturali, al momento della crisi dello stato-nazione sorto nell’Ottocento. L’incontro di cui si tratta in questa sede è stato organizzato dal centro di consulenza sulle questioni strategiche del primo ministro ministro francese. Il Centre d’analyse stratégique è un ente governativo collegato direttamente al capo del governo, ossia al primo ministro.

Gli atti, in francese, sono allegati. L’indice comprende i seguenti capitoli :

- Construire des catégories statistiques ethniques
- Utiliser des cateégories statistiques ethniques

Riproduciamo qui di seguito la presentazione fatta nelle pagine l’Expresso del sito francese Le Café pédagogique del 13 novembre 2007.

L’organizzazione anti-razzista SOS-Racisme ha lanciato una petizione nazionale già firmata da 80.000 persone contraria all’adozione di statistiche etniche.

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Faut-il laisser faire des statistiques ethniques ?

Le Café pédagogique du 13 novembre 2007

"La statistique n’est pas simple enregistrement de données qui seraient inscrites dans la réalité, elle contribue à créer la vie sociale en donnant une forme à la conscience que les sociétés prennent d’elles-mêmes. En d’autres termes, les données élaborées par les statisticiens, comme toute politique et toute connaissance, deviennent une part de la réalité elle-même. Il est bien vrai que la politique et la recherche contribuent à la prise de conscience des catégories ethniques" écrit Dominique Schnapper dans les Actes du colloque sur les statistiques ethniques organisé par le Centre d’analyse stratégique.

Dans le même colloque, très favorable à ces statistiques, Georges Felouzis estime que "les catégories ethniques ne sont pas seulement légitimes comme moyens de lutte contre les discriminations et comme outils d’analyse scientifique. Elles le sont aussi comme outils de reconnaissance et d’intégration à la Nation de minorités visibles jusqu’ici définies négativement. Dans une société où la statistique, les études de l’Insee et d’autres organismes représentent des enjeux de débat et de connaissance pour comprendre la société et corriger des inégalités, il est impensable de rester volontairement aveugle aux inégalités ethniques".

Les documents de l'article

actesstatistiquesethniques101106.pdf