Presentazione della ricerca condotta negli USA nella città di New York per debellare l’insuccesso scolastico e l’assenteismo nelle scuole dei quartieri urbani squallidi e miserevoli

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Scolarizzazione a rischio

La povertà di per sé non dovrebbe essere la causa del fallimento scolastico, dell’assenteismo oppure del rifiuto di apprendere. Ci sono scuole che riescono bene con una popolazione scolastica svantaggiata che proviene da un bacino di reclutamento squallido e altre scuole analoghe invece che non ce la fanno a motivare gli alunni scolarizzati che provengono da ambienti violenti, sporchi, miserevoli, abbandonati. Ci sono scuole faro e scuole travolte dalle condizioni ambientali. Si sa che si possono reperire i fattori di successo o di fallimento scolastici, ossia che si possono aiutare le scuole a trarsi d’impiccio , a stare a galla, ossia a dare una ragione d’essere a alunni sbandati ma a questo scopo occorrono banche dati adeguate. Una esemplare è la banca dati KIDS a Filadelfia che è presentata nell’articolo dei "Education Week", il media USA specializzato nelle questioni scolastiche.

Non basta voler bene ai propri studenti per trarli d’impiccio. La povertà e più in generale le esperienze domestiche o la vita nel quartiere sono fattori tremendi che li massacrano e che le scuole in maggioranza ignorano. Ci sono scuole travolte dalla povertà perché la maggioranza degli studenti che le frequenta è poverissima, ma ci sono anche scuole analoghe che se la cavano assai bene con una popolazione scolastica simile.

Gli insegnanti anche se bravi e comprensivi non ce la fanno proprio a lottare contro condizioni di vita estremamente sfavorevoli. Lotta improba. Non tutte le scuole sono uguali e non tutte le scuole sono frequentate da una " clientela" su misura.

Dove guardare ? Quai dati raccogliere ?

Si presenta qui una indagine assai interessante che serve a aprire gli occhi e a capire meglio quel che succede nelle scuole. La si presenta come un esempio di indagine che sarebbe bene svolgere anche in altri sistemi scolastici. L’ Indagine è stata condotta in 748 scuole elementari USA. L’indagine sfrutta una valanga di dati e già questo aspetto è di per sé eloquente e induce a ragionare sul tipo di banche dati da costruire se si intende davvero fornire un’istruzione scolastica equa ossia che corrisponda ai fabbisogni della popolazione scolastica invece che mirare a dare a tutti la stessa istruzione . Questa via è errata ma ciò non significa affatto che si rimuova l’obiettivo dell’uguaglianza. Fornire un’istruzione scolastica a popolazioni disuguali a in contesti disuguali non significa per nulla rinunciare a obiettivi uguali per tutti almeno a livello di istruzione di base. Si deve mirare a questo obiettivo ma con strumenti adeguati. Uno dei punti di partenza è appunto la raccolta di informazioni appropriate con la costituzione di banche dati adeguate. Ciò non va da sé. Occorre che la ricerca scientifica sull’istruzione stia all’erta, sia esigente, ponga richieste non ambigue. 

Le esperienze extra-scolastiche contano. Le caratteristiche di una scuola pure. Un’indagine USA

Il settimanale USA dedicato all’istruzione "Education Week" ha pubblicato il 6 novembre 2014 un articolo che riferiva dell’indagine USA . Si riporta parzialmente con qualche commento l’informazione fornita dal servizio di Education Week.

 Il livello di povertà

Il punto di partenza teorica è quello di considerare l’esperienza globale degli alunni e di non limitarsi solo a puntare l’attenzione solo sulla povertà. Si tratta essenzialmente di conoscere e apprezzare quanto gli alunni portano con sé quando valicano la soglia della scuola e quanto trovano nella scuola che frequentano. Il livello di povertà determinato dai buoni gratuiti distribuiti per la mensa scolastica è un’informazione molto grossolana. Serve e non serve. In talune zone urbane la percentuale di adulti disoccupati è altissima e la criminalità è elevata. Questa situazione è particolare e non può essere assimilata a altre situazioni di povertà e miseria dove criminalità e disoccupazione sono meno alte. Oppure in determinate scuole situate in quartieri poveri la rotazione degli insegnanti è elevata e l’assenteismo degli insegnanti è pure notevole mentre in altre scuole simili, magari continue ciò non è affatto il caso.

Fattori di rischio scolastico

Un obiettivo dell’indagine consisteva nell’individuazione di fattori di rischio oppure di fattori che concorrevano a entrare nella zona di rischio scolastico  [1] determinato dalla probabilità di numerose assenze dalla scuola nonché da punteggi bassi nei test della città di New York sull’accountability delle scuole.

Banca dati KIDS

Una delle banche dati esemplari è quella di Filadelfia [2] la quale esiste dal 2002. Questa banca dati è servita come punto di riferimento sia al sistema scolastico della città di New York sia a quello di Chicago.

L’indagine ha reperito 18 fattori di rischio scolastico nelle scuole urbane situate in zone di grande povertà e miseria :

  1. Alunni che ricevono buoni gratuiti per la mensa scolastica ;
  2. Alunni alloggianti in residenze provvisorie ;
  3. Alunni di famiglie che ricevono le indennità sociali ;
  4. Alunni dell’insegnamento speciale [3] ;
  5. Studenti delle minoranze etniche nelle scuole delle zone in cui la maggioranza culturale e linguistica è diversa ;
  6. Instabilità [4]dei dirigenti scolastici ;
  7. Turnover degli insegnanti ;
  8. Instabilità della popolazione scolastica [5] ;
  9. Studenti sospesi dalla scuola ;
  10. Soglia di sicurezza basso nell’ambiente circostante la scuola ;
  11. Soglia di partecipazione bassa alle attività para e peri-scolastiche ;
  12. Livello di partecipazione basso alle attività di volontariato o alle attività civiche a favore dell’infanzia ;
  13. Soglia di povertà nella zona in cui sorge la scuola ;
  14. Livello d’istruzione degli adulti ;
  15. Tasso di occupazione professionale ;
  16. Disoccupazione maschile ;
  17. Case popolari nel bacino scolastico ;
  18. Presenza di centri d’accoglienza per senzatetto nel bacino di reclutamento della scuola.

 La povertà non è necessariamente un fattore a rischio

In un’indagine svolta a Filadelfia sfruttando la banca dati KIDS si è scoperto che dopo avere preso in considerazione tra i fattori a rischio la criminalità, il livello d’istruzione, la proporzione di nascite a rischio, i maltrattamenti domestici, la privazione di un alloggio stabile decente si constata che il livello di povertà o l’appartenenza etnica non sono più associate in modo statisticamente significativo né ai punteggi nei test di comprensione della scrittura né all’assenteismo. Questo significa che la povertà o l’appartenenza a una minoranza linguistica e culturale di per sé non producono serie difficoltà di scolarizzazione. Di sicuro i bambini poveri sono poveri ,le minoranze etniche e culturali in moltissimi casi sono discriminate ma per questi casi si deve anche dire in modo chiaro e tondo che l’insuccesso scolastico è un vero e proprio scandalo.I bambini poveri o delle minoranze etniche arrivano a scuola con un bagaglio di esperienze da scoprire e valorizzare.

Dal punto di vista degli alunni , la causo dello svantaggio non risiede nel loro statuto ma nelle esperienze di maltrattamenti o di abusi.Queste esperienze forniscono previsioni di comportamenti scolastici molto più precise che non la percentuale di poveri misurata con il numero di alunni che ricevono buoni mensa gratuiti. Tutto ciò obbliga a perfezionare gli indicatori scolastici. 

 

 

 

 

 

 

 

[1] In inglese " Risk Load""

[2] Nota con l’acronimo KIDS che significa Kids Integrated Data System

[3] Le classi speciali sono molto diffuse in determinati sistemi scolastici

[4] Turnover, in inglese

[5] Turnover degli studenti