Segnalazione di una indagine USA che compara i risultati delle scuole virtuali con quelli delle scuole tradizionali tra quattro mura

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Né vinti né vincitori

Si favoleggia molto sulla superiorità delle TIC ossia delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione nell’apprendimento, ma ci sono poche indagini serie comparate tra due modelli di scuola, quelle virtuali da un lato e quelle tradizionali dall’altro, ossia indagini con un campione controfattuale. Occorre anche ammettere che non è affatto facile svolgere indagini del genere. Qui si riporta un’indagine del genere svolta in Florida(USA) e passata al vaglio dal Centro Nazionale USA sulle politiche scolastiche localizzato presso il Dipartimento di scienze dell’educazione dell’Università del Colorado a Boulder. L’indagine

Il documento del Centro Nazionale USA sulle politiche scolastiche [1] contesta la pertinenza delle conclusioni dell’indagine svolta in Florida sulle scuole virtuali [2]. ]] La loro superiorità non sarebbe affatto evidente e non darebbero risultati migliori delle scuole entro quattro mura. Il documento è allegato, in lingua inglese, L’autore è Michael K. Barbour (mkbarbour@gmail.com) professore alla Sacred Heart University.

Il comunicato stampa si trova cliccando qui: tinyurl.com/ko7d3e9. E’ Intitolato 

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Il sottotitolo è il seguente:

Report claiming better results from Florida Virtual School confirms the findings and repeats the methodological flaws and limitations of previous research

 

Dunque non si ha ancora nessuna certezza proveniente dalla ricerca scientifica. Ulteriori indagini e valutazioni si impongono. E’ importante intanto conoscere la metodologia adottata per questi studi. Il documento del centro di Bolder è assai utile proprio perché pone l’accento sulle carenze metodologiche che falsificano le conclusioni dell’indagine e non le rendono credibili. Si riporta qui in italiano una parte del comunicato stampa che si puo`leggere in inglese cliccando qui come già detto poco fa.

 Chi è Michael K.Barbour?

L’autore lavora alla Sacred Heart University (Università del Sacro Cuore a Fairfield nel Connecticut) ed ha partecipato a numerose indagini sulla scuola dell’obbligo. In inglese queste sono le informazioni su di lui contenute nel comunicato stampa [3]

L’indagine

 

Barbour analizza l’indagine svolta in Florida da Matthew M. Chingos e Guido Schwerd pubblicata nell’ambito del programma sulle politiche scolastiche e il governo della scuola della Harvard Kennedy School of Government, istituzione nota per la militanza in favore della libertà di scelta delle scuole. L’indagine, in inglese, è allegata a questo articolo.

 

 

L’indagine compara le prestazioni degli studenti della scuola virtuale della Florida(FLVS) con i risultati degli studenti nelle scuole tradizionali tra quattro mura. Gli autori concludono che gli studenti delle scuole virtuali della Florida riescono meglio degli studenti coi quali sono confrontati nei testi dello Stato e che gli studenti delle scuole virtuali costano molto meno allo Stato che non gli studenti delle scuole tradizionali.

 

 

« L’indagine sostiene che si tratta della prima ricerca che fornisce stime sugli effetti dell’insegnamento virtuale", ossia sul fatto di seguire lezioni non in classi tradizionali, ma stando a casa e lavorando con un computer. Ciò non è esatto, sostiene Barbour. "Questa affermazione non è corretta. L’indagine infatti non fa che confermare risultati già noti ed inoltre ripete gli stessi errori metodologici delle indagini anteriori ed è contraddistinta dagli stessi limiti".

 

Difetti dell’indagine

 

 

L’indagine svolta in Florida ignora questioni fondamentali che riguardano la comparabilità dei due gruppi, per esempio le ragioni per le quali gli studenti inscritti nelle scuole virtuali non sono originate da fattori che creerebbero deformazioni nei risultati. Se ciò fosse il caso, ci sarebbe una deformazione sistematica dei risultati per esempio connessa alle modalità con le quali i genitori si occupano dei loro figli. Qualsiasi risultato migliore degli studenti che frequentano le scuole virtuali può essere anche attribuito a una" diminuzione dei fattori che hanno indotto gli studenti ad abbandonare le scuole tradizionali e ad optare per una forma di scolarizzazione virtuale", sostiene Barbour. Per esempio se uno studente è vittima di scherni o di scherzi nelle scuole tradizionali (bullying) ed è trasferito in una scuola cibernetica, qualsiasi miglioramento delle sue prestazioni può essere del tutto scisso dal cambiamento di tecnologia ma può essere semplicemente attribuito al fatto che lo studente non si sente più minacciato. Questo è senz’altro un beneficio della scuola virtuale, ma gli autori del documento non prestano attenzione a questo aspetto.

 

 

Barbour inoltre spiega che il documento è deficiente nel rendere conto della proporzione degli studenti che nei due programmi scolastici smettono di seguire i rispettivi programmi ed inoltre " è carente nel considerare gli effetti dei cambiamenti delle modalità di istruzione e dei curricoli prodotti dall’adozione di un ambiente virtuale o da un insegnamento tradizionale".

 

Barbour conclude che I difetti prodotti da una comparazione semplicistica tra scuole virtuali e scuole tradizionali rendono inattendibile questa indagine. Se si vogliono comparare due curricoli impostati diversamente e che si svolgono in contesti diversi le indagini più utili sull’apprendimento e l’insegnamento nell’ambito della scuola dell’obbligo dovrebbero invece essere impostate sulle modalità con le quali si svolge l’insegnamento ed in particolare sulle modalità secondo le quali si opera l’apprendimento virtuale, sia dal punto di vista individuale che in una situazione nella quale si amalgamo modalità tradizionale di apprendimento ed insegnamento con modalità virtuali. Le indagini di questo tipo vanno approntate in modo adeguato, devono essere svolte in maniera appropriata e richiedono risorse considerevoli.

 

 

 

[1] Acronimo: National Education Policy Center (NEPC)

[2] l’indagine è stata svolta Matthew M. Chingos and Guido Schwerdt della Harvard Kennedy School of Government e si intitola "Virtual Schooling and Student Learning:Evidence from the Florida Virtual School". si può trovare qui: http://www.hks.harvard.edu/pepg/PDF/Papers/PEPG1402FVS_Chingos_Schwerdt.pdf. 

[3]  Michlael K. Barbour della "Sacred Heart University" – who has been involved in K-12 online learning in several countries as a researcher, teacher, course designer and administrator – reviewed the report Virtual Schooling and Student Learning: Evidence from the Florida Virtual School. His research focuses on the effective design, delivery and support of K-12 online learning, particularly for students in rural areas.

Les documents de l'article

Florida.pdf
Florida_main_study.pdf