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Storia della scienza e scuola

La ricerca scientifica sulla scuola in Italia è pressoché assente dalle università ed è quasi trascurata. Il mondo scolastico italiano nonostante questa lacuna evolve. Da un lato poco è cambiato ma da un altro lato si potrebbe dire che le scuole odierne in genere spartiscono poche cose con quelle di un secolo fa. Questo è un paradosso in un sistema scolastico che trascura la promozione della ricerca scientifica sulla scuola ma con insegnanti e associazioni di insegnanti che invece vi attingono a piene mani e scelgono un poco a casaccio quanto fa piacere o è ritenuto necessario. Il sistema scolastico italiano da un lato non è cambiato e dall’altro invece è ben differente da quello di un secolo fa. L’apparta scolastico, la struttura scolastica sono le stesse, gli edifici scolastici più o meno sono rimasti tale e quale, ma i programmi scolastici sono diversi. Il sistema traballa perché ha il piede in due scarpe : con un piede è nel mondo contemporaneo e con un altro invece resta arroccato a tradizioni grottesche del passato. Insegnanti militanti sostenuti da alcuni leaders carismatici fanno evolvere questo strano mondo piuttosto chiuso su se stesso. La ricerca scientifica sugli apprendimenti del secolo scorso ha aperto nuovi orizzonti , ha fatto evolvere i curricoli, ma ufficialmente poca scienza conoscitiva è entrata nel sistema scolastico italiano. Oggigiorno non si insegna più in molte scuole come si insegnava agli inizi del Novecento eppure ci sono sacche vistose di resistenza. Non si sa bene da che parte andare, cosa fare, quali curricoli adottare. Un bel pasticcio. In questo articolo si descrive cosa è successo negli USA negli anni del dopoguerra , dal 45 al 1980. Secondo l’autore la ricerca scientifica sulla scuola ha beneficiato moltissimo dei programmi della ricerca militare. La mediazione tra questi programmi e la scuola è stata svolta da un gruppo di fisici del MIT.

 Articolo in inglese pubblicato nella rivista USA Teacher College, vol.104, No.2, marzo 2002, pp.212-241. Articolo di John Rudolph che nel 2002 era professore associato nel Dipartimento dei curricoli all’Università del Wisconsin-Madison. L’articolo si può consultare cliccando qui ed un riassunto in italiano molto parziale è presentato in questa sede .

 Questo articolo attira l’attenzione su una dimensione particolare dell’evoluzione dei curricoli scolastici nel corso del XX secolo : quella dell’influsso dei programmi militari. Se ne parla poco in genere ma occorre dire che esiste un legame tra programmi di ricerca sugli apprendimenti nell’ambito militare e sviluppo dei curricoli nella scuola, a comprova , se fosse necessario, che il mondo scolastico non è indipendente rispetto alle tecniche di potere e ai moduli di gestione del potere messe a punto in altri contesti sociologici e in particolare nei contesti che sono molto correlati ai centri di potere come le prigioni, gli ospedali, l’esercito per l’appunto. Le guerre sono state un momento rilevante di elaborazione di programmi di formazione accelerata che doveva riuscire. Per questa ragione molte innovazioni militari nel settore della formazione sono passate in seguito nelle scuole.

Negli USA un gruppo di fisici del MIT a Harvard pilotato da Jerrold Zacharias ha applicato i nuovi metodi di analisi scientifica e di valutazione al contesto scolastico e li ha importati nel mondo scolastico . Allora come forse in parte lo è ancora tuttora gli insegnanti, una parte dell’’opinione pubblica e dei responsabili politici crede che mediante la conoscenza scientifica si riesca a proporre e a adottare metodi d’insegnamento infallibili, efficaci. La gestione scientifica della scuola è un sogno che alimenta moltissime innovazioni e sperimentazioni, come pure lo è la speranza di migliorare gli affetti dell’istruzione scolastica. L’articolo originale in inglese si può consultare cliccando qui.

 

Dunque nei primi decenni del XX secolo si credeva molto alla scienza e la scuola americana fu molto influenzata dalle ricerche scientifiche sugli apprendimenti sviluppate nei laboratori bellici.Le caratteristiche di questi progetti erano le seguenti : adottare una visione sistemica della scuola ; incorporare nelle aule le novità tecnologiche ; sviluppare gruppi interdisciplinari di specialisti delle singole materie che spesso ignoravano tutto della scuola.Tutto questo favorì uno straordinario collegamento con la comunità scientifica che apparì negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale. Le riforme scolastiche degli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso non furono il risultato di una rinascita dell’interesse degli universitari per l’istruzione statale e nemmeno un frutto del rilancio della psicologia conoscitiva. Le riforme scolastiche di quegli anni furono il prodotto di un gruppo ristretto di specialisti che erano riusciti grazie allo sforzo bellico a inserirsi come consiglieri e periti nelle istanze governative e che avevano i buoni collegamenti con i centri decisionali da un lato r quelli di formazione dall’altro. Queste persone proponevano riforme scolastiche connesse allo sforzo difensivo del paese e mettevano al servizio delle autorità le loro competenze e i loro metodi che si erano dimostrati efficaci durante il periodo bellico. In questo modo la natura della ricerca scientifica sugli apprendimenti fu profondamente influenzata e modificata.

La cultura matematica-scientifica

Negli USA il movimento di riforma dei curricoli acquistò uno slancio nuovo grazie al lavoro di un gruppo di fisici riuniti attorno a Jerrold Zacharias , professore al MIT e alla esperienza accumulata nella ricerca scientifica e nello sviluppo degli armamenti . Il modello di ricerca scientifica proposto da Zacharias e dai riformatori che lo seguivano ebbe un impatto enorme sugli sviluppi delle riforme scolastiche e sull’insegnamento di quasi tutte le discipline scolastiche tradizionali [1]. Secondo l’autore, quanto successo negli USA ha precluso la via a forme alternative di insegnamento , a modelli di scuola diversi imperniati sulla creatività , l’esame auto-critico, l’incertezza ossia su sviluppi poco autoritari della vita scolastica messi in evidenza dalle ricerche costruttiviste degli anni Trenta del secolo scorso. Prioritaria, secondo la tendenza del blocco para-militare e socio istituzionale, divenne invece la ricerca dei risultati, l’efficienza, la gestione efficace, le prestazioni, gli obiettivi da conseguire, gli standards da rispettare. 

Nascita del monopolio scientifico

La seconda guerra mondiale ha radicalmente modificato la ricerca scientifica nel mondo e non solo negli USA. I ricercatori con il senso del dovere hanno offerto la loro perizia tecnica e la loro bravura metodologica al lobby militare che ne aveva bisogno. Ne è un esempio il progetto Manhattan che è sfociato nella produzione della bomba atomica. Questi progetti implicavano un uso della ricerca scientifica alternativo al passato, un’organizzazione diversa della gestione e delle procedure decisionali. La ricerca scientifica smise di essere un’avventura individuale di ricercatori solitari impegnati nella produzione di nuove conoscenze. La nuova scienza divenne un’impresa interdisciplinare al servizio di progetti impostati con obiettivi precisi aventi un significato politico o nazionale. Queste operazioni richiedevano finanziamenti rilevanti a livello nazionale o internazionale di gruppi inseriti nei laboratori di università prestigiose. Si instaurò in quegli anni una specie di divisione del lavoro internazionale che aveva come comune denominatore le preservazione dell’autonomia scientifica, della qualità dei protocolli di ricerca. La caratteristica comune di questo nuovo tipo di lavoro scientifico fu la congiunzione di forze per risolvere problemi complessi che affioravano man mano. Il dopoguerra e lo sforzo di ricostruzione fu pertanto un’occasione favorevole per la costituzione di questi gruppi interdisciplinari di ricercatori. Questa caratteristica , l’integrazione di nuove tecnologie e di nuovi moti di pensare le procedure in sistemi tesi verso il conseguimento di determinati obiettivi, ebbe un impatto fenomenale sulle riforme scolastiche del dopoguerra. Dal punto di vista metodologico questo periodo vide il trionfo degli strumenti matematici e di nuovi modelli statistici ; Il primo campo di applicazione fu la difesa armata, l’invenzione di nuove armi ma poco per volta ci si rese conto della potenza dei linguaggi matematici e statistici che si diffusero a macchia d’olio. Questo fu il caso nel settore della valutazione scientifica dei sistemi scolastici.

L’approccio sistemico

Le metodologie scientifiche sviluppatesi allora erano ben diverse da quelle promosse dal taylorismo. La gestione scientifica propugnata dal taylorismo si prefiggeva di migliorare l’efficienza delle procedure di fabbricazione mentre l’approccio sistemico era interdisciplinare e veniva attuato nel caso di progetti di R&D come si diceva in inglese, [2] . Gli attori principali di questo movimento erano i fisici che avevano la preparazione culturale e tecnica appropriata.

La scuola e la sicurezza nazionale

L’intensificazione della guerra fredda e la strategia di difesa generale perseguita dall’amministrazione Eisenhower produsse lo sviluppo di sitemi tecnologici sofisticati che resero manifesta l’importanza strategica e culturale della perizia scientifica.Fu in questo contesto che nacque la competizione scientifica tra Unione Sovietica e USA e che si iniziò a comparare la validità dei sistemi di formazione delle due società senza peraltro andare a fondo , almeno pubblicamente, nell’analisi. Il celebre documento USA "A Nation at Risk" [3]i. Fu in quegli anni che si impose la "National Science Foundation" , la sola agenzia federale USA con la perizia richiesta per formare la manodopera scientifica necessaria per tenere testa alla sfida sovietica. Nacque così il programma di miglioramento dell’istruzione scientifica nelle scuole USA che sfociò negli obiettivi di varie amministrazioni USA degli anni 90 per verificare se gli USA fossero la prima nazione al mondo dal punto di vista della cultura scientifica. [4] [5]. Questa operazione ebbe un forte influsso sugli indirizzi delle politiche scolastiche analizzate e monitorate dalle organizzazioni internazionali e quindi sulla produzione di strumenti adeguati per effettuare queste verifiche. Il miglioramento della cultura scientifica divenne un obiettivo cardine della NSF [6] ma ci si accorse ben presto che questo obiettivo non era facilmente conseguibile. Un singolo programma non avrebbe permesso di impostare una riforma scolastica orientata verso tale scopo. La formazione dei ricercatori e il miglioramento del livello di cultura scientifica della popolazione era un obiettivo a lungo termine che implicava interventi molteplici a vari livelli del sistema scolastico, interventi che dovevano essere coordinati tra loro. Non bastava distribuire borse di studio ai meritevoli , o versarle agli studenti più brillanti per raggiungere questo obiettivo. 

Modus operandi

Come succedeva spesso si iniziò negli USA nel 1954 con programmi tesi a migliorare la formazione degli insegnanti [7] e con la formazione di aiutanti didattici. Il personale scolastico crebbe a vista d’occhio ma non i risultati. E’ a questo punto che avvenne l’intervento della Società USA di fisica e che apparì sul proscenio il professore di fisica al MIT Zacharias con la proposta di creare un nuovo programma scientifico per la scuola secondaria superiore e quindi un nuovo corso di fisica al MIT per formare gli insegnanti adeguati.

La proposta incontrò i favori della National Science Foundation. I ricercatori mobilitati da Zacharias erano tutti fisici ben addestrati nella R&D militare. La NSF finanziò il progetto che iniziò nel 1996.

Nel settembre del 1958 Eisenhower firmò una leghe per l’istruzione scientifica allo scopo di difendere il paese [8] che stanziò un miliardo di dollari USA per quattro anni . La maggior parte dei fondi però finì nelle tasche della NSF ovvero della burocrazia e non andarono alle scuole.

L’articolo termina l’excursus storico alla fine degli anni 70. Quanto successo dopo , nel corso degli anni 80, è un’altra storia ma negli USA non si smise mai di collegare la diffusione della cultura scientifica alla difesa nazionale.

 

 

 

[1] ndr. : Questo genere di indagini è stato poco curato in Europa, per cui è ben difficile reperire i fattori che hanno profondamente trasformato l’ insegnamento e le scuole nella seconda metà del secolo scorso

[2] Ossia di ricerca e sviluppo

[3] "Una Nazione in pericolo" del 1983 può essere considerato come l’apice di questa vicenda, oppure come la fine in un certo senso di un certo mondo e come il suggello o la consacrazione definitiva di un nuovo mondo nel quale si è probabilmente ancora immersi

[4] Da qui per esempio la valutazione TIMSS dell’IEA

[5] Fu appunto nel corso degli anni 90 che gli USA stanziarono somme importanti per finanziare indagini valutative comparate e la produzione di indicatori internazionali dell’istruzione allo scopo di raccogliere informazioni attendibili sui livelli di cultura scientifica conseguiti in altri sistemi scolastici

[6] "National Science Foundation"

[7] Il ritornello del ruolo degli insegnanti non era una novità in sé e per sé

[8] Legge nota con il titolo "National Defense Education Act"