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Twitter ausiliario per i compiti

La creatività degli insegnanti nel mondo è senza limiti. Le innovazioni con le nuove tecnologie, le TIC, non si contano. Sono talmente numerose che non vale nemmeno la pena metterne in evidenza una piuttosto che un’altra. Ci vorrebbe un sito apposito per descrivere quanto si produce nelle scuole. Del resto numerossisimi sono i siti dedicati alle invenzioni di insegnanti appassionati di informatica nei quali si descrivono progetti, creazioni, applicazioni diogni genere

Un’eccezione

Un’insegnante canadese nel Québec, Annie Côtéstufa di dovere lottare contro gli studenti che sfidavano quotidianamente l’interdizione di usare il cellulare in classe ha cambiato strategia e ha impostato un progetto pedagogico basato su Twitter che sta incontrando un successo fenomenale.

Presentazione dell’iniziativa

“Poiché amavano talmente tanto i loro cellulari, ho deciso che avremmo giocato con questi. Ho dunque dato loro compiti da svolgere su Twitter, una volta alla settimana per otto settimane. Il tema cambiava ogni volta” ha affermato Annie Côté nell’ambito di un incontro scientifico internazionale sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nella scuola. Sorpresa ! Gli studenti, 5º anno dell’insegnamento secondario del Quebec (quindi, studenti che in Italia frequenterebbero il 2º anno del biennio) erano talmente entusiasti che hanno cominciato a sfidarsi tra loro, usando Twitter sul loro cellulare. 

Esempi di sfide

Gli studenti sono stati al gioco. Hanno preso tremendamente sul serio il compito ed hanno iniziato a darsi delle regole che lo complicavano, per esempio inserire una stessa lettera in ogni parola oppure, al contrario, evitare di utilizzare del tutto una determinata lettera oppure imporsi di inserire nel compito una determinata parola.
 

Al massimo 140 caratteri : poco, corto quindi attraente

Secondo le regole di Twitter ogni compito non poteva superare i 140 caratteri, né più né meno. Quindi si trattava di comporre frasi di al massimo 140 caratteri. Provate a dire qualcosa di sensato in 140 caratteri! Non è affatto facile. Gli adolescenti sono stati incantati da questa sfida. “Per giovani in difficoltà a scuola [1] , un compito corto sembra una manna. [2] Ben presto gli studenti si sono resi conto invece che non era affatto il caso ma che erano nondimeno capaci di raccogliere le sfide, che inoltre era divertente farlo e che imparavano un sacco di cose” ha specificato la professoressa Côté. L’insegnante inoltre ha osservato che i progressi sono stati sostanziali sia per quel che riguarda il vocabolario, i sinonimi e la sintassi. I giovani sono stati anche motivati dai commenti che ricevevano dai compagni che reagivano leggendo i loro “tweets".

La ricetta del successo ?

“L’aspetto ludico del tema proposto è molto importante. Occorreva trovare qualche cosa di divertente che innesti il piacere e la creatività”.

Problemi

Non tutto è filato liscio. Ci sono stati alcuni aspetti irritanti riguardanti l’utilizzazione di Twitter connessi per esempio all’aspetto pubblico dello strumento. Per esempio due studenti un poco timidi e reticenti ad utilizzare i media sociali hanno preferito mandare all’insegnante i loro compiti con la messaggeria elettronica. Per correggere questo difetto l’insegnante ha messo a punto una piattaforma informatica adeguata.


L’informazione è riportata dall’agenzia canadese "Infobourg" specializzata nel settore dell’informazione pedagogica destinata agli insegnanti. L’articolo completo sull’uso di Twitter in classe si trova cliccando qui.

 

[1] ndr. : Oppure per studenti non scolastici, che si annoiano a scuola e che imparano soprattuto fuori dalla scuola

[2] ndr.:Gli studenti pensano che sia più facile farlo e che lo possono fare in fretta, in quattro e quattr’otto, senza perdere tempo.