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Si è già accennato in questa sede alla tendenza dell’indagine PISA ad imporsi come polo di riferimento a livello mondiale delle indagini su vasta scala sull’istruzione con l’adattamento degli strumenti dell’indagine ai fabbisogni specifici dei paesi in via di sviluppo (cliccare qui). 

Questa tendenza è confermata da un’altra notizia pubblicata dal supplemento scuola della BBC il 2 aprile 2013 nella quale si annuncia che negli Stati Uniti a decorrere dal prossimo autunno gli strumenti di PISA potranno essere utilizzati dalle singole scuole le quali saranno in grado in questo modo di compararsi alle medie internazionali. Dunque i responsabili PISA hanno ceduto alle pressioni USA (e ai dollari USA) ed hanno accettato che l’indagine diventasse anche una valutazione delle scuole, soluzione del tutto scartata nell’impostazione iniziale di PISA fino al punto da escludere o da considerare inaccettabile perfino i tentativi di somministrare PISA a livello regionale [1]. Queste remore sono scomparse. Siccome gli strumenti di PISA almeno finora non sono cambiati in modo radicale si può supporre che da un lato negli Stati Uniti non si è riusciti a produrre un test come PISA per permettere alle singole scuole frequentate dai quindicenni di compararsi a livello internazionale e che da un altro lato l’ OCSE/PISA incassa dollari per la propria causa facendo strame dei principi costitutivi dell’indagine.

In questo modo l’espansione del modello PISA continua e si paga travisando lo spirito dell’indagine. Del resto, secondo la BBC, i responsabili di PISA vorrebbero vendere l’indagine anche alle scuole inglesi. Sembra che l’OCSE sia anche in trattative con la Spagna [2]

Si riportano qui di seguito alcuni spunti particolarmente significativi dell’articolo della BBC tradotti liberamente e con alcuni commenti redazionali.

Criteri internazionali

I criteri adottati per convalidare l’indagine PISA e i punteggi che i quindicenni conseguono nei tre ambiti principali valutati dagli strumenti PISA(competenza nella comprensione di testi di vario genere, cultura matematica e cultura scientifica) stanno per imporsi come un criterio internazionale di riuscita della scolarizzazione. Secondo l’accordo intercorso tra l’OCSE e le autorità statunitensi, i risultati scuola per scuola non saranno resi pubblici se le scuole non lo vogliono, il che dovrebbe impedire la costruzione di graduatorie [3].

Ambizioni tarpate

L’indagine PISA decisa nel 1997 e svolta per la prima volta nel 2000 ed in seguito ogni tre anni fino al 2012 è nata per alimentare l’insieme di indicatori internazionali dell’istruzione prodotti dall’OCSE [4] con informazioni attendibili sugli apprendimenti alla fine della scuola dell’obbligo, ossia grosso modo a 15 anni. In un certo senso l’indagine è sfuggita di mano all’ OCSE : dapprima i media non hanno esitato a pubblicare graduatorie [5] poi i paesi membri dell’OCSE hanno sfruttato l’indagine per valutare i propri sistemi scolastici. Ma qui venne il bello : i punteggi internazionali prodotti dall’OCSE sono poco eloquenti per quel che riguarda le disparità interne ai paesi. Nonostante i tentativi per misurare le differenze tra scuole e all’interno delle scuole con i punteggi raccolti grazie ai test dell’indagine PISA si è scoperto che i risultati di PISA non forniscono informazioni precise e dettagliate sulle differenze dei risultati all’interno dei vari paesi. Per esempio in Inghilterra le scuole secondarie di Londra sono percepite come migliori delle scuole secondarie del resto del Paese e negli Stati Uniti ci sono Stati i cui quindicenni ottengono un punteggio medio molto elevato, mentre la media dei punteggi USA resta assai bassa o scadente a causa dei punteggi inferiori dei quindicenni negli Stati del Sud degli USA [6]

Ridare slancio a PISA

Con questo nuovo sistema, afferma il giornalista della BBC, le scuole potranno valutare le proprie prestazioni con un metro internazionale [7].

 

Sembra, secondo la BBC, che sia stata fatta un’esperienza pilota in 22 Stati USA nonché in un numero limitato di scuole inglesi e canadesi [8]

Secondo la BBC, Schleicher, vice-direttore del Dipartimento Scuola all’OCSE avrebbe dichiarato di avere in mente di creare una rete di scuole che hanno accettato di somministrare il test PISA per permettere loro di comparare le loro esperienze. [9].

 

[1] ndr. : Rimane un dubbio ! La notizia è stata pubblicata anche dal New York Times, vedi qui, e non corrisponde alle informazioni fornite dalla BBC ! Non sembra che il governo USA sa implicato. Dunque tutto ciò dev’essere verificato.

[2] ndr. : La Spagna è la testa di ponte per sbarcare nell’America Latina e il segretario generale dell’OCSE in carica Gurria è messicano

[3] ndr. : Questo è il colmo dell’ingenuità se si ritiene quanto sia difficile proteggere la segretezza con le nuove tecnologie

[4] L’insieme di indicatori INES pubblicato annualmente in autunno nel volume "Education at a Glance" o "Regards sur l’éducation"

[5] ndr. : Anche con la complicità dell’OCSE

[6] In Italia si è deciso di uscire da questo ginepraio dapprima somministrando l’indagine PISA ad un campione rappresentativo di quindicenni per macro-aree, poi per ogni regione, con costi elevatissimi. Infine si è costruita un’indagine nazionale, le celebri indagini INVALSI

[7] ndr. : In altri termini, sapere se si è vicini alla media dei quindicenni finlandesi oppure piuttosto alla media dei Messicani

[8] ndr. : Ecco la trasparenza democratica !

[9] ndr. : Quindi i progetti non mancano se ci sono i soldi per realizzarli ! Sarebbe bello sapere chi paga e quanto si deve pagare per entrare nel club