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Il primo agosto sono iniziati i rilevamenti per la nuova indagine internazionale pilotata dall’OCSE sulle competenze della popolazione adulta, nota con l’acronimo PIAAC, che vuol dire "Programme for the International Assessment of Adult Competencies". I paesi partecipanti all’indagine hanno tempo fino a marzo 2012 per intervistare e testare un campione rappresentativo della popolazione adulta di almeno 5000 persone. L’Italia partecipa all’indagine.

Da PISA a PIAAC : l’appetito crescente dell’OCSE

L’OCSE allarga il proprio campo d’azione poiché ha preso in mano la nuova indagine internazionale sulle competenze degli adulti, dopo l’indagine IALS [1] .

L’indagine IALS è stata una prima mondiale. Nessuno prima di allora aveva tentato di misurare le competenze della popolazione adulta. IALS ha dimostrato che si potevano raccogliere dati attendibili e comparabili sui livelli di competenza degli adulti e che quindi si sarebbero potuto valutare a lunga scadenza gli effetti della scolarizzazione formale iniziale]]. L’indagine è stata ripetuta nel 2003, ed è stata pilotata da un consorzio scientifico diretto dall’ETS di Princeton [2]. Nota come indagine ALL [3] ha avuto meno successo della precedente per molteplici ragioni,politiche, diplomatiche, finanziarie, organizzative, scientifiche.

L’OCSE ha pertanto deciso di prendere in mano la situazione [4] e si è sbarazzata di tutti i partner, ha imposto il proprio modello di funzionamento e di indagine, calcato sull’approccio applicato nell’indagine PISA. Il vantaggio che si trarrà da questa operazione sarà la coerenza tra l’indagine sulle competenze dei quindicenni e quella sulle competenze della popolazione adulta nonché un numero maggiore di paesi partecipanti. Mentre nell’indagine IALS e ALL si è fatta molta fatica a trovare un numero sufficiente di paesi disposti a partecipare all’indagine ed a contribuire alla ricerca, l’OCSE che è un’organizzazione governativa non ha di questi problemi. La corazzata OCSE la spunta facilmente contro tutte le iniziative para-governative. I paesi si fidano di più della potenza organizzativa, scientifica e finanziaria dell’OCSE che non dei consorzi scientifici ad hoc.

Continuità e discontinuità

Come già succeso con l’IEA, anche in questo caso l’OCSE sfrutta esperienze e errori fatti dai consorzi scientifici anteriori, ritocca i difetti e garantisce rigore alle analisi. 21 paesi partecipano a questa inchiesta pilotata dal punto di vista metodologico dall’ETS americana, organismo che era già coinvolto nell’indagine ALL [5]. Exit Stat Can !

 

Le indagini anteriori sugli adulti, l’indagine IALS e l’indagine ALL, hanno avuto a che fare con molte difficoltà. Per esempio pochissimi paesi hanno partecipato all’indagine ALL. L’Italia aveva tentennato con la prima indagine e fece parte dell’ultimo gruppetto di paesi che hanno svolto l’indagine ; invece ha partecipato sin dall’inizio all’indagine ALL ed ora è pure presente nell’indagine PIAAC.

Difficoltà specifiche delle indagini sulle competenze degli adulti

Le indagni sugli adulti sono difficili perché la popolazione adulta non si trova nelle scuole come è il caso dei quindicenni , ma si deve andare a cercare a casa. I paesi che partecipano a PIAAC si sono impegnati a intervistare e a testare 5000 adulti. Per farlo occorrono molti soldi. L’OCSE innova proponendo una semplificazione che sarà attuata per la prima volta, ossia la somministrazione dell’indagine con i computer, via Internet. Gli adulti del campione che dimostreranno di non potersi servire del computer a casa potranno rispondere al test e ai questionari per via cartacea. Tutti possono capire che per arrivare a costitutire un campione di 5000 persone occorre partire con molti più candidati, ossia almeno con il doppio. Solo in questo modo si riuscirà a rispettare la quota di 5000 persone scelte a caso ma tra strati di popolazione specifici al fine di potere comporre un campione di persone che rappresenti tutta la gamma della popolazione.

 

Vedremo se l’OCSE riuscirà a fare meglio dei consorzi precedenti. Il lancio dell’indagine è stato preceduto da una lunga preparazione iniziata nel 2007 e l’indagine si concluderà nel 2013. Cinque anni di lavoro dunque rispetto ai quattro che occorrono per l’indagine PISA con i quindicenni che, è necessario ripeterlo, sono nelle classi e quindi si trovano nelle scuole dove è più facile trovarli. La composizione del campione PISA è molto più semplice che non la composizione del campione PIAAC.

 

Informazioni sull’Italia

 

Nel sito dell’INVALSI non si trovano informazioni su PIAAC e nemmeno sulla partecipazione dell’Italia, chi ne è il coordinatore nazionale, chi si occupa della campionatura, chi traduce gli strumenti, quando inizierà l’indagine in Italia. La solita opacità. In passato, la partecipazione dell’Italia a IALS e a ALL è stata coordinata da Vittoria Gallina che ha lottato moltissimo per ottenere i fondi necessari per la partecipazione all’indagine. Per convincere le autorità italiane che sarebbe stato opportuno che l’Italia partecipasse almeno al terzo turno dell’indagine IALS i dirigenti OCSE si sono spostati a Roma per una riunione con i ministri Luigi Berlinguer e Tiziano Treu, entrambi ministri nel primo governo Prodi.

 

 

[1] Acronimo per International Adult Literacy Survey che l’OCSE aveva solo patrocinato, svoltasi in tre tornate, tra il 1994 e il 1998. L’Italia ha partecipato all’ultima tornata ed i risultati italiani sono inclusi nel documento di sintesi finale "Literacy in the Information Age. OECD and Statistics Canada, 2000"

[2] Acronimo per "Education Testing Serice"

[3] Acronimo per “Adult Literacy and Lifeskills Survey"

[4] Forse questo era l’intenzione nascosta dello scarso sostegno fornito a ALL

[5] Un’informazione a questo riguardo era stata data in questo sito nella breve che si può ritrovare cliccando qui