Version imprimable de cet article Version imprimable

Il 23 settembre dello scorso anno, il Centro nazionale USA sulle politiche scolastiche [1] la cui sede è nella scuola dottorale di scienze dell’educazione dell’Università del Colorado a Bolder e che è stata più volte menzionato in questo sito, ha pubblicato un documento molto critico su una pubblicazione apparsa a Londra, scritto da Peter Dolton, Olivier Marcenaro-Gutiérrez, e Adam Still che si può scaricare cliccando qui(il saggio é ovviamente in inglese)


L’esame critico del saggio è stato effettuato dal professore Ckieve Beifeld , economista al Queens College di New York, specialista di indagini sull’attribuzione delle risorse e sul rapporto costo-benefici. Beifeld rileva la presenza d molteplici errori in questo saggio i quali sfociano in conclusioni estremiste e perfino in proposte politiche del tutto irrealiste. Nonostante questi errori, il saggio ha conosciuto un grande successo sia in Europa che nel Nordamerica. Il documento di Beifeld si può scaricare, in lingua inglese, cliccando qui .


 [2] Il saggio, [3], classifica 30 paesi per riguardo all’efficienza del loro sistema scolastico servendosi di un modello che compara i punteggi nelle prove strutturate, le remunerazioni degli insegnanti, la proporzione allievi-insegnanti. Come detto, i punteggi utilizzati sono quelli dell’indagine PISA.


« La presa in considerazione di 30 sistemi scolastici e l’applicazione del modello produce una serie di previsioni di raccomandazioni politiche esposte dagli economisti dell’educazione. Per esempio si afferma che per ottenere un aumento del 5% dei punteggi nell’indagine PISA (come se questa fosse perenne) gli stipendi degli insegnanti dovrebbero aumentare in media del 14% e il numero di studenti per classe dovrebbe essere al massimo di 13 studenti" dice Beifiel basandosi sulle affermazioni contenute nel saggio esaminato." Ma, la fissazione di uno stipendio ottimale e di un numero di studenti per classe del tutto teorici in ognuno dei sistemi scolastici esaminati può talora richiedere un aumento o una diminuzione di uno o dell’altro fattore".


Il modello utilizzato nel saggio permette di identificare i livelli di stipendio nonché la dimensione ottimale delle classi per ottenere un rendimento efficiente in ogni sistema scolastico. Questi livelli ottimali, fa notare Beifiel, sono talora sorprendenti. La Svizzera [4] dovrebbe tagliare gli stipendi dei propri insegnanti di quasi la metà per allinearsi sul suo salario ottimale degli insegnanti, e l’Indonesia invece dovrebbe triplicare gli stipendi dei suoi insegnanti. Manifestamente, entrambe le politiche prodotte dal ricorso al concetto di obiettivi ottimali, sono irrealizzabili." Per quattro paesi, la dimensione ottimale della classe dovrebbe essere di due studenti per insegnante" scrive Belfield.


Queste anomalie illustrano assai bene le debolezze di questo saggio che sono racchiuse in tre elementi chiave:" la misura dei risultati è discutibile, la misura degli input è contestabile e il metodo econometrico adottato per svolgere le correlazioni non produce interpretazioni economiche chiare".


Questo saggio non fornisce nulla di nuovo senonché una volta di più" soddisfa un apparente compiacimento per i documenti che producono classifiche tra sistemi scolastici e soprattutto per i documenti nei quali si castigano i sistemi scolastici con punteggi bassi" conclude Belfield. Un saggio del genere non serve a nulla e soprattutto non permette di migliorare la comprensione di ciò che è più efficiente in un sistema scolastico.

[1] Acronimo:NEPC

[2] ndr.:Questo saggio è un tipico prodotto di una delle tendenze manifestatisi nel corso di questi ultimi anni nel settore della politica scolastica influenzato da determinate correnti economiche che sfruttano i punteggi prodotti dall’indagine PISA sui quindicenni nonché il miglioramento delle statistiche scolastiche in gran parte attribuibile alla produzione da parte dell’OCSE dell’insieme di indicatori internazionali dell’istruzione nonché l’estrema debolezza dei pedagogisti nel settore della statistica, della misura e delle analisi matematiche dei risultati scolastici.

[3] ndr.:Di cui non si è parlato, almeno a mia conoscenza, in Italia

[4] ndr.:Qui si commette sempre un grosso errore perché la Svizzera ha un sistema scolastico non unico bensì 26 sistemi scolastici. In campo scolastico la Svizzera è un sistema federalista come lo è quello statunitense. Tra l’altro non tutti i sistemi scolastici elevetici partecipano all(indagine PISA