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 Continui scossoni all’impianto scolastico

 

E’ giunta l’ora della fine della scolarizzazione a tempo pieno, prolungata e uguale per tutti, mentre in Italia si tentenna ancora sul da farsi e quest’ora non è ancora scoccata. In ogni modo non c’è pace per il sistema scolastico inglese perché il sistema deve cambia o si muore (ossia si sparisce). In Inghilterra questa massima , nella scuola, la si è capita da anni. In Italia invece vale il contrario. Se si cambia si muore, se si conserva si sopravvive.

Secondo il servizio scuola della BBC il governo ha in mente di smantellare l’esame di fine della scuola dell’obbligo (a 16 anni), il famoso GCSEs [1] e di sostituirlo con un test a 14 anni.

 

O a scuola o in formazione fino a 17 e poi a 18 anni, entro il 2015

Sinistra e destra concordano, ma non i sindacati degli insegnanti. Non si può più pretendere di tenere tutti a scuola dopo i 14 anni. La riforma è condotta da Lord Baker di Dorking, ex. ministro dell’educazione nel governo ombra dei conservatori. Baker ha dichiarato: 14 anni è un’età ragionevole e appropriata per una scelta di carriera. A undici è tropo presto , a 16 è troppo tardi; il momento giusto è 14. [2]

 

Gli ha fatto eco la baronessa Estelle Morris che è stata ministro dell’educazione nel governo laburista di Tony Blair, in occasione della celebre conferenza sull’educazione del Nord dell’Inghilterra che si è svolta in questi giorni a Blackpool. Morris ha dichiarato: "Migliaia di studenti resterebbero a scuola dopo i 16 anni se potessere ottenere il GCSE a 14 [3] perché gli studenti più portati verso la manualità potrebbero iniziare già a quell’età i corsi [4]. La dispersione scolastica diminuirebbe, perché il numero di studenti che abbandonano la scuola sarebbe di gran lunga meno alto.

Spostando l’età dell’obbligo a 18 anni, l’esame per ottenere il certificato di fine della formazione secondaria diventa obsoleto. Secondo la Baronessa Estelle, la scelta tra indirizzo professionale e indirizzo liceale va fatta a 14 [5].

 

Dulcis in fundo: le università di scienze applicate o università tecnologiche

Per attirare più studenti nell’indirizzo professionale tra i 14 e i 19 anni il governo prevede di creare una serie di università tecnologiche o di alte scuole profesionali [6], istituzione del tutto assente in Italia. L’Inghilterra arriva in ritardo su questo punto ma prima dell’Italia (la prima ad arrivarci è stata la Francia. [7]. E’ noto che solo con una possibilità di formazione prestigiosa ad alto livello si possono distogliere studenti dalle università che in Italia sono per l’appunto ingolfate, forse proprio perché le università non vogliono affatto la concorrenza delle scuole tecniche superiori. Ma presto o tardi anche in Italia si dovrà cedere come lo dimostrano le esperienze in Lombardia oppure le esperienze dei poli.

Su questi sviluppi si veda l’articolo del 6 gennaio del servizio scolastico della BBC [8]  [9]

 

 

 

 

[1] General Certificate of Secondary Education

[2] "Eleven is too soon to choose that, 16 is too late; 14 is the right age of transfer,"

[3] Intermini italiani questo significa la liquidazione del biennio

[4] Qui Morris resta molto nel vago. I conservatori invece sono più radicali

[5] Baroness Morris says pupils should pick academic and vocational routes at 14

[6] University technical colleges

[7] Si veda questo riguardo il seminario internazionale dell’ADI del 2007 e in particolare la relazione del prof. Claude Benoit

[8]

[9] Students could end academic education at 14 under coalition plans

Les documents

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