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Ecco un errore da evitare. Lo si conosceva del resto : l’apertura indiscriminato dell’accesso all’insegnamento terziario tecnico, ossia alle università di scienze applicate o agli istituti tecnici superiori, di tutti gli studenti che terminano con successo l’insegnamento secondario superiore. Cosa succede in questo caso ? Molti studenti con la maturità conseguita nei licei di cultura generale, per esempio nei licei scientifici, si ingolfano nelle vie professionali , occupano i posti che di solito sono limitati, in queste filiere, per ragioni di ordine didattico e finanziario, per cui gli studenti che finiscono con successso i licei professionali (in Italia si potrebbe dire gli ITS) non vi trovano posto. Gli istituti tecnici superiori sarebbero lo sbocco naturale per questi studenti. All’università sono di solito massacrati, in concorrenza con studenti meglio preparati di loro per seguire studi universitari classici. La loro via naturale nel sistema scolastico sarebbe quella degli istituti tecnici superiori. 

Per salvare il salvabile, in Francia sembra che nel nuovo progetto di legge sull’insegnamento terziario si introdurrà una clausola che impone per gli istituti tecnici superiori una quota di posti riservati agli studenti degli ITS.

E comprensibile che ci siano studenti dei licei "tradizionali" che vogliano indirizzarsi verso una formazione tecnica di alto livello dopo la maturità ma non sono o non dovrebbero essere equiparati agli studenti dei licei professionali o degli ITS. Soffrono infatti di una carenza di formazione tecnica e professionale. Se vogliono passare ad una filiera tecnica superiore dovrebbero accettare un complemento di formazione. Finalmente, sembrerebbe, che in Francia l’utopismo egualitario che avvantaggia la formazione di cultura generale e punisce gli studenti con doti manuali e tecniche stia cedendo.