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Formazione degli insegnanti per alunni e studenti non italofoni

 

La rivista USA « Teacher College Record » della Columbia University di New York ha pubblicato un articolo di Okhee Lee e Jaine Maerten-Rivera nel numero 8 del volume 114 apparso nel 2012, pagine 1-44 che riferisce una valutazione degli effetti di un corso di formazione degli insegnanti dalla terza alla quinta elementare esteso sull’arco di cinque anni avente come finalità il miglioramento dell’insegnamento delle scienze e contemporaneamente quello dell’inglese che non era la lingua materna degli studenti della fine della scuola primaria. L’esperienza è iniziata nel 2004 in sette scuole volontarie per la partecipazione. L’esperienza si è conclusa con l’anno scolastico 2008-2009. Titolo dell’articolo, in inglese: 

 

"Teacher Change in Elementary Science Instruction With English Language Learners: Results of a Multiyear Professional Development Intervention Across Multiple Grades"

 

Si cita qui questo articolo perché la stessa questione si pone anche nel sistema scolastico italiano dove non si sa ancora cosa fare quando ci sono in classe tanti alunni che biascicano l’italiano né come formare od aiutare gli insegnanti confrontati a questo problema.

All’esperienza hanno partecipato 198 insegnanti attivi in sette scuole situate in una provincia urbana del Sud degli USA. I risultati di questa esperienza USA [1], provengono da un questionario concepito per gli insegnanti , ossia dalle opinioni espresse dagli insegnanti , e da osservazioni in classe, ossia da osservazioni sul modo di agire degli insegnanti, hanno indicato che esiste un certo miglioramento dopo il corso in genere triennale delle conoscenze degli insegnanti e delle loro prassi didattiche nell’insegnamento della cultura scientifica ad alunni di lingua madre non inglese [2]

 

Due sono le componenti sulle quali occorre attirare l’attenzione: le conoscenze scientifiche degli insegnanti e la bravura didattica. Entrambe si possono valutare. Ci sono vari modi per farlo. 

 

Questa indagine documenta la difficoltà esistente ad insegnare una materia scientifica prestando attenzione anche all’aspetto linguistico. Questa combinazione è spesso trascurata e vale pure per gli alunni e gli studenti di lingua madre simile o identica alla lingua dell’insegnamento , che in Italia sarebbe l’italiano.  

[1] L’articolo non è protetto da copyright e può essere consultato cliccando qui

[2] Il 60% degli alunni era ispanico, il 28% era afro-americano, il 10% era bianco ma non ispanico, il 2% era asiatico o di origine indo-americana