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1 miliardo in meno per l’istruzione nel settore della scuola primaria e della scuola secondaria, annuncia il governatore del New Jersey, il repubblicano Chris Christie, neo-eletto a sorpresa governatore repubblicano in uno stato tradizionalmente democratico.

 

Si stringono i cordoni della borsa. La legge finanziaria del New Jersey, Stato americano tra i più opulenti, propone un taglio dell’11% della rubrica educazione rispetto all’anno precedente. Il mondo della scuola è alle corde: occorre fare meglio con meno. O si aumentano le imposte per coprire le spese scolastiche,oppure si taglia drasticamente nelle spese, soluzione adottata dal governatore, in uno stato dove le tasse sono già tra le più alte di tutti gli Stati Uniti. Il ricatto è tremendo e il mondo della scuola non ha alternative da proporre tranne che sollevare quisquilie di ordine giuridico.

Riduzione della spesa statale per l’istruzione: una tendenza generale

Non è solo in Italia che si riducono gli stanziamenti statali alla scuola. Nonostante le critiche rivolte agli Stati dalle organizzazioni internazionali per renderli attenti sulle conseguenze di una riduzione degli investimenti a favore dell’istruzione statale, gli Stati si comportano in modo del tutto diverso. Questo succede anche in Francia o in Svizzera. C’è qualcosa che non va nel mondo della scuola. Lo sviluppo delle scuole e l’aumento del livello di istruzione della popolazione sono senz’altro obiettivi cruciali per lo sviluppo economico e per il benessere della società ma ci si può anche chiedere se il modello di crescita e di organizzazione dell’apparato scolastico vigente siano le soluzioni più appropriate per conseguire questo obiettivo.

 

Il caso del New Jersey

In questi giorni molto scalpore ha suscitato l’annuncio del nuovo governatore dello Stato del Christie (vedi foto), che ha battuto nel novembre scorso il governatore democratico Jon Corzine, nel corso della presentazione del primo preventivo della nuova amministrazione repubblicana di fronte alle camere riunite, che non si può più continuare ad aumentare la spesa statale e a compensare il debito pubblico con un continuo aumento delle tasse. "Le amministrazioni precedenti hanno aumentato le tasse 115 volte in otto anni soltanto" ha dichiarato il governatore. "Se dovessimo aumentare una volta ancora le tasse nello stato del New Jersey che sono già al livello più alto di imposizione fiscale di tutti gli Stati Uniti, commetteremmo una follia".



Per equilibrare il bilancio statale, che nello Stato del New Jersey è un obbligo costituzionale, il governatore deve scovare 10,7 miliardi di dollari, ovverosia risparmiare una somma equivalente. 1 miliardo di dollari saranno recuperati nel bilancio per l’istruzione. Nella rubrica per l’istruzione, la diminuzione rispetto all’anno precedente è pari all’11%, con una riduzione in termini reali di 1 miliardo di dollari. La spesa totale per l’istruzione ammonta a 8 miliardi di dollari. La riduzione ha suscitato una violenta reazione da parte dei sindacati degli insegnanti. Le scuole perderanno il 5% dei fondi a loro disposizione. Il prezzo più elevato lo pagheranno le scuole dei quartieri urbani più poveri che sono in gran parte finanziate non dalle imposte locali ma dallo Stato.

La riforma della scuola costa

L’espansione del modello scolastico vigente e la sua correzione per conseguire risultati migliori o per recuperare il ritardo degli allievi deboli oppure per modificare l’organizzazione il funzionamento delle scuole allo sbando esigono un aumento delle risorse stanziate alle scuole e quindi una proporzione maggiore del bilancio dello Stato stanziata per l’istruzione. Questa tendenza mette in competizione la spesa statale per l’istruzione con la spesa statale in altri settori (la sanità, i trasporti, la protezione sociale, la cultura, la protezione dell’ambiente, ecc.). Si innesta in questo modo una concorrenza spietata tra i vari settori di spesa dello Stato. L’hobby dell’istruzione non è il più potente è il più convincente, per cui i rischi di uscire con le ossa rotta da una negoziazione con il Tesoro sono per l’istruzione molto elevati. Peraltro, se lo Stato è costretto per norma costituzionale a presentare un budget equilibrato, non c’è via di scampo: o si diminuiscono le voci di bilancio oppure si aumentano le imposte. Forse, la sola soluzione possibile, potrebbe essere quella di modificare profondamente il modello scolastico, ma non è detto che questa via, senz’altro percorribile, e sia la meno costosa.