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Un gruppo di ricercatori della Michigan State University ha effettuato una meta-analisi di 10 articoli scientifici e ha esaminato 65 articoli scientifici , 31 tesi di ricerca pubblicati tra gennaio 2001 e maggio 2015 sugli effetti dell’ attribuzione a ogni studente di una stessa classe della scuola primaria o della scuola secondaria di un computer personale.

L’esperienza più nota di questo tipo è quella che consiste nella distribuzione di un computer personale a basso costo ma di grande potenza a tutti gli alunni. Si tratta dell’esperienza OLPC [1]. Il progetto è stato curato dal MIT ed è stato adottato per esempio dal governo dell’ Uruguay che ha fornito a tutti gli alunni della scolarità obbligatoria un laptop e tutti gli studenti che vanno quindi a scuola con questo strumento [2]. La distribuzione generalizzata di un laptop è stata criticata e contestata. Finora non esistevano pero` indagini probanti sui benefici o sugli effetti di una simile operazione. Le valutazioni dell’esperienza uruguagia non sono state tutte positive. Infatti non basta distribuire a tutti gli alunni un computer per migliorare gli apprendimenti. E’ ben noto che il computer a scuola di per sé non fa miracoli. Occorre che tutta la pedagogia e tutta la didattica si trasformino, il che non va da sé. L’inserimento di un computer in scuole o in classi tradizionali non cambia nulla. 

L’indagine della Michigan State University è stata pubblicata nella rivista USA "Review of Educational Research", il 5 febbraio 2016, articolo protetto da copyright. L’articolo, in inglese, è intitolato "Learning in One-to-One Laptop Environments : A Meta-Analysis and Research Synthesis" e una sintesi in inglese si può consultare cliccando qui [3].

 

 

 

 

[1] Acronimo inglese per "One Laptop per Child"]] di cui si parla anche in questo sito [[ si effettui una ricerca con l’acronimo

[2] Il progetto OLPC è stato curato da Nicholas Negroponte

[3]  Bollettino di informazioni della Michigan State University