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Una ricerca canadese sull’uso dei computer portatili a scuola condotta con un campione d’ampiezza media di studenti (2432 studenti, 272 insegnanti, 14 specialisti coinvolti, 3 dirigenti scolastici) dell’insegnamento primario e secondario contraddice conclusioni scettiche fatte altrove (per esempio in Francia, l’esperienza nelle Lande), ma le condizioni di lavoro non erano simili per cui le esperienze non sono comparabili e i risultati nemmeno. Questo è un classico difetto delle ricerche in educazione. La comparabilità fa difetto e quindi la validità delle conclusioni è zoppicante. Ci vorrebbero gruppi di controllo sperimentali alla cieca per raccogliere prove evidenti. In ogni modo i Canadesi sostengono che il profitto scolastico migliorerebbe con i computer portatili distribuiti ad ogni allievo.

 

L’autore della ricerca, il prof. Karsenti dell’Università di Montréal, parla di maturità tecnoeducativa, sintagma analogo a quello proposto da Antonio Cavani in Italia che preferisce il concetto di "sapienza informatica".

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