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	<title>Norberto Bottani Website</title>
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	<description>Informazioni sulle politiche scolastiche e dell'istruzione Informations sur les politiques de l'&#233;ducation News about education policies</description>
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		<title>Equit&#224; e istruzione nei sistemi scolastici</title>
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		<dc:date>2013-05-22T17:07:38Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Norberto</dc:creator>


		<dc:subject>Indicateurs de l'enseignement</dc:subject>
		<dc:subject>Evaluation</dc:subject>
		<dc:subject>Recherche en &#233;ducation</dc:subject>
		<dc:subject>Enseignement secondaire</dc:subject>
		<dc:subject>Equit&#233;-&#233;galit&#233;</dc:subject>
		<dc:subject>Education Compar&#233;e</dc:subject>
		<dc:subject>Autonomie des &#233;tablissements scolaires</dc:subject>
		<dc:subject>S&#233;gr&#233;gation scolaire</dc:subject>
		<dc:subject>R&#233;sultats scolaires</dc:subject>
		<dc:subject>Crise des syst&#232;mes d'enseignement</dc:subject>
		<dc:subject>Accountability</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Sono presentati in questo articolo 10 volumi scelti in modo arbitrario e del tutto personale tra le migliaia di libri esposti nel salone delle esposizioni che &#232; il cuore del meeting annuale della societ&#224; USA di ricerca sull'istruzione scolastica. Il criterio di scelta &#232; duplice: l'attualit&#224; del tema trattato e l'interfaccia con la questione scottante dell'equit&#224; del sistema d'istruzione nonch&#233; la descrizione di politiche miranti a ridurre le discriminazioni sociali di fronte all'istruzione.&lt;/p&gt;

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&lt;a href="http://www.oxydiane.net/publications-segnalazioni/" rel="directory"&gt;Publications/Segnalazioni&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://www.oxydiane.net/mot/indicateurs-de-l-enseignement" rel="tag"&gt;Indicateurs de l'enseignement&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.oxydiane.net/mot/evaluation" rel="tag"&gt;Evaluation&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.oxydiane.net/mot/recherche-en-education" rel="tag"&gt;Recherche en &#233;ducation&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.oxydiane.net/mot/enseignement-secondaire" rel="tag"&gt;Enseignement secondaire&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.oxydiane.net/mot/equite-egalite" rel="tag"&gt;Equit&#233;-&#233;galit&#233;&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.oxydiane.net/mot/education-comparee" rel="tag"&gt;Education Compar&#233;e&lt;/a&gt;, 
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&lt;a href="http://www.oxydiane.net/mot/resultats-scolaires" rel="tag"&gt;R&#233;sultats scolaires&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.oxydiane.net/mot/crise-des-systemes-d-enseignement" rel="tag"&gt;Crise des syst&#232;mes d'enseignement&lt;/a&gt;, 
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		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.oxydiane.net/IMG/arton589.jpg&quot; width='150' height='147' style='height:147px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;p&gt;Il sistema scolastico USA come quello di tutti i paesi &#232; ingiusto, privilegia chi gi&#224; sa e aiuta solo parzialmente, in maniera frammentaria chi proviene dai ceti marginali. Numerosi programmi sono stati tentati per rendere equo il servizio scolastico pubblico ma i risultati non sono stati fin qui soddisfacenti. Il problema sussiste, probabilmente perch&#233; il difetto si situa nella concezione del sistema scolastico e d'istruzione. Le operazioni tentate finora alcune delle quali sono descritte nei volumi qui presentati non hanno contribuito che in modo parziale a ridurre le discriminazioni sociali di fronte all'istruzione. Se ne pu&#242; per&#242; parlare con cognizione di causa grazie al gran numero di ricerche scientifiche condotte su questo tema. Non si tratta di micro-indagini che concernono una decina di scuola, qualche centinaia di classi e poco migliaia di studenti ma di indagini su vasta scala che producono informazioni attendibili, osservate, misurate, contestate e criticate dalla comunit&#224; scientifica.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;	Il cuore del congresso annuale della societ&#224; USA di ricerche sull'istruzione scolastica [&lt;a href='#nb1' class='spip_note' rel='footnote' title='Questa &#232; una personale traduzione dell'acronimo AERA che sta per &quot; American (...)' id='nh1'&gt;1&lt;/a&gt;] &#232; l'esposizione di libri che &#232; un salone del libro pedagogico nel quale si offre un'opportunit&#224; unica per scoprire nuovi prodotti ed anche applicazioni informatiche delle principali case editrici USA attive sui temi dell'istruzione, della politica scolastica, della produzione di test. Il salone permette anche di prendere conoscenza dei documenti recenti dei principali centri di ricerca sulla scuola USA.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	In questo articolo si segnala una succinta selezione di dieci opere che probabilmente non saranno mai tradotte in italiano ma che potrebbero aiutare a capire alcuni problemi della scuola italiana e a captare le tendenze che caratterizzano la ricerca scientifica su alcuni temi. La scelta &#232; del tutto soggettiva ed arbitraia. E' il frutto di interessi, passioni, curiosit&#224; soggettive e non di un'analisi di mercato o di una sistematica scrematura delle preoccupazioni che circolano nel mondo della scuola italiana oppure nella politica scolastica italiana. Per esempio sono state ignorate le numerose pubblicazioni riguardanti la valutazione. Questo non &#232; un tema nuovo negli USA e chi in Italia discetta di valutazione probabilmente conosce o dovrebbe conoscere i testi fondamentali apparsi da una trentina d'anni almeno negli USA su quest'argomento.&lt;/p&gt; &lt;h1 class=&quot;parseasinTitle &quot; style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 1.7em; font-weight: normal; margin-bottom: 0px; margin-top: 0px; background-color: rgb(255, 255, 255); &quot;&gt; &lt;strong&gt;&lt;span id=&quot;btAsinTitle&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:14px;&quot;&gt;The Resegregation of Suburban Schools : A Hidden Crisis in American Education&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/h1&gt;
&lt;p&gt;	&lt;span style=&quot;font-family: verdana, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 11px; background-color: rgb(255, 255, 255); &quot;&gt;&lt;a href='http://www.amazon.com/s/ref=ntt_athr_dp_sr_1?_encoding=UTF8&amp;field-author=Edited%20by%20Erica%20Frankenberg%20and%20Gary%20Orfield&amp;search-alias=books&amp;sort=relevancerank' style=&quot;color: rgb(0, 51, 153); &quot;&gt;Edito da Erica Frankenberg and Gary Orfield&lt;/a&gt; &lt;span class=&quot;byLinePipe&quot; style=&quot;color: rgb(102, 102, 102); &quot;&gt;(Autore)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	&lt;img alt=&quot;&quot; src=&quot;http://www.oxydiane.net/IMG/UserFiles/Images/AERA13The Resegregation of Suburban Schools.jpg&quot; style='max-width: 500px; max-height: 100000px' /&gt;Questo volume &#232; una compilazione di articoli curata tra l'altro da Gary Orfield professore all'universit&#224; di Los Angeles che &#232; lo specialista delle politiche segrazioniste negli USA ed in quanto tale lavora sull'equit&#224; dei sistemi scolastici e svolge progetti sulla misura delle discriminazioni sociali di fronte all'istruzione. Il problema affrontato in questa pubblicazione &#232; di primo acchito tipicamente USA poich&#233; concerne la segregazione le cui vittime principali sono gli studenti di colore e il boicotto da parte della maggioranza bianca delle politiche anti-segregazioniste. Questo tema per&#242; pu&#242; essere estrapolato alla situazione europea, a quanto succede nelle metropoli del vecchio continente. Al posto degli studenti di colore si possono mettere gli studenti provenienti dal mondo dell'immigrazione. In Europa non c'&#232; stata una politica deliberata di desegregazione ma questa fu implicita ed ora cosa succede ? E' su questo punto che il volume &#232; utile per la presentazione delle indagini in corso negli USA e per l'illustrazione dei metodi di indagine.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	Per altro, il volume dimostra il fallimento di una politica scolastica, ed &#232; questo che soprattutto merita di essere messo in evidenza. La lotta contro la segregazione scolastica negli USA &#232; fallita come dimostra Orfield e sono le cause dello scacco di questa politica nonch&#233; della rinascita delle politiche segregazioniste a scapito della minoranza di colore che meritano di essere analizzate. Non &#232; solo una questione di razzismo ma &#232; una d'impotenza della politica scolastica .&lt;/p&gt; &lt;div class=&quot;data&quot; style=&quot;margin-bottom: 0px; display: table; font-size: 13px; padding-bottom: 6px; font-family: arial, helvetica, sans-serif; background-color: rgb(255, 255, 255); &quot;&gt; &lt;h3 class=&quot;title&quot; style=&quot;font-size: 14px; margin: 0px; padding: 0px 0px 6px; font-weight: normal; &quot;&gt; &lt;a class=&quot;title&quot; href='http://www.amazon.com/School-Choice-Improvement-Mark-Berends/dp/193474252X/ref=sr_1_1?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1368972086&amp;sr=1-1&amp;keywords=school+choice+and+school+improvement' style=&quot;font-size: 15px; color: rgb(153, 102, 51); text-decoration: none; font-weight: bold; &quot;&gt;School Choice and School Improvement&lt;/a&gt; a cura di &lt;span class=&quot;ptBrand&quot;&gt; Mark Berends, Marisa Cannata e Ellen B. Goldring,&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;bindingAndRelease&quot;&gt; 2011&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;	&lt;img alt=&quot;&quot; src=&quot;http://www.oxydiane.net/IMG/UserFiles/Images/AERA13 School Choice and School Improvement.jpg&quot; style='max-width: 500px; max-height: 100000px' /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	In questa compilazione si affronta una questione scottante delle politiche scolastiche ossia la libert&#224; di scelta della scuola. In Italia, questo problema &#232; stato sottovalutato. I bacini d'utenza sono stati smantellati senza nessuna seria indagine sulle conseguenze [&lt;a href='#nb2' class='spip_note' rel='footnote' title='Almeno per quanto se ne sappia negli ambienti scientifici' id='nh2'&gt;2&lt;/a&gt;] per cui la scolarizzazione in Italia si svolge come se tutti gli istitui scolastici fossero tra loro uguali il che lascia le famiglie libere di scegliere l'istituto scolastico prediletto. Una situazione del genere produce inevitabilmente parecchia discriminazione sociale di fronte all'istruzione perch&#233; ci sono famiglie meglio informate di altre, perch&#233; non tutti possono permettersi spostamenti costosi per fare frequentare ai propri rampolli la scuola pi&#249;prestigiosa o auella migliore oppure auella che gode di una buona nomea, perch&#233; nelle zone periferiche non ci sono molte scuole. In ogni modo non &#232; affatto vero che tutte le scuole siano tra loro uguali come lo dimostrano moltissime indagini e soprattutto le analisi sulla varianza tra scuole. In Francia invece i tentativi per liberare l'accesso alle scuole e per non pi&#249; imporre l'iscrizione ad un determinato istituto scolastico in funzione del domicilio ha prodotto molte reazioni e resistenze ed anche numerose indagini. In genere, i promotori della libert&#224; di scelta dell'istituto ritengono che il provvedimento contribuisca a migliorqre gli apprendimenti. Gli oppositori invece denunciano questa opportunit&#224; come un primo passo verso la trasformazione del mondo scolastico in un quasi mercato nel quale le scuole sono in competizione l'una con l'altra per non perdere studenti o per accrescere o mantenere il prestigio o la nomea di essere una scuola di qualit&#224;, un istituto severo nel quale si apprende e non si scherza con gli apprendimenti. La diffusione negli USA del modello delle &quot;Charter Schools&quot; ha accentuato il dibattito sui pro ed i contro della libert&#224; di scelta della scuola. Il volume rende conto di queste indagini e fa il punto sulle conoscenze fin qui accumulate su questo argomento. Il volume fornisce indicazioni sulle indagini da svolgere, sugli aspetti da considerare, su punti da non trascurare. Sarebbe bene che in Italia si svolgessero indagini multiple su questo tema tanto pi&#249; che &#232; ormai noto che tra le scuole italiane esiste una grande varianza la quale alimenta una politica favorevole alla libert&#224; di scelta e quindi alle discriminazioni scolastiche mentre un'altra strategia di politica scolastica pu&#242; essere concepita per diminuire le disparit&#224; tra scuole.&lt;/p&gt; &lt;div class=&quot;data&quot; style=&quot;margin-bottom: 0px; display: table; font-size: 13px; padding-bottom: 6px; font-family: arial, helvetica, sans-serif; background-color: rgb(255, 255, 255); &quot;&gt; &lt;h3 class=&quot;title&quot; style=&quot;font-size: 14px; margin: 0px; padding: 0px 0px 6px; font-weight: normal; &quot;&gt; &lt;a class=&quot;title&quot; href='http://www.amazon.com/Social-Class-Education-Perspectives-Context/dp/0415886961/ref=sr_1_1?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1369053069&amp;sr=1-1&amp;keywords=social+class+and+education' style=&quot;font-size: 15px; color: rgb(153, 102, 51); text-decoration: none; font-weight: bold; &quot;&gt;Social Class and Education : Global Perspectives (Education in Global Context)&lt;/a&gt; a cura di&lt;span class=&quot;ptBrand&quot;&gt; Lois Weis e Nadine Dolby&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;	&lt;img alt=&quot;&quot; src=&quot;http://www.oxydiane.net/IMG/UserFiles/Images/AERA13 Social Class and Education.jpg&quot; style='max-width: 500px; max-height: 100000px' /&gt; &lt;span style=&quot;font-family: Georgia; font-size: 16px; &quot;&gt;Anche questo volume &#232; una raccolta di saggi che meritano di essere considerati per due ragioni : dapprima perch&#233; illustrano le tendenze in atto nell'evoluzione della pedagogia comparata e poi perch&#233; evidenziano le discriminazioni sociali di fronte all'istruzione che sussistono nonostante il blaterare degli politici, dei dirigenti, dei responsabili scolastici e degli insegnanti. Alla lzttura di auesto colume si pu&#242; senz'altro affermare che la pedagogia comparata di pap&#224; &#232; morta anche se non &#232; ancora del tutto sepolta. I saggi raccolti in questo volume illustrano assai bene uno degli orientamenti che contraddistinguono la pedagogia comparata attuale. Inoltre il volume tratta con un taglio originale il tema centrale del convegno AERA 2013 ossia &quot;povert&#224; e istruzione scolastica&quot;. Nel volume sono raccolti una serie di studi empirici nei quali si esplorano le interazioni tra classi sociali, struttura sociale, opportunit&#224; d'istruzione e risultati scolastici su vasta scala, con uno sguardo comparato internazionale. Si esce insomma dai confini USA ed anche questo aspetto, ossia la grande atteenzione alla comparazione &#232; una novit&#224;. Il punto di partenza comune &#232; la globalizzazione e le sue conseguenze come le migrazioni internazionali, la trasformazione del commercio, l'impatto della finanza mondiale e le sue ramificazioni sulle politiche scolastiche e la struttura sociale, temi in genere poco trattati sia da un punto di vista empirico che da uno teorico mentre invece ci si deve interrogare su come la povert&#224; si riproduce nelle societ&#224; contemporanee, su come le classi sociali si rinnovano , su come il servizio scolastico statale concorre a mantenere ed a riprodurre nel mondo intero l'organizzazione della societ&#224; in classi sociali, su come fa i conti con l'apparizione di nuove classi sociali, sia al vertice che alla base dell'organizzazione sociale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	&lt;span style=&quot;font-family: Georgia; font-size: 16px; &quot;&gt;Il primo saggio di Adam Gamoran, professore all'universit&#224; del Wisconsin-Michigan ed uno degli specialisti USA degli studi internazionali sulla scuola &#232; particolarmente meritevole di attenzione. Gamoran ha presentato il suo saggio nella sessione intitolata &quot; Poverty and Privilege in the Changing Global Landscape : Education and the production of New Forms of Social Stratification&quot; [&lt;a href='#nb3' class='spip_note' rel='footnote' title='Povert&#224; e privilegi in un contesto globale in mutazione : istruzione e (...)' id='nh3'&gt;3&lt;/a&gt;].&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;div class=&quot;data&quot; style=&quot;margin-bottom: 0px; display: table; font-size: 13px; padding-bottom: 6px; font-family: arial, helvetica, sans-serif; background-color: rgb(255, 255, 255); &quot;&gt; &lt;h3 class=&quot;title&quot; style=&quot;font-size: 14px; margin: 0px; padding: 0px 0px 6px; font-weight: normal; &quot;&gt; &lt;a class=&quot;title&quot; href='http://www.amazon.com/Beyond-Tracking-Multiple-Pathways-Participation/dp/193474204X/ref=sr_1_1?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1369056052&amp;sr=1-1&amp;keywords=Beyond+tracking' style=&quot;font-size: 15px; color: rgb(153, 102, 51); text-decoration: none; font-weight: bold; &quot;&gt;Beyond Tracking : Multiple Pathways to College, Career, and Civic Participation&lt;/a&gt; a cura di &lt;span class=&quot;ptBrand&quot;&gt; Jeannie Oakes e Marisa Saunders&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;	&lt;img alt=&quot;&quot; src=&quot;http://www.oxydiane.net/IMG/UserFiles/Images/AERA13Beyond Tracking.jpg&quot; style='max-width: 500px; max-height: 100000px' /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;span style=&quot;font-family: Georgia; font-size: 16px; &quot;&gt;Questo volume &#232; ormai un classico e raccoglie le indagini recenti della professoressa Jeannie Oakes che ha dedicato tutta la sua vita scientifica ed universitaria all'analisi delle modalit&#224; di organizzazione della scuola media e pi&#249; in generale dell'insegnamento secondario per mostrare le conseguenze nefaste di una strategia scolastica che propone indirizzi esigenti per gli studenti migliori ed indirizzi pratici, poco esigenti, per gli studenti deboli. All'interno delle scuole medie, ovunque nel mondo, &#232; raro che l'insegnamento sia impostato per classi eterogenee nelle quali sono raggruppati studenti forti e studenti deboli. &#200; infatti molto pi&#249; difficile insegnare in classi eterogenee che non in classi omogenee con studenti della stessa capacit&#224; intellettuale. Oakes ha dimostrato che dal punto di vista dell'equit&#224; e degli apprendimenti le classi eterogenee nelle quali studenti con qualit&#224; differenti siedono uno accanto all'altro e sono in contatto tra loro durante le lezioni e non solo aricreazione permettono di migliorare gli apprendimenti degli studenti deboli senza penalizzare affatto la progressione e gli apprendimenti degli studenti forti. La professoressa Oakes ha ricevuto il premio 2013 dell'AERA nella sezione &#8220;Social Justice in Education&quot; [&lt;a href='#nb4' class='spip_note' rel='footnote' title='Giustizia sociale nella scuola' id='nh4'&gt;4&lt;/a&gt;] ed ha tenuto una prolusione ; molto applaudita, intitolata &#8220;Evidence and Activism : Research to Challenge Structures of Inequality&#8221; [&lt;a href='#nb5' class='spip_note' rel='footnote' title='Evidenze e attivismo : indagini che sfidano le strutture della (...)' id='nh5'&gt;5&lt;/a&gt;]. Per certi versi, le indagini molto coerenti su un periodo di vent'anni circa di Jeannie Oakes sono discutibili ma nondimeno meritano di essere considerate perch&#233; attirano l'attenzione su una delle facce nascoste dell'organizzazione dell'insegnamento secondario, ossia sulla segregazione latente all'opera dentro le scuole che si proclamano ufficialmente come &#8220;scuole medie uniche&#8221; ma che uniche non sono affatto. D'altra parte, il problema dell'insegnamento a studenti con competenze diverse &#232; davvero un grattacapo per molti insegnanti. Le analisi di Oakes permettono in primo luogo di evidenziare la presenza nelle suole di operazioni pi&#249; o meno larvate che discriminano gli studenti in funzione della classe sociale di origine e delle competenze ed in secondo luogo suggeriscono e illustrano modalit&#224; alternative per gestire classi scolastiche eterogenee. La conclusione pi&#249; rilevante &#232; che non esiste una sola via, un solo indirizzo, una sola filiera per progredire e per accedere agli studi superiori o per immatricolarsi all'universit&#224; ma che questo obiettivo pu&#242; essere conseguito seguendo percorsi scolastici, ossia curricoli diversi, che non penalizzano gli studenti ; ma ci&#242; comporta una riorganizzazione dell'insegnamento secondario.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;div class=&quot;data&quot; style=&quot;margin-bottom: 0px; display: table; font-size: 13px; padding-bottom: 6px; font-family: arial, helvetica, sans-serif; background-color: rgb(255, 255, 255); &quot;&gt; &lt;h3 class=&quot;title&quot; style=&quot;font-size: 14px; margin: 0px; padding: 0px 0px 6px; font-weight: normal; &quot;&gt; &lt;a class=&quot;title&quot; href='http://www.amazon.com/Choices-Challenges-Charter-Performance-Perspective/dp/1612505414/ref=sr_1_1?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1369058373&amp;sr=1-1&amp;keywords=choice+and+challenges' style=&quot;font-size: 15px; color: rgb(153, 102, 51); text-decoration: none; font-weight: bold; &quot;&gt;Choices and Challenges : Charter School Performance in Perspective&lt;/a&gt; a cura di &lt;span class=&quot;ptBrand&quot;&gt; Priscilla Wohlstetter, Joanna Smith e Caitlin C. Farrell&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;	&lt;img alt=&quot;&quot; src=&quot;http://www.oxydiane.net/IMG/UserFiles/Images/AERA13Choices and Challenges.jpg&quot; style='max-width: 500px; max-height: 100000px' /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;span style=&quot;font-family: Georgia; font-size: 16px; &quot;&gt;L'esperienza delle &#8220;Charter Schools&quot; &#232; senz'altro una delle pi&#249; controverse ma anche una delle pi&#249; osservate e studiate dalla comunit&#224; scolastica scientifica USA. I confronti tra il modello delle &#8220;Charter Schools&quot; e quello delle scuole statali tradizionali &#232; molto problematico perch&#233; lo statuto delle &#8220;Charter Schools&quot; cambia da Stato a Stato e quindi l'esperienza non si svolge secondo criteri uniformi in tutti i 50 Stati degli USA. Alcune indagini meritano tuttavia di essere prese in considerazione per la qualit&#224; e il rigore del metodo adottato. Grazie a queste indagini si sono apprese molte cose su come le &#8220;Charter Schools&#8221; funzionano e sui risultati che ottengono. Di una cosa si pu&#242; essere certi : nonostante la quantit&#224; delle indagini sussistono molti punti oscuri. In questo volume sono state raccolte una serie di indagini empiriche che mettono in evidenza le lacune della ricerca scientifica sulle &#8220;Charter Schools&quot; che sono tali da giustificare ulteriori indagini. Si discutono inoltre le statistiche, le informazioni a disposizione e le risorse che occorrerebbero per impostare nuove indagini e per proporre indirizzi prioritari da seguire nel futuro. Il volume &#232; interessante proprio perch&#233; dimostra quanto importante sia discutere i limiti e le indagini vigenti prima di trarre conclusioni generali sulla validit&#224; o sulla inutilit&#224; di un' esperienza come quella delle &#8220;Charter Schools&quot; che inizialmente si prefiggeva di esautorare le scuole dell'obbligo di applicare i regolamenti ed i programmi delle scuole tradizionali, di assegnare una franchigia agli istituti scolastici con la speranza che ci&#242; facendo di conseguissero risultati scolastici migliori. Quest'intenzione &#232; stata interpretata in diversi modi nei vari Stati a seconda della forza dell'opposizione dei difensori della scuola statale tradizionale. Non tutto &#232; filato liscio conl'esperienza delle &quot;Charter Schools&quot; ed &#232; questo aspetto che attira l'attenzione dei saggi che compongono il volume. Perch&#233; il sistema scolastico tradizionale resiste, quali argomenti tira in ballo, perch&#233; l'innovazione alterna alti e bassi ?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;div class=&quot;data&quot; style=&quot;margin-bottom: 0px; display: table; font-size: 13px; padding-bottom: 6px; font-family: arial, helvetica, sans-serif; background-color: rgb(255, 255, 255); &quot;&gt; &lt;h3 class=&quot;title&quot; style=&quot;font-size: 14px; margin: 0px; padding: 0px 0px 6px; font-weight: normal; &quot;&gt; &lt;a class=&quot;title&quot; href='http://www.amazon.com/Data-Action-Community-Improving-Education/dp/1612505465/ref=sr_1_1?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1369144519&amp;sr=1-1&amp;keywords=from+data+to+action' style=&quot;font-size: 15px; color: rgb(153, 102, 51); text-decoration: none; font-weight: bold; &quot;&gt;From Data to Action : A Community Approach to Improving Youth Outcomes (Harvard Education Letter Impact Series)&lt;/a&gt; a cura di &lt;span class=&quot;ptBrand&quot;&gt; Milbrey McLaughlin e Rebecca A. London&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;	&lt;img alt=&quot;&quot; src=&quot;http://www.oxydiane.net/IMG/UserFiles/Images/AERA13From Data to Action.jpg&quot; style='max-width: 500px; max-height: 100000px' /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;span style=&quot;font-family: Georgia; font-size: 16px; &quot;&gt;Questo volume &#232; interessante per molteplici ragioni : la prima perch&#233; &#232; stato curato da Milbrey McLuaghlin che &#232; una specialista di , sulla breccia da una quarantina di anni, poi perch&#233; si tratta di un testo pubblicato dall'universit&#224; di Harvard ed infine perch&#233; nel volume si affronta di petto la questione dell'uso dei dati e delle statistiche per gestire il cambiamento nella scuola. Questa &#232; forse la grande svolta che contraddistingue le riforme scolastiche di questo ultimo ventennio ed &#232; anche l'ostacolo principale contro il quale si urtano le riforme pi&#249; avanguardistiche che devono fare i conti con le resistenze, l'ottusit&#224;, l'incompetenza di molti insegnanti e di molti dirigenti. Il volume &#232; stato concepito come una guida proprio per questo pubblico nonch&#233; per i responsabili scolastici a livello locale e per i ricercatori i quali sono invitati a riflettere sulla natura di dati che potrebbero servire come leva per il cambiamento e per identificare le politiche pi&#249; efficaci, gli interventi che si impongono e le risorse da sfruttare sul territorio, tenendo conto delle condizioni locali. Sempre pi&#249; ci si rende conto che le influenze che concorrono a modellare l'ambiente nel quale i bambini e gli studenti crescono al di fuori delle scuole sono quanto mai nei rilevanti. Non basta quindi costruire banche dati [&lt;a href='#nb6' class='spip_note' rel='footnote' title='Warehouse' id='nh6'&gt;6&lt;/a&gt;] per scrutare i progressi degli studenti e per ponderare gli interventi all'interno della scuola della burocrazia scolastica. &#200; assolutamente indispensabile adottare un atteggiamento olistico per captare e capire come si comportano gli studenti dentro e fuori la scuola e per tratteggiare gli interventi , anzi una combinazione degli interventi che sembrerebbero pi&#249; promettenti per ottenere i migliori risultati all'interno delle scuole. Moltissime leggi concepite per proteggere le persone impediscono di raccogliere informazioni utili ed anzi indispensabili per la scuola. Questo &#232; un problema non indifferente ed &#232; ora che i specifichino le eccezioni che consentano ai ricercatori di violare le norme della privacy per fini di ricerca o per l'itruzione &quot;tour court&quot;. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	&lt;span style=&quot;font-family: Georgia; font-size: 16px; &quot;&gt;In questo volume si raccolgono una serie di saggi di autori che descrivono iniziative di vario tipo per comporre un archivio di dati sui giovani che serva veramente alla vita scolastica cos&#236; come &#232; tuttora concepita. Il volume &#232; proprio una specie specie di guida per aiutare i responsabili scolastici ad ogni livello a raccogliere le informazioni che contano affinch&#233; le singole scuole possano disporre di quei dati che potrebbero servire &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Georgia; font-size: 16px; &quot;&gt;loro &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Georgia; font-size: 16px; &quot;&gt;per impostare strategie pedagogiche efficaci. Si tratta di un libro pionieristico ed &#232; per questa ragione che &#232; inserito in questa lista nonostante i timori e le riserve che si possono esprimere di fronte al dilagare delle banche dati sui giovani e sugli studenti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;div class=&quot;data&quot; style=&quot;margin-bottom: 0px; display: table; font-size: 13px; padding-bottom: 6px; font-family: arial, helvetica, sans-serif; background-color: rgb(255, 255, 255); &quot;&gt; &lt;h3 class=&quot;title&quot; style=&quot;font-size: 14px; margin: 0px; padding: 0px 0px 6px; font-weight: normal; &quot;&gt; &lt;a class=&quot;title&quot; href='http://www.amazon.com/Futures-School-Reform-Edited-Mehta/dp/161250471X/ref=sr_1_1?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1369146191&amp;sr=1-1&amp;keywords=Futures+school+reforms' style=&quot;font-size: 15px; color: rgb(153, 102, 51); text-decoration: none; font-weight: bold; &quot;&gt;The Futures of School Reform&lt;/a&gt; &lt;span class=&quot;ptBrand&quot;&gt;a cura di Jal Mehta, Robert B. Schwartz e Frederick M. Hess&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;	&lt;img alt=&quot;&quot; src=&quot;http://www.oxydiane.net/IMG/UserFiles/Images/AERA13Future os School Reform.jpg&quot; style='max-width: 500px; max-height: 100000px' /&gt; &lt;span style=&quot;font-family: Georgia; font-size: 16px; &quot;&gt;Anche questo volume &#232; stato pubblicato dall'universit&#224; di Harvard ed &#232; la relazione finale di tre anni di lavoro da parte di un gruppo di esperti della scuola negli Stati Uniti riunito dalla Harvard Graduate School of Education, ossia dalla scuola post-dottorale nel settore scolastico dell'Universit&#224; di Harvard. Il gruppo di lavoro &#232; partito dalla constatazione che le riforme scolastiche tentate finora non hanno dato i risultati sperati. Il volume tratteggia una variet&#224; di prospettive di riforma e di politica scolastica che trascendono i limiti piuttosto conservatori delle concezioni attuali e che prospettano soluzioni alternative che scombussolano l'impianto scolastico vigente. Del resto, di questo lavoro se ne &#232; gi&#224; parlato in questo sito(cliccare &lt;a href=&quot;http://www.oxydiane.net/politiche-scolastiche-politiques/breve/the-futures-of-school-reform&quot; class='spip_in' hreflang='en'&gt;qui&lt;/a&gt;). Nonostante la diversit&#224; di opinioni esistenti tra i membri del gruppo di lavoro, i differenti punti di vista hanno finito per coincidere nell'identificazione di alcuni punti di forza sui quali fare leva per generare un cambiamento radicale e altamente necessario del sistema scolastico. Lo scopo di questo libro non &#232; tanto quello di presentare una serie di opzioni o di scenari politici. Per i membri del gruppo &#232; evidente che lo scenario della conservazione non &#232; pi&#249; difendibile ma occorre anche prendere atto che per il momento coesistono punti di vista molto contrastanti. Il gruppo ha tentato di identificare quali fossero i limiti comuni alle tensioni che oppongono coloro i quali si prefiggono di modificare la scuola perch&#233; questa &#232; una delle vie da seguire per scegliere una buona strategia di riforma. &#200; indubbio che il sistema scolastico attuale, ovunque, non pu&#242; fare a meno di miglioramenti radicali anche semplicemente per il fatto che &#232; incapace di competere con quanto succede nell'economia globale. Le diverse voci che si esprimono in questo volume dimostrano che non c'&#232; una sola soluzione ma tutti concordano sul fatto dell'urgenza di un intervento e di una riforma radicale sul sistema scolastico.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;div class=&quot;data&quot; style=&quot;margin-bottom: 0px; display: table; font-size: 13px; padding-bottom: 6px; font-family: arial, helvetica, sans-serif; background-color: rgb(255, 255, 255); &quot;&gt; &lt;h3 class=&quot;title&quot; style=&quot;font-size: 14px; margin: 0px; padding: 0px 0px 6px; font-weight: normal; &quot;&gt; &lt;a class=&quot;title&quot; href='http://www.amazon.com/Heterogenius-Classrooms--Behind-Scenes-Detracking-Science--/dp/0807752460/ref=sr_1_1?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1369228249&amp;sr=1-1&amp;keywords=heterogenius+classrooms' style=&quot;font-size: 15px; color: rgb(153, 102, 51); text-decoration: none; font-weight: bold; &quot;&gt;''Heterogenius'' Classrooms&#8212;Behind the Scenes : Detracking Math and Science&#8212;A Look at Groupwork in Action&lt;/a&gt;,&lt;span class=&quot;ptBrand&quot;&gt; Maika Watanabe&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;	&lt;img alt=&quot;&quot; src=&quot;http://www.oxydiane.net/IMG/UserFiles/Images/AERA13Heterogenius Classrooms.jpg&quot; style='max-width: 500px; max-height: 100000px' /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Georgia; font-size: 16px; &quot;&gt;Anche questo volume &#232; destinato ai professori della scuola media che ritengono impossibile oppure molto difficile insegnare in particolare la matematica e le scienze a classi composte da studenti con livelli conoscitivi diversi. La ricerca scientifica ha ampiamente documentato i benefici dell'insegnamento in classi eterogenee, ma la maggioranza degli insegnanti e dell'opinione pubblica che ha voce in capitolo persiste nel ritenere che le classi debbano essere suddivise per livelli di competenza accademica. Il libro va in un certo senso controcorrente e fornisce numerosi esempi e testimonianze di successi nell'insegnamento in classi eterogenee. Il successo beninteso &#232; misurato con i risultati convalidati da valutazioni appropriate . Si pu&#242; quindi insegnare con esiti non solo onorevoli ma anche positivi in classi composte da gruppi di studenti tra loro molto diversi per abilit&#224; conoscitive. I migliori non soffrono, ossia non subiscono nessun danno dal punto di vista degli apprendimenti per il fatto di trovarsi accanto a compagni meno forti e quest'ultimi fruiscono del traino dei compagni pi&#249; forti. Queste indagini sono interessanti dal punto di vista didattico ma sono anche limitate perch&#233; presuppongono che nella scuola media unica le classi siano composte da studenti nella stessa generazione, che ci siano programmi unici identici per tutti da realizzare nel corso dell'anno scolastico ed ignorano soprattutto quanto succede dopo la scuola media. A questo riguardo ci sono poche indagini che valutano i risultati scolastici degli studenti che escono dalle classi eterogenee della scuola media. Queste indagini dimostrerebbero che in brevissimo tempo il divario conoscitivo e di competenze che alla fine della scuola media tra gli studenti di queste classi scolastiche &#232; alquanto ridotto si ristabilisce e si accentua. Quindi gli effetti dell'istruzione in classi eterogenee per competenze non si prolungano ed i benefici intellettuali che ne traggono gli studenti deboli sembra che scompaiono in pochi mesi.Un'altra cosa sono i benefici emotivi, affettivi, picologici. Questo &#232; un campo che merita di essere esplorato ulteriormente. Il volume &#232; accompagnato da un DVD di 80 minuti che illustra le buone pratiche di un insegnamento della matematica e delle scienze nella scuola media in classi eterogenee. Il libro che accompagna il disco include piani di lezioni, appunti presi dagli studenti, riflessioni scritte da parte degli insegnanti. Questo volume &#232; il corrispondente pratico dei numerosi lavori presentati nel testo coordinato da Jeannie Oakes citato in precedenza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	&lt;span style=&quot;font-family: Georgia; font-size: 16px; &quot;&gt;Il difetto principale di questo lavoro consiste nel fatto che si d&#224; per acquisita l'impostazione scolastica vigente, che si propongono esperienze di per s&#233; anche convincenti per correggere i principali difetti dell'organizzazione scolastica attuale come per esempio quelli constatati da numerosissime indagini sulla scuola media, mentre invece sarebbe pi&#249; che opportuno riflettere su modelli radicalmente alternativi che implichino anche il sacrificio di questo anello dell'istruzione consolidatosi man mano con la giusta &#8220;massificazione&#8221; dell'istruzione scolastica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	Per concludere non possono mancare due segnalazioni a volumi consacrati all'indagine internazionale condotta dall'OCSE sulle competenze e le conoscenze dei quindicenni, ossia l'indagine PISA. Finalmente, si potrebbe dire, iniziano ad apparire lavori critici che mettono in evidenza i difetti, i limiti i problemi di un' indagine che ha indubbiamente modificato il panorama politico scolastico di quest'ultimo decennio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	&lt;img alt=&quot;&quot; src=&quot;http://www.oxydiane.net/IMG/UserFiles/Images/AERA13 Research on PISA.jpg&quot; style='max-width: 500px; max-height: 100000px' /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Il primo di questi due volumi &#232; una compilazione curata dal professor Manfred Prenzel dell'universit&#224; di Monaco che raccoglie i contributi presentati al congresso dedicato ai problemi della ricerca scientifica posti dall'indagine PISA che si &#232; tenuto a Kiel in Germania dal 14 al 16 settembre 2009. Questo tipo di incontri &#232; molto importante per permettere alla comunit&#224; scientifica che lavora sulle valutazioni internazionali su vasta scala di discutere i problemi metodologici posti dalla raccolta e dall'analisi dei dati. Nulla &#232; perfetto in questo cqmpo e il confronto scientifico &#232; fondamentale. A questo incontro hanno partecipato alcuni degli esperti pi&#249; noti a livello mondiale coinvolti nella realizzazione dell'indagine PISA. La pubblicazione dei loro contributi permette di farsi un'idea idea delle questioni in sospeso e tuttora criticate concernenti la realizzazione di questa indagine e l'usufrutto nonch&#233; l'interpretazione della massa di dati raccolti. Si tratta dunque di un volume quanto mai utile per penetrare nelle viscere dell'indagine PISA, per conoscerne i difetti, i punti deboli, ed &#232; quindi raccomandabile a tutti coloro che si occupano di questa indagine e soprattutto a coloro che contestano l'indagine e la criticano. Il volume &#232; stato pubblicato dalla casa editrice tedesca Springer. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;	&lt;span style=&quot;font-family: Georgia; font-size: 16px; &quot;&gt;Si tratta della prima pubblicazione dedicata completamente all'indagine Pisa che riunisce i contributi di esperti operanti in diversi campi. Il volume fornisce prospettive stimolanti sulla ricerca comparata risultante dalle analisi su vasta scala. L'obiettivo di questo volume &#232; quello di fornire ad un pubblico allargato i risultati delle ricerche svolte attorno all'indagine Pisa. In particolare, vengono trattati quattro temi :&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; &quot;&gt; -Le indagini riguardanti i contenuti ;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; &quot;&gt; -gli aspetti metodologi ;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; &quot;&gt; -le ricerche riguardanti il contesto ;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; &quot;&gt; -le ricerche sulle tendenze di sviluppo e sull'evoluzione di questa indagine.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; &quot;&gt; Uno dei contributi pi&#249; interessanti &#232; quello sugli effetti del tempo dedicato all'apprendimento sui risultati degli studenti. Se ne deduce che l'aumento del numero di ore d'apprendimento non &#232; necessariamente un fattore che contribuisce ad un miglioramento dei risultati. Si aveva questo sospetto con l'analisi dei dati degli studenti quindicenni finlandesi. Del resto, le indagini anteriori a PISA condotte dall'IEA avevano gi&#224; attirato l'attenzione su questo fatto. Non &#232; la quantit&#224; di ore di insegnamento che conta ma il modo con il quale si insegna e si apprende. L'indagine PISA molto pi&#249; estesa delle indagini IEA conferma questa conclusione.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(34, 34, 34); background-color: rgb(255, 255, 255); font-size: 15px; font-weight: bold; font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; margin: 0px; padding: 0px; &quot;&gt; PISA, Power, and Policy&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(34, 34, 34); font-size: 13px; background-color: rgb(255, 255, 255); font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; margin: 0px; padding: 0px; &quot;&gt; &lt;em&gt;&lt;strong&gt;the emergence of global educational governance&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(34, 34, 34); background-color: rgb(255, 255, 255); font-size: 11px; font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; margin: 0px; padding: 0px 0px 10px; &quot;&gt; Edited by HEINZ-DIETER MEYER &amp; AARON BENAVOT&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(34, 34, 34); background-color: rgb(255, 255, 255); font-size: 11px; font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; margin: 0px; padding: 0px 0px 10px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(34, 34, 34); background-color: rgb(255, 255, 255); font-size: 11px; font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; margin: 0px; padding: 0px 0px 10px; &quot;&gt; &lt;img alt=&quot;&quot; src=&quot;http://www.oxydiane.net/IMG/UserFiles/Images/AERA13 PISA,POWER, and Policy.jpg&quot; style='max-width: 500px; max-height: 100000px' /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; &quot;&gt; Il secondo volume sull'indagine PISA meritevole di attenzione &#232; pure una compilazione di saggi coordinata da giovani specialisti della recente scuola di educazione comparata. Il taglio di questo volume &#232; totalmente diverso dal precedente perch&#233; si sofferma sulle correlazioni esistenti tra la diffusione strepitosa e del resto inattesa dell'indagine PISA, il potere e la politica scolastica. L'indagine PISA &#232; analizzata come una manifestazione dell'emergenza di un governo globale dell'istruzione scolastica. Del resto, nel settore delle politiche scolastiche &#232; ormai pressoch&#233; impossibile ignorare l'indagine PISA organizzata e amministrata con grande abilit&#224; ma anche con grande competenza dall'OCSE. L'indagine PISA sta diventando un punto di riferimento fisso delle politiche scolastiche ed &#232; utilizzata, a ragione o a torto, dai promotori come pure dai finanziatori, che sono in gran parte i governi, come lo strumento principale per instaurare un regime d!struzione globale unico, uniforme, globale. Lo scopo di questo volume &#232; di problematizzare questo sviluppo e di relativizzare in un certo senso il peso che l'indagine PISA sta acquistando sul piano istituzionale come forza dominante di sviluppo di un sistema scolastico universale. Nel volume viene scrutato il ruolo dell'indagine PISA rispetto all'emergenza di un governo mondiale dell'istruzione scolastica e si mette in discussione la presunzione secondo la quale la qualit&#224; dei sistemi scolastici nazionali pu&#242; essere valutata con uno strumento del genere del resto poco sensibile e poco attento alla diversit&#224; culturale e istituzionale del panorama mondiale. Va qui ricordato che l'indagine PISA non &#232; nata per valutare i sistemi scolastici ma i governi hanno fatto di testa propriaed in un certo seno l'indagine &#232; sfuggita di mano ai suoi promotori.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; &quot;&gt; Il libro solleva questione di grande importanza come per esempio quella del rischio di generare una evoluzione senza precedenti della standardizzazione mondiale dell'istruzione scolastica con l'intenzione di controllare pi&#249; da vicino le scuole e di agganciarle ad una logica unica di efficienza economica mettendo a repentaglio la funzione educativa consistente a preparare gli studenti ad un pensiero critico indipendente che sfoci in una partecipazione alla vita sociale e democratica non gregaria. Da questi elementi si pu&#242; intuire importanza di questo volume che in maniera intelligente pone questioni rilevanti e che non possono essere accantonate con risposte fondate unicamente sulla perfezione tecnica degli strumenti approntati per condurre l'indagine.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;hr /&gt;
		&lt;div class='rss_notes'&gt;&lt;p&gt;[&lt;a href='#nh1' id='nb1' class='spip_note' title='Note 1' rev='footnote'&gt;1&lt;/a&gt;] Questa &#232; una personale traduzione dell'acronimo AERA che sta per &quot; &lt;a href=&quot;http://www.aera.net/&quot; class='spip_out' rel='external'&gt;American Educational Research Association&lt;/a&gt;&quot;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;[&lt;a href='#nh2' id='nb2' class='spip_note' title='Note 2' rev='footnote'&gt;2&lt;/a&gt;] Almeno per quanto se ne sappia negli ambienti scientifici&lt;/p&gt; &lt;p&gt;[&lt;a href='#nh3' id='nb3' class='spip_note' title='Note 3' rev='footnote'&gt;3&lt;/a&gt;] Povert&#224; e privilegi in un contesto globale in mutazione : istruzione e produzione di nuove forme di stratificazione sociale&lt;/p&gt; &lt;p&gt;[&lt;a href='#nh4' id='nb4' class='spip_note' title='Note 4' rev='footnote'&gt;4&lt;/a&gt;] Giustizia sociale nella scuola&lt;/p&gt; &lt;p&gt;[&lt;a href='#nh5' id='nb5' class='spip_note' title='Note 5' rev='footnote'&gt;5&lt;/a&gt;] Evidenze e attivismo : indagini che sfidano le strutture della disuguaglianza&lt;/p&gt; &lt;p&gt;[&lt;a href='#nh6' id='nb6' class='spip_note' title='Note 6' rev='footnote'&gt;6&lt;/a&gt;] Warehouse&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
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		<title>Scuola e povert&#224; (Education and poverty)</title>
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		<dc:date>2013-05-21T16:56:23Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Norberto</dc:creator>


		<dc:subject>Evaluation</dc:subject>
		<dc:subject>Recherche en &#233;ducation</dc:subject>
		<dc:subject>Equit&#233;-&#233;galit&#233;</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Introduzione alla presentazione di documenti e relazioni raccolti all'incontro annuo dell'AREA, l'Associazione USA di ricerche sull'istruzione scolastica che &#232; dominata dai dipartimenti universitari che formano gli insegnanti nonch&#233; dal maggior sindacato americano degli insegnanti, la NEA ossia la &quot;National Education Association&quot; che non &#232; proprio un'associazione progressista ma che ha una potenza elettorale considerevole per cui l'AREA e la classe politica USA la trattano con tutte le attenzioni che si impongono.&lt;/p&gt;

-
&lt;a href="http://www.oxydiane.net/recherche-en-education-problemi-di/" rel="directory"&gt;Recherche en &#233;ducation / Problemi di ricerca sulla scuola, l'insegnamento, gli apprendimenti&lt;/a&gt;

/ 
&lt;a href="http://www.oxydiane.net/mot/evaluation" rel="tag"&gt;Evaluation&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.oxydiane.net/mot/recherche-en-education" rel="tag"&gt;Recherche en &#233;ducation&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.oxydiane.net/mot/equite-egalite" rel="tag"&gt;Equit&#233;-&#233;galit&#233;&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.oxydiane.net/IMG/arton590.jpg&quot; width='150' height='147' style='height:147px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;p&gt;Il tema dell'incontro di quest'anno era &quot;Scuola e povert&#224;&quot; che ha offerto la traccia per presentare e discutere centinaia di indagini scientifiche miranti a sfruttare l'istruzione scolastica per ridurre la povert&#224; nella societ&#224;. Il tema era allettante ma le relazioni dense di contributi teorici nuovi sono state scarse. Per la maggior parte dei relatori USA la povert&#224; &#232; sinonimo di razzismo, di segregazione razziale. Infatti molti erano i rappresentanti di colore presenti e numerose sono state le relazioni su esperienze impostate per motivare gli studenti afro-americani a studiare. Da questo punto di vista il convegno non &#232; stato molto stimolante. Qualche sprazzo di novit&#224;, di riflessioni alternative, ma troppo poco anche se si deve ammettere che la lotta contro la segregazione scolastica degli studenti di colore negli Stati Uniti non ha dato i frutti sperati. Questa relativa delusione &#232; stata compensata da altri aspetti. In primo luogo dall'abbondanza delle indagini empiriche che erano del tutto assenti alcuni anni fa; poi dal ricorso alla comparazione internazionale ed infine dall'uso massiccio delle nuove tecnologie. Esperienza affascinante che ha indotto molti a chiedersi se valesse ancora la pena organizzare convegni di questo tipo, spostare persone da un capo all'altro degli Stati Uniti.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;	&lt;span style=&quot;font-family: Noteworthy-Light; font-size: 15px; &quot;&gt;L'AERA meeting [&lt;a href='#nb1' class='spip_note' rel='footnote' title='AERA : acronimo per American Educational Research Association' id='nh1'&gt;1&lt;/a&gt;] &#232; l'incontro annuale della Societ&#224; Americana di ricerca sullla scuola [&lt;a href='#nb2' class='spip_note' rel='footnote' title='Questa &#232; una personale traduzione' id='nh2'&gt;2&lt;/a&gt;]. La manifestazione riunisce una buona parte della comunit&#224; che negli Stati Uniti svolge indagini sull'istruzione scolastica e sulle politiche scolastiche, permette ai membri di questa comunit&#224; di trovarsi una volta all'anno per presentare le indagini in cantiere o appena terminate, di confrontare le opinioni sui metodi di lavoro, di incontrare i responsabili politici che si occupano di scuola negli Stati Uniti nonch&#233; di promozione della ricerca scientifica nel campo scolastico, di ponderare, correggere, contestare, criticare le loro opzioni, di esporre e di spiegare quando &#232; possibile , quando le prove sono convincenti, conclusioni di indagini che vanno considerate come punti fermi. Evidentemente l'incontro &#232; l'apice della vita dell'associazione che rappresenta la maggior parte della comunit&#224; scientifica attiva nel settore dell'istruzione scolastica americana, ma non solo. La vita interna dell'associazione consente di coronare la carriera scientifica accademica occupando posti rilievo alla testa dell'associazione. Del resto non si fa carriera nella societ&#224; scientifica senza meriti. I posti ed i riconoscimenti si ottengono sul campo, per i risultati scientifici prodotti e riconosciuti dai membri dell'associazioe.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	&lt;span style=&quot;font-family: Noteworthy-Light; font-size: 15px; &quot;&gt; Non tutti si prestano al gioco, ma le star della pedagogia americana sono quasi tutte presenti ogni anno e si prestano al gioco, intervengono con i propri associati , i propri assistenti e dottorandi. Tengono relazioni, commentano presentazioni varie, si incontrano ovunque nel corso di queste giornate.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;div style=&quot;font-family: Noteworthy-Light; font-size: 15px; &quot;&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;font-family: Noteworthy-Light; font-size: 15px; &quot;&gt; La manifestazione ha travalicato i confini degli Stati Uniti ed &#232; diventata un incontro internazionale. Quest'anno a San Francisco erano rappresentate pi&#249; di 60 nazionalit&#224; . Tradizionalmente &#232; sempre presente un forte nucleo britannico, e uno spagnolo. Da alcuni anni &#232; diventata molto visibile la presenza cinese e russa. &lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;font-family: Noteworthy-Light; font-size: 15px; &quot;&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;font-family: Noteworthy-Light; font-size: 15px; &quot;&gt; L'incontro &#232; un vero e proprio alveare : in cinque giorni circa 15000 partecipanti si incrociano negli stessi posti dalla mattina alle 8 fino alle 21 o 22, si svolgono almeno 6000 sessioni di lavoro, tavole rotonde, simposi, conferenze TED, poster, e quest'anno per la prima volta anche un festival del film sull'immagine dell'insegnante nella filmografia USA. La preparazione di questo mega-convegno inizia con la selezione delle presentazioni che si svolge in modo anonimo un anno prima. I testi sono valutati da tre giudici anonimi. Soltanto il 10% circa delle proposte &#232; accettato. Il filtro &#232; spesso impietoso ma a dire il vero passano anche relazioni di scarso interesse. La scelta dipende dai giudici che valutano l'interesse dei contributi e dei lavori. Si pu&#242; supporre la presenza di interferenze per favorie un contributo piuttosto che un altro. La selezione non &#232; dunque rigorosa come si potrebbe supporre.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;font-family: Noteworthy-Light; font-size: 15px; &quot;&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;font-family: Noteworthy-Light; font-size: 15px; &quot;&gt; Nei contributi che seguiranno su questo incontro saranno presentati alcuni temi scelti secondo criteri del tutto arbitrari.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;hr /&gt;
		&lt;div class='rss_notes'&gt;&lt;p&gt;[&lt;a href='#nh1' id='nb1' class='spip_note' title='Note 1' rev='footnote'&gt;1&lt;/a&gt;] AERA : acronimo per American Educational Research Association&lt;/p&gt; &lt;p&gt;[&lt;a href='#nh2' id='nb2' class='spip_note' title='Note 2' rev='footnote'&gt;2&lt;/a&gt;] Questa &#232; una personale traduzione&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it_fem">
		<title>Autonomia e responsabilizzazione</title>
		<link>http://www.oxydiane.net/politiche-scolastiche-politiques/autonomie-des-etablissements/article/autonomia-e-responsabilizzazione</link>
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		<dc:date>2013-04-14T21:46:08Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it_fem</dc:language>
		<dc:creator>Norberto</dc:creator>


		<dc:subject>Etablissement scolaire</dc:subject>
		<dc:subject>Charter Schools</dc:subject>
		<dc:subject>Accountability</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Nota prodotta nell'ambito di un'indagine USA sulla &quot;governance&quot; dei sistemi scolastici nella quale si rileva come si possano limitare e boicottare i margini di rinnovamento del sistema scolastico.&lt;/p&gt;

-
&lt;a href="http://www.oxydiane.net/politiche-scolastiche-politiques/autonomie-des-etablissements/" rel="directory"&gt;Autonomie des &#233;tablissements scolaires/Autonomia scolastica&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://www.oxydiane.net/mot/etablissement-scolaire" rel="tag"&gt;Etablissement scolaire&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.oxydiane.net/mot/charter-schools" rel="tag"&gt;Charter Schools&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.oxydiane.net/mot/accountability" rel="tag"&gt;Accountability&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.oxydiane.net/IMG/arton586.jpg&quot; width='150' height='150' style='height:150px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;p&gt;Il problema della &quot;governance&quot; delle scuole &#232; cruciale. Le leggi vigenti consentono all'apparato amministrativo della scuola di sabotare , frenare, impedire sperimentazioni non volute, modelli alternativi di scolarit&#224; come per esempio quello delle &quot;charter schools&quot; che &#232; apparso una ventina di anni fa negli USA. Per migliorare la produzione scolastica, per rendere pi&#249; giusto il sistema scolastico statale, si devono effettuare esperienze su vasta scala e per consentire che queste esperienze siano utili &#232; necessario rendere flessibile l'amministrazione scolastica statale e per rendere flessibile l'amministrazione scolastica si devono adottare nuove regole di gestione ossia di &quot;governance&quot; oltre che promuovere la ricerca scientifica sulla scuola e quindi raccogliere molti dati sulla scolarizzazione.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;	&lt;strong&gt;Governo e gestione delle scuole nel 21esimo secolo&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	Qualcosa cambier&#224; di sicuro nei prossimi decenni : le scuole diventeranno sempre pi&#249; autonome, avranno il dovere di rendere conto di quel che fanno e di quel che conseguono, i programmi scolastici uniformi per tutte le scuole di un paese o di una regione scompariranno e la valutazione delle scuole, degli insegnanti e non solo degli studenti diventer&#224; la regola con tutte le conseguenze del caso. In altri termini &quot;la governance&quot;, come ormai si usa dire anche in italiano, delle scuole muter&#224;. Non ci sono scappatoie. La trasformazione richieder&#224; un bel po' di tempo perch&#233; tra l'altro si dovranno preparare insegnanti con un profilo nuovo e dirigenti scolastici con caratteristiche e abitudini inedite ma ad un certo punto la mutazione sar&#224; inevitabile.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;	Si affronta questa questione in un documento di Adam Emerson [&lt;a href='#nb1' class='spip_note' rel='footnote' title='Direttore presso l'Istituto Thomas B.Fordham che da anni &#232; in prima linea per (...)' id='nh1'&gt;1&lt;/a&gt;]. La nota &#232; prodotta in una ricerca scientifica sulla governance dei sistemi scolastici in corso negli USA a cura della Fondazione Fordham e del Centro per il progresso americano [&lt;a href='#nb2' class='spip_note' rel='footnote' title='&quot;Center for American Progress&quot;a Washington , due enti che nell'ambito (...)' id='nh2'&gt;2&lt;/a&gt;]. Il documento di Emerson &#232; &lt;span style=&quot;font-size: 16px; &quot;&gt; allegato nella versione originale in inglese. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	&lt;strong&gt;Modalit&#224; obsolete di governance del sistema scolastico&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	&lt;span style=&quot;font-size: 16px; &quot;&gt;L'autore &lt;/span&gt; analizza le modalit&#224; di governance del sistema scolastico in atto negli USA alla luce di quanto successo con le &quot;Charter Schools&quot;, ossia le scuole pubbliche che fruiscono di una franchigia rispetto alle norme e ai regolamenti che regolano la vita delle scuole statali tradizionali. Il documento ovviamente tratta in maniera dettagliata la situazione negli USA ma la questione della &quot;governance&quot; delle scuole &#232; universale e se ne parla anche in Italia. Se si instaura un sistema scolastico che riconosce autonomia agli istituti scolastici, le modalit&#224; di &quot;governance&quot; all'interno del sistema scolastico devono cambiare. Il fallimento della legge sull'autonomia scolastica in Italia &#232; una prova lampante che non si pu&#242; cambiare regime delle scuole senza modificare le modalit&#224; di governance. Orbene in Italia la governance del sistema scolastico non &#232; affatto mutata ed &#232; rimasta quella di un sistema scolastico senza autonomia scolastica.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	&lt;strong&gt;Quanta libert&#224; lasciare ai singoli istituti ? &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	Come coordinare la scolarizzazione in un sistema di scuole autonome ? Come rispettare un curricolo comune ? Come formare gli insegnanti delle prossime generazioni ? Questi sono alcuni dei problemi da affrontare e che sono apparsi come altrettanti ostacoli da superare nell'esperienza delle &quot;Charter Schools&quot;.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 36px; &quot;&gt; Quando due decenni fa sono apparse le prime &#8220;charter schools&#8221;, ci si rese subito conto che la novit&#224; imponeva un ripensamento della &quot;governance&quot;del sistema scolastico. &#8220;Le charter schools&#8221; avrebbero dovuto fruire della piena indipendenza delle scuole private pur restando nell'ambito del sistema statale e rendere pertanto conto alle autorit&#224; scolastiche che le avevano autorizzate a condizione che la loro gestione (il micro-management) non fosse pi&#249; tarpato da regolamenti e da norme amministrative dettate dalla burocrazia scolastica e spesso decise dopo aspri e folclorici negoziati con i sindacati. In altri termini, l'autonomia si sarebbe ottenuta in cambio della responsabilizzazione, dell'&lt;strong&gt;obbligo di rendere conto (&lt;/strong&gt;in inglese &quot;accountablity&quot;&lt;strong&gt;)&lt;/strong&gt;. Ma proprio questo punto &#232; stata la buccia di banana che ha fatto quasi [&lt;a href='#nb3' class='spip_note' rel='footnote' title='Il &quot;quasi&quot; &#232; d'obbligo perch&#233; nonostante le numerosissime valutazioni non si (...)' id='nh3'&gt;3&lt;/a&gt;].&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; &quot;&gt; &lt;strong&gt;Le difficolt&#224; delle &quot;Charter Schools&quot;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; &quot;&gt; Nel corso di questi ultimi vent'anni di storia l'esperienza delle &#8220;charter schools&#8221; &#232; andata in una direzione. spesso n&#233; voluta n&#233; desiderata e il sistema scolastico USA [&lt;a href='#nb4' class='spip_note' rel='footnote' title='E' in questo sistema scolastico che il modulo delle &#8220;charter schools&quot; &#232; (...)' id='nh4'&gt;4&lt;/a&gt;] &#232; pure cambiato ed ha saputo in in un certo senso controllare e castrare le novit&#224; rappresentate dei tentativi di creare un insieme di &#8220;chartes schools&#8221; negli USA. Uno degli aspetti cruciali subito delineatosi nel conflitto virulento tra scuole statali tradizionali e &#8220;charter schools&#8221; fu quello delle modalit&#224; di governance del sistema scolastico. La revisione delle modalit&#224; digovernance &#232; diventata un campo di battaglia ed &#232; questa battaglia che i tradizionalisti hanno vinto obbligando le &quot;charter schools&quot; a rinunciare a molti ideali ma anche a rivedere molti miti che erano stati evocati per crearle e giustificarle. &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; &quot;&gt; &lt;strong&gt;Un effetto inatteso : lo sviluppo di ditte specializzate nella gestione delle scuole&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; &quot;&gt; Se si prende in considerazione unicamente quanto &#232; successo con le &#8220;charter schools&#8221;, occorre prestare attenzione al fenomeno dello sviluppo di enti e societ&#224; specializzate nella gestione delle scuole. In generale, le &#8220;charter schools&#8221; non sono scuole private e non sono nemmeno enti sorti a scopo di lucro, ma le compagnie private che gestiscono [&lt;a href='#nb5' class='spip_note' rel='footnote' title='Acronimo EMO, che sgnifica &quot;Educational Management Organisation&quot;' id='nh5'&gt;5&lt;/a&gt;] hanno invece una finalit&#224; lucrativa e si sono sviluppate a macchia d'olio quando si ci si &#232; accorti che la maggioranza degli insegnanti dei dirigenti scolastici delle &quot;charter schools&quot; dopo avere ottenuto la piena autonomia di gestione delle scuole non avevano per&#242; le competenze sufficienti per gestirle dal punto di vista contabile e non ero nemmeno in grado di profilare la scuola autonoma con caratteristiche didattiche allettanti ed efficaci. A questo punto sono apparse le EMO e la loro presenza ha significato la fine dello spirito originale delle &#8220;charter schools&#8221;, ossia di comunit&#224; scolastiche indipendenti e libere. Le EMO hanno colmato una lacuna e i pi&#249; furbi o i pi&#249; intraprendenti hanno immediatamente occupato il posto vuoto. Il sistema scolastico statale, in particolare l'amministrazione scolastica statale, che ovunque negli Stati Uniti ha avuto l'incombenza di autorizzare l'apertura delle &quot;charter schools&quot;, non ha reagito a questa evoluzione, ha preso atto di questo cambiamento della governance, ha lasciato fare, ha chiuso un occhio di fronte alle EMO perch&#233; in un certo senso questa presenza conveniva perfettamente all'apparato amministrativo della scuola. &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; min-height: 19px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; min-height: 19px; &quot;&gt; &lt;strong&gt;L'amministrazione scolastica non &#232; pi&#249; all'altezza del compito&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; min-height: 19px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; &quot;&gt; Nel documento qui presentato (allegato) si riassumono le interviste realizzate da Adam Emerson a due dozzine di specialisti interessati allo sviluppo delle &#8220;charter schools&quot;. Nessuno ritiene che i principi e le norme di governance della scuola siano adeguate e confacenti alla realt&#224;. In tutti i casi le &quot;charter schools&quot; sono indigeste e rigettate. Nel documento si esplorano diverse vie per aggiornare i criteri di governance dei sistemi scolastici e renderli compatibili con l'autonomia delle scuole.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; min-height: 19px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; min-height: 19px; &quot;&gt; Questa questione non &#232; banale poich&#233; mette in gioco non solo l'organizzazione e il funzionamento dei servizi scolastici statali ma anche i rapporti di poteri annidati dentro l'appartato amministrativo della scuola. Considerate le dimensioni del sistema scolastico USA, il settore delle &#8220;charter schools'&#8221; &#232; per ora ancora assai marginale, ma il significato dell' esperienza &#232; rilevante e l'originalit&#224; della proposta merita un' osservazione attenta dei problemi che sorgono e dei risultati che si conseguono. L'innovazione pu&#242; essere banalizzata e frustrata. E' quanto succede. Gli apparati scolastici del servizio statale d'istruzione boicottano con ogni mezzo l'innovazione. Bastano del resto alcune regole per farlo. Il diavolo si nasconde nei dettagli.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class="hyperlien"&gt;Vedi on line : &lt;a href="http://www.edexcellence.net/publications/education-governance-for-the-twenty-first-century.html" class="spip_out"&gt;Education Governance for the Twenty-First Century: Overcoming the Structural Barriers to School Reform&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;hr /&gt;
		&lt;div class='rss_notes'&gt;&lt;p&gt;[&lt;a href='#nh1' id='nb1' class='spip_note' title='Note 1' rev='footnote'&gt;1&lt;/a&gt;] Direttore presso l'Istituto &lt;a href=&quot;http://ww.edexcellence.net/&quot; class='spip_out' rel='external'&gt;Thomas B.Fordham&lt;/a&gt; che da anni &#232; in prima linea per la promozione delle &quot;Charter Schools&quot;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;[&lt;a href='#nh2' id='nb2' class='spip_note' title='Note 2' rev='footnote'&gt;2&lt;/a&gt;] &quot;&lt;a href=&quot;http://www.americanprogress.org/&quot; class='spip_out' rel='external'&gt;Center for American Progress&lt;/a&gt;&quot;a Washington , due enti che nell'ambito politico, secondo una terminologia europea, si collocherebbero al centro-destra&lt;/p&gt; &lt;p&gt;[&lt;a href='#nh3' id='nb3' class='spip_note' title='Note 3' rev='footnote'&gt;3&lt;/a&gt;] Il &quot;quasi&quot; &#232; d'obbligo perch&#233; nonostante le numerosissime valutazioni non si sa ancora se il modello delle &quot;charter schools&quot; consegue gli obiettivi auspicati oppure se &#232; fallito&lt;/p&gt; &lt;p&gt;[&lt;a href='#nh4' id='nb4' class='spip_note' title='Note 4' rev='footnote'&gt;4&lt;/a&gt;] E' in questo sistema scolastico che il modulo delle &#8220;charter schools&quot; &#232; apparso&lt;/p&gt; &lt;p&gt;[&lt;a href='#nh5' id='nb5' class='spip_note' title='Note 5' rev='footnote'&gt;5&lt;/a&gt;] Acronimo &lt;strong&gt;EMO&lt;/strong&gt;, che sgnifica &quot;Educational Management Organisation&quot;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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<item xml:lang="it_fem">
		<title>La prossima generazione di insegnanti</title>
		<link>http://www.oxydiane.net/politiche-scolastiche-politiques/insegnanti-enseignants/article/la-prossima-generazione-di</link>
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		<dc:date>2013-04-04T09:36:40Z</dc:date>
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		<dc:language>it_fem</dc:language>
		<dc:creator>Norberto</dc:creator>


		<dc:subject>Enseignants</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Presentazione del numero monografico della rivista USA Phi Delta Kappan , aprile , vol. 94, no. 7 nel quale si tratteggiano le caratteristiche future della professione di insegnante e si presentano alcune esperienze USA nelle quali si sperimentano modalit&#224; di formazione alternative a quelle recensite nel mondo odierno.&lt;/p&gt;

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&lt;a href="http://www.oxydiane.net/politiche-scolastiche-politiques/insegnanti-enseignants/" rel="directory"&gt;Insegnanti/Enseignants&lt;/a&gt;

/ 
&lt;a href="http://www.oxydiane.net/mot/enseignants" rel="tag"&gt;Enseignants&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.oxydiane.net/IMG/arton584.jpg&quot; width='117' height='150' style='height:150px;width:117px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;p&gt;Non basta pi&#249; amare i bambini per diventare insegnanti e nemmeno essere un letterato o una persona colta per diventare professore in un liceo. Ci vuole dell'altro e nemmeno si sa quali siano le condizioni pertinenti che rappresentano una premessa accettabile per selezionare i candidati all'insegnamento. Per ora si sa di sicuro che la selezione dei candidati all'insegnamento dev'essere severa anche correndo il rischio della penuria di insegnanti. Piuttosto che inserire nella scuola persone incompetenti o frustrate che nelle condizioni vigenti di gestione del corpo insegnante si potranno difficilmente allontanare dalla scuola, &#232; preferibile avere pochi ma buoni insegnanti.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;	&lt;strong&gt;La prossima generazione di insegnanti&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	In questo sito si sono dedicati pochissimi articoli alla formazione degli insegnanti. Ci&#242; non &#232; n&#233; un caso n&#233; una dimenticanza. Si tratta di una scelta deliberata per evitare di trattare un argomento molto conflittuale che oppone schiere di universitari e solleva conflitti d'interesse poco chiari o perfino poco nobili. Questa volta si fa un'eccezione e l'occasione &#232; offerta dalla pubblicazione di un numero monografico della rivista USA Phi Delta Kappan del mese di aprile 2013 dedicato per l'appunto alla formazione degli insegnanti con uno sguardo avveniristico. Come preparare gli insegnanti di domani ? Gli articoli ovviamente si riferiscono in gran parte alla situazione vigente negli USA ma il loro taglio, nella maggioranza dei casi, riguarda anche quanto succede in Europa e in Italia. Del resto, presto o tardi, si dovr&#224; pure affrontare di petto questa questione anche in Europa, pensare a formare le generazioni di insegnanti del domani e non quelle per l'oggi e le esperienze USA faranno scuola anche perch&#233; saranno riprese dalle maggiori organizzazioni internazionali. La forza d'urto della comunit&#224; scientifica USA &#232; tale da costringere le organizzazioni internazionali ad affidarsi ai ricercatori USA per trattare un argomento scottante come questo. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;	&lt;strong&gt;Premessa&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	In Europa si &#232; appena cambiato il modello di formazione degli insegnanti. Nel corso di circa vent'anni, tra il 1980 e il 2000, ovunque si &#232; passati da una formazione degli insegnanti a livello secondario ad una formazione di stampo universitario. La transizione non &#232; stata facile e non &#232; riuscita ovunque. La classe politica infatti in genere &#232; stata molto esitante a mollare il controllo della formazione degli insegnanti che erano percepiti come il braccio armato del potere politico. Adesso ci si accorge che non &#232; pi&#249; cos&#236;, che le tecniche di potere che aiutano a pilotare e controllare la societ&#224; non sono pi&#249; impostate unicamente sulla scuola, che la societ&#224; si pilota anche con altri strumenti e quindi con altre tecniche, che che gli insegnanti non sono del tutto affidabili e che il loro operato spesso lascia a desiderare. Quindi, la formazione degli insegnanti &#232; diventata un settore di sperimentazione, un campo pi&#249; libero rispetto a una decina di anni fa. Del resto si fa fatica a trovare candidati a sufficienza per questa professione un tempo ambita e rispettata ed ora invece scaduta e poco apprezzata. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;	&lt;span style=&quot;font-family: Georgia; font-size: 16px; &quot;&gt;Presentazione qui di seguito degli articoli che compongono il numero monografico sulla prossima generazione di insegnanti della rivista Phi Delta Kappan , numero di aprile del 2013. Va da s&#233; che tutti questi articoli sono in lingua inglese. Non esiste la traduzione in italiano.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; min-height: 19px; &quot;&gt; Il primo articolo &#232; il seguente : &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); background-color: rgb(238, 238, 238); &quot;&gt; Jal Mehta and Joe Doctor :&lt;span style=&quot;color: #101010&quot;&gt;&lt;strong&gt;Raising the bar for teaching&lt;/strong&gt;. &lt;/span&gt;Phi Delta Kappan April 2013 94 (7) : 8-13&lt;/p&gt; &lt;ul&gt; &lt;li style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); background-color: rgb(238, 238, 238); &quot;&gt; In questo testo iniziale si sottolinea il consenso esistente ovunque sulla necessit&#224; di elevare gli standard per diventare insegnanti. [&lt;a href='#nb1' class='spip_note' rel='footnote' title='ndr.:Del resto ci&#242; &#232; quanto succede gi&#224; in Finlandia' id='nh1'&gt;1&lt;/a&gt;]. Ovunque si propugna l'esigenza di una selezione severa per accedere all'insegnamento. Se i concorsi sono sufficientemente rigorosi, l'esame di abilitazione potrebbe cambiare in maniera drammatica il profilo di coloro che si orientano verso l'insegnamento, migliorare i risultati degli studenti e aumentare in maniera significativa l'apprezzamento dell'opinione pubblica per gli insegnanti. Gli autori ritengono [&lt;a href='#nb2' class='spip_note' rel='footnote' title='ndr. : Con grande ottimismo !' id='nh2'&gt;2&lt;/a&gt;] che questa selezione potenzialmente potrebbe indurre anche un miglioramento degli stipendi degli insegnanti e alla lunga attirare verso la professione d'insegnante un numero crescente di persone di grande cultura [&lt;a href='#nb3' class='spip_note' rel='footnote' title='ndr. : Queste due ultime conseguenze elencate dagli autori non sono affatto (...)' id='nh3'&gt;3&lt;/a&gt;].&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); background-color: rgb(238, 238, 238); &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); background-color: rgb(238, 238, 238); &quot;&gt; Il 2&#186; articolo della serie &#232; il seguente :&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); background-color: rgb(238, 238, 238); &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); background-color: rgb(238, 238, 238); &quot;&gt; Kurtis Hewson :&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(16, 16, 16); &quot;&gt;&lt;strong&gt;What size is your digital footprint ?&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;Phi Delta Kappan April 2013 94 (7) : 14-17&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); background-color: rgb(238, 238, 238); &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); background-color: rgb(238, 238, 238); &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;ul&gt; &lt;li style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(64, 56, 56); &quot;&gt; &lt;span style=&quot;color: #232323; background-color: #eeeeee&quot;&gt;Titolo che incuriosisce. In questo articolo si affronta un aspetto interessante della formazione e del perfezionamento professionali degli insegnanti, ovverosia lo sviluppo delle reti d'apprendimento professionale [&lt;a href='#nb4' class='spip_note' rel='footnote' title='Acronimo in inglese PLN che vuol dire &quot;Professional Learning (...)' id='nh4'&gt;4&lt;/a&gt;]. L'autore descrive l'importanza crescente di queste reti degli Stati Uniti ed interpreta questo fenomeno come la testimonianza e il riflesso dello sviluppo personale entro una comunit&#224; di adulti che condividono la stessa professione mediante il ricorso ad una grande variet&#224; di piattaforme informatiche e di reti sociali nelle quali gli insegnanti di scambiano risorse didattiche, mettono in comune strumenti, elaborano e dibattono idee ed approfondiscono aspetti dell'insegnamento. Queste reti sono diventate negli Stati Uniti una vera e propria famiglia professionale in piena espansione nella quale molti insegnanti si trovano a loro agio perch&#233; queste reti sono diventate per 1oro una fonte incessante di nuove idee come pure un luogo d'incontro informale con i con i colleghi.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(64, 56, 56); &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); background-color: rgb(238, 238, 238); &quot;&gt; Sheryl Nussbaum-Beach : &lt;span style=&quot;color: rgb(16, 16, 16); &quot;&gt;&lt;strong&gt;Just the facts : PLNs&lt;/strong&gt;. &lt;/span&gt;Phi Delta Kappan April 2013 94 (7) : 16-17&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); background-color: rgb(238, 238, 238); &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;ul&gt; &lt;li style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(64, 56, 56); &quot;&gt; Questo articolo &#232; di natura pratica e spiega come costruire e sviluppare una rete d'apprendimento professionale (PLN) descritta all'articolo precedente e come gestire on-line la propria reputazione, la propria identit&#224; professionale. Nell'articolo si raccomanda di ricorrere ai servizi di uno specialista d'informatica per costruire un PLN. Inoltre si spiega che dopo aver trovato in rete contributi di persone che affascinano per i loro contributi e che suscitano ammirazione, occorre osservare quali sono gli amici di queste persone, quali persone questi colleghi seguono, le loro fonti di informazione e scegliere le prime connessioni nelle loro liste [&lt;a href='#nb5' class='spip_note' rel='footnote' title='ndr. : Ci&#242; &#232; quanto pi&#249; o meno succede quando si usa regolarmente un' (...)' id='nh5'&gt;5&lt;/a&gt;]. &lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(64, 56, 56); min-height: 20px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(64, 56, 56); min-height: 20px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); background-color: rgb(238, 238, 238); &quot;&gt; Nick Jacobs :&lt;span style=&quot;color: rgb(16, 16, 16); &quot;&gt;&lt;strong&gt;Traditional teacher education still matter&lt;/strong&gt;s&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); background-color: rgb(238, 238, 238); &quot;&gt; Phi Delta Kappan April 2013 94 (7) : 18-22&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); background-color: rgb(238, 238, 238); min-height: 20px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); background-color: rgb(238, 238, 238); min-height: 20px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;ul&gt; &lt;li style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(64, 56, 56); &quot;&gt; In questo articolo molto interessante l'autore spiega che non tutto quanto si faceva nel passato in materia di formazione di insegnanti &#232; da gettare. Ci sono aspetti della formazione tradizionale degli insegnanti che non sono affatto banali e che meritano di essere mantenuti. L'autore &#232; un insegnante di prima nomina che riflette sulla preparazione tradizionale che ha ricevuto prima di prendere in mano da solo una classe. Evidentemente, la sua esperienza riflette quanto ha avuto modo di apprendere nel corso della formazione. Tra gli aspetti tradizionali che l'autore segnala come rilevanti per la sua formazione ci sono il senso di responsabilit&#224;, la compassione, l'insistenza sull'esercizio della riflessione quotidiana sulla prassi didattica ed una solida filosofia di base. Come studente universitario [&lt;a href='#nb6' class='spip_note' rel='footnote' title='ndr. : Nella maggioranza degli Stati americani la formazione di insegnanti (...)' id='nh6'&gt;6&lt;/a&gt;] ritiene di aver appreso le basi teoriche della professione e soprattutto di avere imparato a consolidarle con l'esperienza pratica. In un' epoca contraddistinta da molti insegnanti che aspirano al pensionamento precoce, non occorre temere di inserire nell'insegnamento persone con profili alternativi ma anche insegnanti formati &quot;all'antica&quot;, secondo schemi tradizionali.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(64, 56, 56); &quot;&gt; Schede di innovazioni&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); background-color: rgb(238, 238, 238); min-height: 20px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); background-color: rgb(238, 238, 238); &quot;&gt; Alice F. Artzt, Frances R. Curcio, and Alan Sultan : &lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(16, 16, 16); &quot;&gt;Queens College : A program for math teachers requires a complex formula.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); background-color: rgb(238, 238, 238); &quot;&gt; Phi Delta Kappan April 2013 94 (7) : 23&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); background-color: rgb(238, 238, 238); min-height: 20px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); background-color: rgb(238, 238, 238); min-height: 20px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;ul&gt; &lt;li style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); background-color: rgb(238, 238, 238); &quot;&gt; In una serie di schede di questo numero monografico si descrivono esperienze in corso nelle universit&#224; americane per formare in maniera diversa la prossima generazione di insegnanti. In questa scheda si presenta un'esperienza del &lt;a href=&quot;http://www.qc.cuny.edu/Pages/default.aspx&quot; class='spip_out' rel='external'&gt;Queens College&lt;/a&gt; (ndr. : Il Queens College &#232; una delle pi&#249; antiche universit&#224; di New York]]. La preparazione di un insegnante richiede un programma intenso complesso di studio. [&lt;a href='#nb7' class='spip_note' rel='footnote' title='ndr. : Questa affermazione &#232; banale ed &#232; spesso ripetuta ma nella pratica si (...)' id='nh7'&gt;7&lt;/a&gt;]. Questo significa che la formazione degli insegnanti deve essere strutturata in modo accurato sin dall'inizio in modo tale da includere tutte le varie tappe della formazione , dalle procedure di reclutamento, alla preparazione in s&#233; per s&#233; ed infine alle strategie per ritenere gli insegnanti nella professione. Tutto deve essere definito ed articolato in partenza. Il Queens College ha messo a punto un programma di questo genere [&lt;a href='#nb8' class='spip_note' rel='footnote' title='Acronimo TIME 2000 che significa &quot;Teaching Improvements through Mathematics (...)' id='nh8'&gt;8&lt;/a&gt;]. Il programma TIME 2000 ha permesso di formare pi&#249; di 140 professori di matematica dell'insegnamento secondario con una percentuale di riuscita superiore al 90% nel corso di questi ultimi 5 anni, mentre le chances di restare nella professione per i nuovi insegnanti nel corso del primo quinquennio sono in genere pari al 46% [&lt;a href='#nb9' class='spip_note' rel='footnote' title='ndr. : Ci&#242; significa che un programma globale che si preoccupa di prendere (...)' id='nh9'&gt;9&lt;/a&gt;].&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(64, 56, 56); min-height: 20px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(64, 56, 56); min-height: 20px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); background-color: rgb(238, 238, 238); &quot;&gt; Mary C. McMackin, Susan Rauchwerk, Joseph Cambone, Mary E. Curtis, Katryna Andrusik, and Dionn N. Brown : &lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(16, 16, 16); &quot;&gt;Lesley University : Preparing urban teachers : Working outside the university box. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;Phi Delta Kappan April 2013 94 (7) : 24&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); background-color: rgb(238, 238, 238); min-height: 20px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); background-color: rgb(238, 238, 238); min-height: 20px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;ul&gt; &lt;li style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(64, 56, 56); &quot;&gt; &lt;span style=&quot;color: #232323; background-color: #eeeeee&quot;&gt;In questa scheda si riferisce di un' esperienza in corso alla &lt;a href=&quot;http://www.lesley.edu/&quot; class='spip_out' rel='external'&gt;Lesley University&lt;/a&gt; [&lt;a href='#nb10' class='spip_note' rel='footnote' title='La Lesley si trova a Cambridge nel Massachusetts , dunque nei pressi di (...)' id='nh10'&gt;10&lt;/a&gt;] che &#232; di 1 tipo molto diverso di quella svolta a Queens College. In questo caso, l'Universit&#224; collabora con il centro americano degli insegnanti delle zone urbane (&lt;/span&gt;Urban Teacher Center ) per preparare in modo critico e rigoroso il diploma di laurea di 2&#186; livello in pedagogia 2&#186; 1 programma che richiede partecipanti di dimostrare la loro abilit&#224; ad ottenere risultati elevati dagli studenti 1&#170; di ottenere l'abilitazione all'insegnamento.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(64, 56, 56); min-height: 20px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(64, 56, 56); min-height: 20px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); background-color: rgb(238, 238, 238); &quot;&gt; James W. Fraser and Audra Watson : &lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(16, 16, 16); &quot;&gt;Woodrow Wilson Teaching Fellowship : Bring student teaching into the 21st century.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); background-color: rgb(238, 238, 238); &quot;&gt; Phi Delta Kappan April 2013 94 (7) : 25&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); background-color: rgb(238, 238, 238); min-height: 20px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); background-color: rgb(238, 238, 238); min-height: 20px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;ul&gt; &lt;li style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); background-color: rgb(238, 238, 238); &quot;&gt; La terza esperienza parte dal presupposto che le modalit&#224; tradizionali di formazione degli insegnanti sono obsolete specialmente nei programmi che ambiscono preparare insegnanti in grado di operare in contesti scolastici particolarmente difficili. Per fare ci&#242; &#232; indispensabile approntare una nuova concezione della pratica clinica dei candidati all'insegnamento. Diverse universit&#224; USA e distretti scolastici collaborano a questo programma svolto nell'ambito del &lt;a href=&quot;http://www.wwteachingfellowship.org/&quot; class='spip_out' rel='external'&gt;Woodrow Wilson Teaching Fellowship&lt;/a&gt; [&lt;a href='#nb11' class='spip_note' rel='footnote' title='ndr. : Un sistema di borse di studio per candidati all'insegnamento gestito (...)' id='nh11'&gt;11&lt;/a&gt;] dove si sperimentano tre approcci differenti : il tutorato, un tirocinio della durata di un anno e il co-insegnamento [&lt;a href='#nb12' class='spip_note' rel='footnote' title='ndr. : O partenariato. Si condivide con un insegnante esperto il lavoro in (...)' id='nh12'&gt;12&lt;/a&gt;]. Questi tre approcci sono quanto mai promettenti dal punto di vista della preparazione degli insegnanti della prossima generazione. Altre iniziative sono in cantiere, ma tutti questi sforzi hanno in comune le tre caratteristiche citate poc'anzi, ovverosia integrano lezioni teoriche con esperienze cliniche, durano per un anno intero di scuola ed infine annullano o persino cancellano la divisione tra candidati all'insegnamento e insegnanti in servizio.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); background-color: rgb(238, 238, 238); &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); background-color: rgb(238, 238, 238); &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;ul class=&quot;cit-auth-list&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-family: 'Lucida Sans Unicode', Arial, 'Lucida Grande', Tahoma, Verdana, Helvetica, sans-serif; line-height: 16px; vertical-align: baseline; display: inline; color: rgb(34, 34, 34); background-color: rgb(255, 255, 255); &quot;&gt; &lt;li class=&quot;first-item&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; font-size: inherit; font-family: inherit; line-height: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; &quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-size:14px;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;cit-auth cit-auth-type-author&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; font-family: inherit; line-height: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; white-space: nowrap; &quot;&gt;Rebecca West Burns&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;cit-sep cit-sep-separator&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; font-family: inherit; line-height: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; &quot;&gt;, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt; &lt;li style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; font-size: inherit; font-family: inherit; line-height: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; &quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-size:14px;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;cit-auth cit-auth-type-author&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; font-family: inherit; line-height: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; white-space: nowrap; &quot;&gt;Diane Yendol-Hoppey&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;cit-sep cit-sep-separator&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; font-family: inherit; line-height: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; &quot;&gt;,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt; &lt;li style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; font-size: inherit; font-family: inherit; line-height: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; &quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-size:14px;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;cit-sep cit-sep-separator&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; font-family: inherit; line-height: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; &quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt; &lt;li style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; font-size: inherit; font-family: inherit; line-height: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; &quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-size:14px;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;cit-auth cit-auth-type-author&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; font-family: inherit; line-height: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; white-space: nowrap; &quot;&gt;James F. Nolan&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;cit-sep cit-sep-separator&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; font-family: inherit; line-height: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; &quot;&gt;, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt; &lt;li class=&quot;last-item&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; font-size: inherit; font-family: inherit; line-height: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; &quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-size:14px;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;cit-sep cit-sep-last-separator&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; font-family: inherit; line-height: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; white-space: nowrap; &quot;&gt;and &lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;cit-auth cit-auth-type-author&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; font-family: inherit; line-height: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; white-space: nowrap; &quot;&gt;Bernard J. Badiali : &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;	&lt;span style=&quot;font-size:14px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;background-color: rgb(255, 255, 255); color: rgb(17, 17, 17); font-family: 'Lucida Sans Unicode', Arial, 'Lucida Grande', Tahoma, Verdana, Helvetica, sans-serif; line-height: 16px; &quot;&gt;Penn State University&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;cit-sep cit-sep-after-article-title&quot; style=&quot;color: rgb(17, 17, 17); font-family: inherit; line-height: inherit; margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; &quot;&gt; : &lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;cit-subtitle&quot; style=&quot;color: rgb(17, 17, 17); font-family: inherit; line-height: inherit; margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; &quot;&gt;Let's learn together...&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;abbr class=&quot;site-title&quot; style=&quot;color: rgb(34, 34, 34); font-family: inherit; font-style: inherit; line-height: inherit; font-size: inherit; margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; vertical-align: baseline; display: inline; &quot; title=&quot;Phi Delta Kappan&quot;&gt;Phi Delta Kappan&lt;/abbr&gt;&lt;span style=&quot;background-color: rgb(255, 255, 255); color: rgb(34, 34, 34); font-family: 'Lucida Sans Unicode', Arial, 'Lucida Grande', Tahoma, Verdana, Helvetica, sans-serif; line-height: 16px; &quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;cit-print-date&quot; style=&quot;color: rgb(34, 34, 34); font-family: inherit; font-style: inherit; line-height: inherit; font-size: inherit; margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; vertical-align: baseline; display: inline; &quot;&gt;April 2013 &lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;cit-vol&quot; style=&quot;color: rgb(34, 34, 34); font-family: inherit; font-style: inherit; line-height: inherit; font-size: inherit; margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; vertical-align: baseline; display: inline; &quot;&gt;94 &lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;cit-issue&quot; style=&quot;color: rgb(34, 34, 34); font-family: inherit; font-style: inherit; line-height: inherit; font-size: inherit; margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; vertical-align: baseline; display: inline; &quot;&gt;&lt;span class=&quot;cit-sep cit-sep-before-article-issue&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; font-size: inherit; font-family: inherit; line-height: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; &quot;&gt;(&lt;/span&gt;7&lt;span class=&quot;cit-sep cit-sep-after-article-issue&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; font-size: inherit; font-family: inherit; line-height: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; &quot;&gt;) :&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;cit-pages&quot; style=&quot;color: rgb(34, 34, 34); font-family: inherit; font-style: inherit; line-height: inherit; font-size: inherit; margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; vertical-align: baseline; display: inline; &quot;&gt;26&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); background-color: rgb(238, 238, 238); &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;ul&gt; &lt;li style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); background-color: rgb(238, 238, 238); &quot;&gt; L'ultima scheda riguarda un'esperienza in corso all' &lt;a href=&quot;http://www.psu.edu/&quot; class='spip_out' rel='external'&gt;Universit&#224; statale della Pennsylvania&lt;/a&gt; [&lt;a href='#nb13' class='spip_note' rel='footnote' title='La Pen State University' id='nh13'&gt;13&lt;/a&gt;].&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; background-color: rgb(238, 238, 238); &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;ul&gt; &lt;li&gt; &lt;span style=&quot;color: rgb(35, 35, 35); font-family: 'Lucida Sans Unicode'; font-size: 13px; background-color: rgb(238, 238, 238); &quot;&gt;La critica dell'insegnamento ha indotto taluni a proporre di togliere dalle universit&#224; formazione degli insegnanti e di spostarla interamente sul terreno mettendola nelle mani di insegnanti esperti o di tutori. Questa soluzione estrema &#232; per&#242; miope. Una soluzione pi&#249; sofisticata tenderebbe piuttosto ad unire che non a separare il lavoro dei due partners essenziali nella formazione degli insegnanti : le scuole e le universit&#224;. Questo modello che pu&#242; essere benissimo applicato sia alla formazione iniziale che alla formazione in servizio degli insegnanti, &#232; noto con l'acronimo PDS che vuol dire &quot;Professional Development School&quot;. L'Universit&#224; della Pennsylvania ed il distretto scolastico circostante praticano da una quindicina di anni un modello del genere descritto in dettaglio nella scheda. &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); background-color: rgb(238, 238, 238); min-height: 20px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; &quot;&gt; Jeanne Storm : &lt;span style=&quot;color: rgb(16, 16, 16); &quot;&gt;&lt;strong&gt;Future Educators Association : FEA recruits and supports aspiring teachers&lt;/strong&gt;. &lt;/span&gt;Phi Delta Kappan April 2013 94 (7) : 27&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); min-height: 20px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); min-height: 20px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;ul&gt; &lt;li style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); &quot;&gt; Non poteva mancare una scheda sulle associazioni degli insegnanti. In questo numero monografico ne &#232; inserita una che non tratta dei maggiori sindacati degli insegnanti operanti negli Stati Uniti e che sono molto attrezzati nel settore delle indagini scientifiche sulla gestione del sistema scolastico e sulla preparazione degli insegnanti ma si dedica una scheda ad una associazione di futuri insegnanti che comprende 11.000 membri [&lt;a href='#nb14' class='spip_note' rel='footnote' title='ndr. : Quindi pochi per un paese come gli USA' id='nh14'&gt;14&lt;/a&gt;] operanti in 41 Stati nonch&#233; nelle scuole del Dipartimento Federale della difesa localizzate in Europa e nel Pacifico. Non si tratta di una grande associazione ma la sua peculiarit&#224; deriva dal fatto che il 30% dei membri proviene dalle minoranze storiche che sono un gruppo sotto-rappresentato nel corpo insegnante americano. Questa associazione si prefigge di reclutare studenti e candidati all'insegnamento che posseggono buone disposizioni per diventare insegnanti eccellenti, provenienti da diversi gruppi etnici e dai ceti sociali svantaggiati . Questo &#232; per ora un problema specificatamente americano che riguarda l'equit&#224; e la giustizia del sistema scolastico perch&#233; &#232; risaputo che gli studenti delle minoranze etniche ed in particolare gli studenti del gruppo afroamericano non sono trattati in maniera equa nelle scuole americane anche perch&#233; la maggioranza degli insegnanti che provengono da altri gruppi etnici o dai ceti medi non li capiscono.&lt;/li&gt; &lt;li style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); &quot;&gt; Le generazioni future di insegnanti devono pertanto essere composte in modo tale da riflettere le caratteristiche socio-economiche e socio-culturali della popolazione in generale e della popolazione degli studenti pi&#249; in particolare.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); min-height: 20px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); min-height: 20px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;ul class=&quot;cit-auth-list&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode', Arial, 'Lucida Grande', Tahoma, Verdana, Helvetica, sans-serif; line-height: 16px; vertical-align: baseline; display: inline; color: rgb(34, 34, 34); background-color: rgb(255, 255, 255); &quot;&gt; &lt;li class=&quot;first-item&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; font-size: inherit; font-family: inherit; line-height: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; &quot;&gt; &lt;span class=&quot;cit-auth cit-auth-type-author&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; font-size: inherit; font-family: inherit; line-height: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; white-space: nowrap; &quot;&gt;James V. Shuls&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;cit-sep cit-sep-two-item-separator&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; font-size: inherit; font-family: inherit; line-height: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; white-space: nowrap; &quot;&gt; and&lt;/span&gt;&lt;/li&gt; &lt;li class=&quot;last-item&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; font-size: inherit; font-family: inherit; line-height: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; &quot;&gt; &lt;span class=&quot;cit-auth cit-auth-type-author&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; font-size: inherit; font-family: inherit; line-height: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; white-space: nowrap; &quot;&gt;Gary W.Ritter :&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p style=&quot;display: inline !important; &quot;&gt; &lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;cit-title&quot; style=&quot;margin: 0.2em 0px 0px; padding: 0px 0px 0px 3em; border: 0px; outline-style: none; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode', Arial, 'Lucida Grande', Tahoma, Verdana, Helvetica, sans-serif; line-height: 16px; vertical-align: baseline; display: inline !important; color: rgb(17, 17, 17); background-color: rgb(255, 255, 255); &quot;&gt;Teacher Preparation : Not an either-or. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	&lt;abbr class=&quot;site-title&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode', Arial, 'Lucida Grande', Tahoma, Verdana, Helvetica, sans-serif; line-height: 16px; vertical-align: baseline; display: inline; color: rgb(34, 34, 34); background-color: rgb(255, 255, 255); &quot; title=&quot;Phi Delta Kappan&quot;&gt;Phi Delta Kappan&lt;/abbr&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(34, 34, 34); font-family: 'Lucida Sans Unicode', Arial, 'Lucida Grande', Tahoma, Verdana, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 16px; background-color: rgb(255, 255, 255); &quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;cit-print-date&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode', Arial, 'Lucida Grande', Tahoma, Verdana, Helvetica, sans-serif; line-height: 16px; vertical-align: baseline; display: inline; color: rgb(34, 34, 34); background-color: rgb(255, 255, 255); &quot;&gt;April 2013 &lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;cit-vol&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode', Arial, 'Lucida Grande', Tahoma, Verdana, Helvetica, sans-serif; line-height: 16px; vertical-align: baseline; display: inline; color: rgb(34, 34, 34); background-color: rgb(255, 255, 255); &quot;&gt;94 &lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;cit-issue&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode', Arial, 'Lucida Grande', Tahoma, Verdana, Helvetica, sans-serif; line-height: 16px; vertical-align: baseline; display: inline; color: rgb(34, 34, 34); background-color: rgb(255, 255, 255); &quot;&gt;&lt;span class=&quot;cit-sep cit-sep-before-article-issue&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; font-size: inherit; font-family: inherit; line-height: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; &quot;&gt;(&lt;/span&gt;7&lt;span class=&quot;cit-sep cit-sep-after-article-issue&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; font-size: inherit; font-family: inherit; line-height: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; &quot;&gt;) :&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;cit-pages&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode', Arial, 'Lucida Grande', Tahoma, Verdana, Helvetica, sans-serif; line-height: 16px; vertical-align: baseline; display: inline; color: rgb(34, 34, 34); background-color: rgb(255, 255, 255); &quot;&gt;&lt;span class=&quot;cit-first-page&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; font-size: inherit; font-family: inherit; line-height: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; &quot;&gt;28&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;cit-sep&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; font-size: inherit; font-family: inherit; line-height: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; &quot;&gt;-&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;cit-last-page&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; font-size: inherit; font-family: inherit; line-height: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; &quot;&gt;32&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;ul&gt; &lt;li style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); &quot;&gt; Nel dibattito in corso sulle modalit&#224; di formazione degli insegnanti, un campo &#232; favorevole ad un modello pi&#249; tradizionale di formazione, ad una formazione a livello universitario e sostiene che gli insegnanti devono soprattutto capire La psicologia degli alunni, devono ricevere una formazione pedagogica adeguata e devono effettuare esperienze pratiche nelle scuole prima di essere lasciati soli con gli studenti. L'altro campo invece sostiene un modello che d&#224; la priorit&#224; alla conoscenza di quel che si insegna ed attribuisce meno peso all'esperienza pratica. Forse, questi due campi opposti hanno circoscritto con aggressivit&#224; il loro terreno perch&#233; si appoggiano su un solo argomento, quello connesso alla seguente domanda : come dovrebbero essere formati gli insegnanti ? Ci sarebbe per&#242; un modo migliore di procedere a condizione di ammettere che per il momento non esiste nessuna soluzione perfetta per formare gli insegnanti dalla scuola dell'obbligo.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); min-height: 20px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); min-height: 20px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;ul class=&quot;cit-auth-list&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode', Arial, 'Lucida Grande', Tahoma, Verdana, Helvetica, sans-serif; line-height: 16px; vertical-align: baseline; display: inline; color: rgb(34, 34, 34); background-color: rgb(255, 255, 255); &quot;&gt; &lt;li class=&quot;first-item&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; font-size: inherit; font-family: inherit; line-height: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; &quot;&gt; &lt;span class=&quot;cit-auth cit-auth-type-author&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; font-size: inherit; font-family: inherit; line-height: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; white-space: nowrap; &quot;&gt;Ruben Vanderlinde&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;cit-sep cit-sep-two-item-separator&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; font-size: inherit; font-family: inherit; line-height: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; white-space: nowrap; &quot;&gt; and&lt;/span&gt;&lt;/li&gt; &lt;li class=&quot;last-item&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; font-size: inherit; font-family: inherit; line-height: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; &quot;&gt; &lt;span class=&quot;cit-auth cit-auth-type-author&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; font-size: inherit; font-family: inherit; line-height: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; white-space: nowrap; &quot;&gt;Geert Kelchtermans : &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;	&lt;span style=&quot;background-color: rgb(255, 255, 255); color: rgb(17, 17, 17); font-family: 'Lucida Sans Unicode', Arial, 'Lucida Grande', Tahoma, Verdana, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 16px; &quot;&gt;&lt;strong&gt;Learning to get along at work&lt;/strong&gt;. &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(35, 35, 35); font-family: 'Lucida Sans Unicode'; font-size: 13px; &quot;&gt;Phi Delta Kappan April 2013 94 (7) : 33-37&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); min-height: 20px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); min-height: 20px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;ul&gt; &lt;li style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); &quot;&gt; Oltre che ad apprendere a gestire una classe e ad occuparsi degli alunni che la compongono, i nuovi insegnanti devono anche imparare a gestire le relazioni con gli adulti all'interno della scuola in cui lavorano. Nel futuro, il lavoro di gruppo sar&#224; la chiave del successo delle singole scuole e tutti i membri del personale scolastico dovranno socializzare tra loro, diventare un nucleo compatto, formare un' organizzazione solidale, apprendere assieme, rispettarsi a vicenda . Nel caso degli insegnanti tutto ci&#242; deve avvenire all'interno di una scuola ed anche a livello del distretto scolastico [&lt;a href='#nb15' class='spip_note' rel='footnote' title='ndr. ; In Italia sarebbe il Provveditorato. Qui si accenna al fatto che (...)' id='nh15'&gt;15&lt;/a&gt;]. In un indagine svolta tra i neo-abilitati delle Fiandre, gli autori hanno seguito otto insegnanti durante il loro primo anno di scuola, li hanno intervistati quattro volte durante l'anno, una volta all'inizio dell'anno scolastico in settembre, una seconda volta durante le vacanze di Natale, una terza volta durante le vacanze pasquali ed infine a fine anno scolastico in giugno per raccogliere informazioni su come i neo-abilitati hanno sviluppato le relazioni sociali con i personaggi chiave della loro scuola.&lt;/li&gt; &lt;li class=&quot;first-item&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; font-size: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; &quot;&gt; &lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); &quot;&gt; Douglas B. Larkin :&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(16, 16, 16); &quot;&gt;10 things to know about mentoring student teachers. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;abbr class=&quot;site-title&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-family: 'Lucida Sans Unicode', Arial, 'Lucida Grande', Tahoma, Verdana, Helvetica, sans-serif; line-height: 16px; vertical-align: baseline; display: inline; color: rgb(34, 34, 34); background-color: rgb(255, 255, 255); &quot; title=&quot;Phi Delta Kappan&quot;&gt;Phi Delta Kappan&lt;/abbr&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(34, 34, 34); font-family: 'Lucida Sans Unicode', Arial, 'Lucida Grande', Tahoma, Verdana, Helvetica, sans-serif; line-height: 16px; background-color: rgb(255, 255, 255); &quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;cit-print-date&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-family: 'Lucida Sans Unicode', Arial, 'Lucida Grande', Tahoma, Verdana, Helvetica, sans-serif; line-height: 16px; vertical-align: baseline; display: inline; color: rgb(34, 34, 34); background-color: rgb(255, 255, 255); &quot;&gt;April 2013 &lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;cit-vol&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-family: 'Lucida Sans Unicode', Arial, 'Lucida Grande', Tahoma, Verdana, Helvetica, sans-serif; line-height: 16px; vertical-align: baseline; display: inline; color: rgb(34, 34, 34); background-color: rgb(255, 255, 255); &quot;&gt;94 &lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;cit-issue&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-family: 'Lucida Sans Unicode', Arial, 'Lucida Grande', Tahoma, Verdana, Helvetica, sans-serif; line-height: 16px; vertical-align: baseline; display: inline; color: rgb(34, 34, 34); background-color: rgb(255, 255, 255); &quot;&gt;&lt;span class=&quot;cit-sep cit-sep-before-article-issue&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; font-size: inherit; font-family: inherit; line-height: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; &quot;&gt;(&lt;/span&gt;7&lt;span class=&quot;cit-sep cit-sep-after-article-issue&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; font-size: inherit; font-family: inherit; line-height: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; &quot;&gt;) :&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;cit-pages&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-family: 'Lucida Sans Unicode', Arial, 'Lucida Grande', Tahoma, Verdana, Helvetica, sans-serif; line-height: 16px; vertical-align: baseline; display: inline; color: rgb(34, 34, 34); background-color: rgb(255, 255, 255); &quot;&gt;&lt;span class=&quot;cit-first-page&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; font-size: inherit; font-family: inherit; line-height: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; &quot;&gt;38&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;cit-sep&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; font-size: inherit; font-family: inherit; line-height: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; &quot;&gt;-&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;cit-last-page&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline-style: none; font-style: inherit; font-size: inherit; font-family: inherit; line-height: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; &quot;&gt;43&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(16, 16, 16); min-height: 20px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(16, 16, 16); min-height: 20px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;ul&gt; &lt;li style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); &quot;&gt; In questo ultimo articolo si affronta la questione del tutorato o dell'accompagnamento dei neo abilitati all'insegnamento. Imparare ad insegnare &#232; difficile. La maggioranza dei candidati all'insegnamento conducono due operazioni parallele : da un lato studiano quanto dovrebbero insegnare e dall'altro si danno da fare per sapere come insegnare in modo equo a tutti gli studenti e come padroneggiare i programmi dell' insegnamento stabiliti nei curricoli votati dalle autorit&#224; scolastiche. I candidati all'insegnamento sono confrontati dunque ad una duplice sfida ovverosia ad integrare la propria concezione di un buon insegnamento con i criteri che guidano i programmi d'insegnamento. La cooperazione con tutori potrebbe avere conseguenze significative sul modo con il quale i candidati all'insegnamento affrontano questa sfida. L'autore fornisce dieci consigli su come gli insegnanti-tutori dovrebbero comportarsi, per esempio evitare di lasciare da soli i candidati all'insegnamento, pianificare con loro le lezioni, prendere il tempo di discutere con loro, aiutare i candidati all'insegnamento a scoprire e a conoscere nonch&#233; ad entrare in relazione con il mondo politico composto delle persone che sul terreno prendono le decisioni riguardanti la scuola.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); background-color: rgb(238, 238, 238); &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); background-color: rgb(238, 238, 238); min-height: 20px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px; font-size: 13px; font-family: 'Lucida Sans Unicode'; color: rgb(35, 35, 35); background-color: rgb(238, 238, 238); min-height: 20px; &quot;&gt; &lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class="hyperlien"&gt;Vedi on line : &lt;a href="http://www.kappanmagazine.org/content/current" class="spip_out"&gt;THE NEXT GENERATION OF TEACHERS&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;hr /&gt;
		&lt;div class='rss_notes'&gt;&lt;p&gt;[&lt;a href='#nh1' id='nb1' class='spip_note' title='Note 1' rev='footnote'&gt;1&lt;/a&gt;] ndr.:Del resto ci&#242; &#232; quanto succede gi&#224; in Finlandia&lt;/p&gt; &lt;p&gt;[&lt;a href='#nh2' id='nb2' class='spip_note' title='Note 2' rev='footnote'&gt;2&lt;/a&gt;] ndr. : Con grande ottimismo !&lt;/p&gt; &lt;p&gt;[&lt;a href='#nh3' id='nb3' class='spip_note' title='Note 3' rev='footnote'&gt;3&lt;/a&gt;] ndr. : Queste due ultime conseguenze elencate dagli autori non sono affatto certe, come del resto lo dimostra il caso della composizione del corpo insegnante in Finlandia oppure come lo insegna la storia dell'insegnamento. Nel passato, i migliori studenti universitari si orientavano verso l'insegnamento. Non &#232; pi&#249; il caso oggigiorno perch&#233; le opportunit&#224; offerte dal mercato del lavoro sono molto pi&#249; differenziate che non un tempo ed &#232; probabile che questa situazione non cambier&#224; nel lasso di tempo che intercorrer&#224; per modificare la composizione del corpo insegnante, periodo che potrebbe anche essere assai lungo&lt;/p&gt; &lt;p&gt;[&lt;a href='#nh4' id='nb4' class='spip_note' title='Note 4' rev='footnote'&gt;4&lt;/a&gt;] Acronimo in inglese &lt;strong&gt;PLN&lt;/strong&gt; che vuol dire &quot;&lt;/span&gt;Professional Learning Network&quot;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;[&lt;a href='#nh5' id='nb5' class='spip_note' title='Note 5' rev='footnote'&gt;5&lt;/a&gt;] ndr. : Ci&#242; &#232; quanto pi&#249; o meno succede quando si usa regolarmente un' applicazione come Twitter o come Facebook. Questo significa che le generazioni future di insegnanti dovranno essere composte di persone abili a servirsi in modo critico e quotidiano delle reti sociali&lt;/p&gt; &lt;p&gt;[&lt;a href='#nh6' id='nb6' class='spip_note' title='Note 6' rev='footnote'&gt;6&lt;/a&gt;] ndr. : Nella maggioranza degli Stati americani la formazione di insegnanti si svolge a livello universitario&lt;/p&gt; &lt;p&gt;[&lt;a href='#nh7' id='nb7' class='spip_note' title='Note 7' rev='footnote'&gt;7&lt;/a&gt;] ndr. : Questa affermazione &#232; banale ed &#232; spesso ripetuta ma nella pratica si fa ben poco per attuarla&lt;/p&gt; &lt;p&gt;[&lt;a href='#nh8' id='nb8' class='spip_note' title='Note 8' rev='footnote'&gt;8&lt;/a&gt;] Acronimo TIME 2000 che significa &quot;&lt;span style=&quot;color: #403838; background-color: transparent&quot;&gt;Teaching Improvements through Mathematics Education&quot;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;[&lt;a href='#nh9' id='nb9' class='spip_note' title='Note 9' rev='footnote'&gt;9&lt;/a&gt;] ndr. : Ci&#242; significa che un programma globale che si preoccupa di prendere in conto l'insieme del percorso professionale e non di limitarsi unicamente all'aspetto centrale della preparazione si rivela molto efficace in s&#233; e per s&#233; ed &#232; in questa direzione quindi che dovrebbero orientarsi le riflessioni sull'impostazione di nuovi modelli di formazione per diventare insegnanti&lt;/p&gt; &lt;p&gt;[&lt;a href='#nh10' id='nb10' class='spip_note' title='Note 10' rev='footnote'&gt;10&lt;/a&gt;] La Lesley si trova a Cambridge nel Massachusetts , dunque nei pressi di Boston&lt;/p&gt; &lt;p&gt;[&lt;a href='#nh11' id='nb11' class='spip_note' title='Note 11' rev='footnote'&gt;11&lt;/a&gt;] ndr. : Un sistema di borse di studio per candidati all'insegnamento gestito dalla Fondazione Woodrow Wilson&lt;/p&gt; &lt;p&gt;[&lt;a href='#nh12' id='nb12' class='spip_note' title='Note 12' rev='footnote'&gt;12&lt;/a&gt;] ndr. : O partenariato. Si condivide con un insegnante esperto il lavoro in una classe&lt;/p&gt; &lt;p&gt;[&lt;a href='#nh13' id='nb13' class='spip_note' title='Note 13' rev='footnote'&gt;13&lt;/a&gt;] La Pen State University&lt;/p&gt; &lt;p&gt;[&lt;a href='#nh14' id='nb14' class='spip_note' title='Note 14' rev='footnote'&gt;14&lt;/a&gt;] ndr. : Quindi pochi per un paese come gli USA&lt;/p&gt; &lt;p&gt;[&lt;a href='#nh15' id='nb15' class='spip_note' title='Note 15' rev='footnote'&gt;15&lt;/a&gt;] ndr. ; In Italia sarebbe il Provveditorato. Qui si accenna al fatto che nessuna scuola &#232; isolata, un concetto che &#232; ben lungi dall'essere inteso nella maggioranza dei casi e dai responsabili politici dilettanti che persistono a ritenere che l'istruzione possa essere un mercato con scuole in competizione tra loro&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="en">
		<title>CV long In English</title>
		<link>http://www.oxydiane.net/6/article/cv-long-in-english</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.oxydiane.net/6/article/cv-long-in-english</guid>
		<dc:date>2013-04-03T09:50:55Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>en</dc:language>
		<dc:creator>Norberto</dc:creator>



		<description>&lt;p&gt;Complete CV&lt;/p&gt;

-
&lt;a href="http://www.oxydiane.net/6/" rel="directory"&gt;CV&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.oxydiane.net/IMG/arton585.jpg&quot; width='150' height='100' style='height:100px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;p&gt;Document attached!&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<enclosure url="http://www.oxydiane.net/IMG/pdf/CV_EN_Apr13-2.pdf" length="260577" type="application/pdf" />
		

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<item xml:lang="it_fem">
		<title>Francia: l'insegnamento nelle zone prioritarie </title>
		<link>http://www.oxydiane.net/politiche-scolastiche-politiques/egalite-equite-uguaglianza-equita/article/francia-l-insegnamento-nelle-zone</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.oxydiane.net/politiche-scolastiche-politiques/egalite-equite-uguaglianza-equita/article/francia-l-insegnamento-nelle-zone</guid>
		<dc:date>2013-03-28T22:06:32Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it_fem</dc:language>
		<dc:creator>Norberto</dc:creator>


		<dc:subject>Equit&#233;-&#233;galit&#233;</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Presentazione di un messaggio del Senato francese sullo stato dell'educazione nelle zone prioritarie&lt;/p&gt;

-
&lt;a href="http://www.oxydiane.net/politiche-scolastiche-politiques/egalite-equite-uguaglianza-equita/" rel="directory"&gt;Egalit&#233;/&#233;quit&#233;-Uguaglianza/equit&#224;&lt;/a&gt;

/ 
&lt;a href="http://www.oxydiane.net/mot/equite-egalite" rel="tag"&gt;Equit&#233;-&#233;galit&#233;&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.oxydiane.net/local/cache-vignettes/L96xH138/arton398-01b07.jpg&quot; width='96' height='138' style='height:138px;width:96px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;p&gt;Nel corso dell'ultimo decennio le iniziative tese a migliorare le condizioni di vita della popolazione svantaggiata e a ridurre le disparit&#224; socio-economiche nel settore scolastico si sono moltiplicate in numerosi Stati per ragioni molteplici che qui non si enumerano. L'emergenza dei programmi d'aiuto ai ceti meno abbienti &#232; senz'altro un aspetto positivo dell'evoluzione delle politiche socio-educative ma la ridondanza dei programmi sul terreno e degli enti coinvolti a pilotarli e a dirigerli ha non solo generato una crescita della spesa, un'espansione del personale coinvolto in queste iniziative spesso con uno statuto precario, ma non si &#232; tramutata in un equivalente miglioramento della situazione delle popolazioni povere n&#233; in una politica sociale-educativa efficaci. Il coordinamento territoriale delle iniziative si avvera molto delicato in mancanza di uno strumento che fornisca informazioni non grossolane sulla loro natura, sui costi, e la loro efficacia, In mancanza di uno strumento del genere il dibattito su queste politiche rischia di restare settario con una minaccia reale per la sopravvivenza di programmi di per s&#233; utili e necessari.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 104.9pt 3pt 30.05pt; text-align: justify; line-height: 14pt;&quot;&gt; &lt;strong&gt;Le politiche intersettoriali&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 104.9pt 3pt 30.05pt; text-align: justify; line-height: 14pt;&quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-top: 0cm; margin-right: 104.9pt; margin-bottom: 3pt; line-height: 14pt; text-align: justify; &quot;&gt; Le politiche sociali ovunque, in genere, producono doppioni, sprechi, nonostante le buone intenzioni che le sottendono. Ci&#242; vale anche nel campo scolastico. Un messaggio del Senato francese critica i costi e il disordine dell'educazione prioritaria, cio&#232; delle politiche attuate per correggere e compensare la povert&#224; culturale degli studenti che frequentano le scuole dei quartieri poveri, diseredati, sia nelle zone urbane periferiche che in quelle rurali in via di desertificazione. Diversi ministeri hanno impostato programmi d'intervento per migliorare gli alloggi, la sicurezza, i servizi sanitari e igienici di questi quartieri rovinati dalla speculazione edilizia e dall'affarismo delle agenzie immobiliari che se ne occupano. In diversi ministeri ci sono direzioni, programmi sorti per combattere la povert&#224; e la miseria con iniziative sociali e educative. Ogni programma ha la sua propria costellazione di periti, di specialisti, i propri poli di attrazione. A farne le spese sono i cittadini che pagano le imposte e che a loro insaputa intrattengono questi insiemi di tecnici, di operatori sociali. Chi ne beneficia ? Certamente gli operatori, coloro che decidono e che detengono i fili del potere. Siccome ci sono poche valutazioni di queste politiche non si sa se la popolazione di sbandati e di poveri che dovrebbero essere l'oggetto principale di queste politiche ne traggono un qualsivoglia beneficio.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 104.9pt 3pt 30.05pt; text-align: justify; line-height: 14pt;&quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 104.9pt 3pt 30.05pt; text-align: justify; line-height: 14pt;&quot;&gt; &lt;strong&gt;Il dito sulla piaga&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 104.9pt 3pt 30.05pt; text-align: justify; line-height: 14pt;&quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 104.9pt 3pt 30.05pt; text-align: justify; line-height: 14pt;&quot;&gt; Due senatori del centro-destra francese, colti, competenti, &lt;strong&gt;Philippe Dallier &lt;/strong&gt;che lavora nella commissione finanze, e &lt;strong&gt;G&#233;rard Longuet,&lt;/strong&gt; il pi&#249; noto dei due, che lavora nella commissione scuola, si sono alleati per analizzare i risultati e i costi dell'educazione prioritaria in Francia, ossia l'efficienza di questa politica , dopo avere scoperto che nella politica urbanistica si stanziano somme per l'educazione prioritaria e la stessa cosa succede nella politica scolastica. Dove vanno a finire queste somme ? Cosa si ottiene ? Perch&#233; questi doppioni ? Si possono evitare ? Il documento &#232; del 2009, quando la maggioranza al potere era di destra. L'analisi non fu bene accolta a sinistra. Se ne &#232; parlato poco. Eppure la denuncia era documentata e seria. Il messaggio in lingua francese si pu&#242; consultare cliccando &lt;a href=&quot;http://www.senat.fr/rap/r09-081/r09-081.html&quot; class='spip_out' rel='external'&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 104.9pt 3pt 30.05pt; text-align: justify; line-height: 14pt;&quot;&gt; &lt;strong&gt;Le politiche compensatorie passate al vaglio&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 104.9pt 3pt 30.05pt; text-align: justify; line-height: 14pt;&quot;&gt; I due senatori non propongono di eliminare l'educazione prioritaria ma sollevano il problema degli sprechi. Quest'aspetto non lo si pu&#242; ignorare, che si sia di destra o di sinistra. La politica compensatoria, il modello di gestione dei servizi sociali statali rendono l'istruzione pi&#249; equa e pi&#249; giusta ? Le disparit&#224; sociali, la povert&#224; dei ceti sociali &#232; attenuata dalle somme considerevoli stanziate da due ministeri per combatterle ? Dove vanno a finire queste somme ? Queste domande non sono oltraggiose. Si devono porre ed &#232; giusto porle.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 104.9pt 3pt 30.05pt; text-align: justify; line-height: 14pt;&quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 104.9pt 3pt 30.05pt; text-align: justify; line-height: 14pt;&quot;&gt; In questo articolo si effettua un tuffo nell'amministrazione francese, nella politica francese , si entra nelle quinte della democrazia repubblicana per vedere come funziona e cosa produce.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 104.9pt 3pt 30.05pt; text-align: justify; line-height: 14pt;&quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 104.9pt 3pt 30.05pt; text-align: justify; line-height: 14pt;&quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 104.9pt 3pt 30.05pt; text-align: justify; line-height: 14pt;&quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; &quot;&gt; &lt;strong&gt;Lo studio della corte dei conti &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; &quot;&gt; Il documento &#232; stato approntato dalla corte dei conti incaricata dal Senato francese di realizzare un' indagine sull'articolazione tra politica urbanistica e politica scolastica nei quartieri sensibili. Il documento &#232; stato presentato nel settembre 2009 ed &#232; il frutto di una doppia iniziativa da parte di due senatori che hanno potuto constatare la presenza di un campo di competenze condivise tra due ministeri, una situazione sorta nel 2003, che si &#232; trascinata da allora in poi, cresciuta come un bubbone, e che &#232; stata la conseguenza della perdita da parte del ministero della pubblica istruzione del monopolio in materia di educazione prioritaria. Da allora in poi , la lotta contro l'insuccesso scolastico che &#232; al centro delle politiche di lotta contro le disuguaglianze socioeconomiche di fronte all'istruzione ha coinvolto da un lato lo politica urbanistica e dall'altro quella dell'istruzione. Si ha qui un tipico caso di politica trasversale e territoriale sorta con l'obiettivo di ridurre la vulnerabilit&#224; sociale e economica degli abitanti dei quartieri cosiddetti sensibili, la politica urbanistica avente come preoccupazione principale gli aspetti educativi e come tale dovrebbe interagire con la politica scolastica la cui preoccupazione principale &#232; la lotta contro l'insuccesso scolastico. Questa situazione ha generato la creazione di numerose iniziative da cui pertinenza e leggibilit&#224; meritano un' analisi approfondita.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; min-height: 19px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; min-height: 19px; &quot;&gt; &lt;strong&gt;Coordinamento lacunoso al vertice e alla base&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; &quot;&gt; I due relatori sottolineano il fatto che questa analisi non rimette affatto in discussione il principio dell'educazione prioritaria e nemmeno l'aspetto educativo della politica urbanistica. Entrambi ribadiscono che nessuno immagina di sopprimere l'educazione prioritaria, ma si tratta nondimeno di identificare piste di miglioramento che non sono necessariamente di ordine quantitativo. Le caratteristiche vincenti delle operazioni intraprese sul terreno che sono tra loro quanto mai imbricate conduce a dubitare dell'efficacia di un aumento ulteriore delle risorse senza una previa revisione delle modalit&#224; di funzionamento dei programmi esistenti sul terreno.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; &quot;&gt; &lt;strong&gt;Risorse considerevoli&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; &quot;&gt; Le risorse pubbliche stanziate per le zone di educazione prioritaria sono a priori adeguate ma nessuno riesce a conoscerne con precisione l'importo.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; &quot;&gt; Questo &#232; proprio uno dei punti deboli della situazione. La corte dei conti ha tentato di valutare le risorse finanziarie stanziate per gli interventi educativi dello Stato nelle zone sensibili e ha recensito i costi delle numerose operazioni conosciute. Globalmente, lo Stato francese stanzia un importo pari circa a 1 miliardo di euro per l'educazione prioritaria. Questo importo continua a crescere anno dopo anno soprattutto a seguito di molte iniziative prese dal ministero della pubblica istruzione.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; &quot;&gt; L'aspetto urbanistico comporta una spesa di circa 115 milioni di euro all'anno, importo raddoppiato rispetto al 2005, ossia in circa 4 anni. Gli autori del rapporto, ossia la corte dei conti, ritiene che questa somma &#232; sottovalutata perch&#233; non comprende le azioni specifiche impostate per migliorare la situazione dei quartieri sensibili e non conteggia gli investimenti degli enti locali che possono consacrare risorse sostanziose soprattutto nell'ambito della politica urbanistica.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; min-height: 19px; &quot;&gt; &lt;strong&gt;Valutazioni aleatorie ma necessarie&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; min-height: 19px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; &quot;&gt; Le esperienze e le analisi condotte altrove, soprattutto negli Stati Uniti dove iniziative di questa portata nei singoli Stati o in numerose citt&#224; sono alquanto diffuse, dimostrano che non &#232; affatto semplice mettere ordine tra gli operatori che sul terreno agiscono in quanto delegati di politiche nate in contesti diversi nonch&#233; di politiche tra loro sovente concorrenziali. L'aspetto finanziario non &#232; che un aspetto precipuo dell'organizzazione delle politiche intersettoriali. In ogni modo, gi&#224; si sa che non &#232; affatto semplice razionalizzare la cooperazione tra i vari servizi dello Stato. In primo luogo si dovrebbe valutare in maniera affidabile il costo di questi interventi ma paradossalmente questa operazione &#232; quanto mai ardua e si imbatte in molteplici ostacoli che rendono per il momento molto azzardata la valutazione dell'efficacia della spesa pubblica. D'altra parte gli interessi in gioco a livello locale inducono molti responsabili a boicottare qualsiasi iniziativa mirante a stimare gli importi stanziati per questo genere di politica, per cui le risorse destinate all'educazione prioritaria in genere non sono conosciute con precisione e la distribuzione dei crediti sul territorio &#232; quanto mai disuguale in funzione dei giochi di potere e delle sfere di influenza che pilotano le decisioni. Questa situazione deve indurre alla massima cautela prima di avviare politiche ambiziose di intervento nelle zone sensibili o a rischio e deve incitare ad essere molto modesti quando si pretende di stimare gli importi che potrebbero essere risparmiati con modalit&#224; di gestione ritenute pi&#249; razionali. In ogni modo, la prima operazione da svolgere &#232; quella di costruire uno strumento che permetta di completare e correggere le lacune nella conoscenza dei queste politiche trasversali. Lo strumento non sar&#224; immediatamente perfetto ma potrebbe essere perfettibile. Un'informazione condivisa consentirebbe di innestare una dinamica virtuosa sul territorio e faciliterebbe la diffusione di una cultura della valutazione per rendere migliori le operazioni che si intendono intraprendere. Beninteso, questo non &#232; il solo provvedimento da prendere in considerazione ma l'attuazione di uno strumento che permette di migliorare le informazioni di tutti gli operatori a qualsiasi livello essi si trovino &#232; di per s&#233; un passo molto rilevante sia per evitare da un lato dibattiti ideologici e settari e dall'altro per avviare sul terreno iniziative tra loro coordinate.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; min-height: 19px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; min-height: 19px; &quot;&gt; &lt;strong&gt;Sterile ridondanza dei programmi non coordinati&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; &quot;&gt; La Corte dei conti rileva che &#8220;la moltiplicazione degli interventi nella direzione dei quartieri sensibili genera una complessit&#224; che costituisce un ostacolo alla gestione e all'efficacia di questi programmi&#8221;. L'eccesso di programmi impedisce da un lato agli operatori e dall'altro alle famiglie di conoscere quanto viene fatto e quanto si potrebbe utilizzare al meglio.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; &quot;&gt; La ridondanza dei programmi &#232; un ostacolo al coordinamento degli interventi che alla lunga finiscono per essere del tutto sterili. Il numero degli specialisti coinvolti, dei contabili, degli impiegati, dei tutori, degli accompagnatori, degli assistenti sociali, degli orientatori e degli insegnanti cresce in continuazione mentre diminuisce il numero delle famiglie o degli studenti che sono seguiti dal personale coinvolto nelle politiche per le zone prioritarie. Questo potrebbe essere ritenuto un esito positivo perch&#233; gli operatori avrebbero a che fare con un numero minore di casi da seguire, ma non &#232; quanto succede perch&#233; non esiste un reale coordinamento tra gli operatori, ragione per la quale alcuni continuano a doversi occupare di moltissimi casi mentre altri invece sono pressoch&#233; disoccupati.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class="hyperlien"&gt;Vedi on line : &lt;a href="http://www.senat.fr/notice-rapport/2009/r09-081-notice.html" class="spip_out"&gt;&#201;ducation nationale et quartiers de la politique de la ville : assurer l'&#233;galit&#233; r&#233;publicaine&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it_fem">
		<title>Insegnamento imperniato sulle competenze</title>
		<link>http://www.oxydiane.net/politiche-scolastiche-politiques/curriculi-programmes-d/article/insegnamento-imperniato-sulle</link>
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		<dc:date>2013-03-24T22:25:27Z</dc:date>
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		<dc:language>it_fem</dc:language>
		<dc:creator>Norberto</dc:creator>


		<dc:subject>Comp&#233;tences essentielles</dc:subject>
		<dc:subject>Curriculum</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Presentazione di un articolo pubblicato nel blog &quot;Education Nation&quot; della NBC News&lt;/p&gt;

-
&lt;a href="http://www.oxydiane.net/politiche-scolastiche-politiques/curriculi-programmes-d/" rel="directory"&gt;Curriculi/Programmes d'enseignement&lt;/a&gt;

/ 
&lt;a href="http://www.oxydiane.net/mot/competences-essentielles" rel="tag"&gt;Comp&#233;tences essentielles&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.oxydiane.net/mot/curriculum" rel="tag"&gt;Curriculum&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.oxydiane.net/IMG/arton581.jpg&quot; width='150' height='95' style='height:95px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;p&gt;Nello scenario della scuola di domani i curricoli saranno imperniati sulle competenze e non pi&#249; sulle discipline le cui radici affondano nell'universit&#224; medioevale. Si &#232; entrati in un fase di mutazione profonda dei curricoli ma per ora non se ne vede la fine e nemmeno si capisce in che direzione si va. Molte esperienze sono in corso, talune sono del tutto deliranti, altre invece sono promettenti. In quest'articolo se ne descrivono due in atto negli USA che lasciano intravvedere piste di sviluppo della scuola del domani.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center; &quot;&gt; &lt;strong&gt;Cosa &#232; un insegnamento basato sulle competenze ?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	Libera rielaborazione di un articolo di Nick Donohue pubblicato nel blog della NBC &quot;Education Nation&quot; il 13 febbraio 2013. L'originale in inglese pu&#242; essere letto cliccando &lt;a href=&quot;http://www.educationnation.com/index.cfm?aka=0&amp;objectid=EC43BE66-6CB1-11E2-B644000C296BA163&quot; class='spip_out' rel='external'&gt;qui&lt;/a&gt;. [&lt;a href='#nb1' class='spip_note' rel='footnote' title='Nicholas C. Donohue is the President and CEO of the Nellie Mae Education (...)' id='nh1'&gt;1&lt;/a&gt;]&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;	&lt;strong&gt;Ripensare i curricoli scolastici&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; &quot;&gt; &#200; ormai giunta l'ora di ripensare i curricoli scolastici e di concepire una scolarizzazione diversa da quella tradizionale, personalizzata come si usa dire oggigiorno, in grado di impegnare in maniera convincente gli studenti. Sul piano internazionale ci sono tentativi svariati per avviare un insegnamento non pi&#249; imperniato su programmi disciplinari da svolgere sull'arco di un anno, ma la transizione da un insegnamento curriculare ad uno per competenze non &#232; affatto facile. Per la maggior parte degli insegnanti risulta molto pi&#249; facile e rassicurante avere come punto di riferimento un programma da realizzare e che indirizzi l'insegnamento che fare a meno &quot;tout court&quot; di un programma e di lavorare sulle competenze da sviluppare negli studenti. La promozione pertanto di un insegnamento basato sulle competenze non pu&#242; ridursi ad una rivendicazione retorica, ad un ennesimo discorso pedagogico zeppo di belle parole ma privo di consistenza. Si tratta infatti di ribaltare interamente la scolarizzazione, di sviluppare nuovi test, di rendere possibile l'apprendimento in qualsiasi luogo ed in qualsiasi momento. L'insegnamento per competenze implica un uso flessibile del tempo che permette agli studenti di progredire secondo il proprio ritmo e di apprendere qualcosa di nuovo dopo avere fatto la prova di padroneggiare un determinato insieme di conoscenze. Tutto ci&#242; richiede probabilmente la messa a punto di standard di conoscenze, ci&#242; che appunto succede in questo momento in diversi sistemi scolastici.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; &quot;&gt; &lt;strong&gt;Che cosa ci&#242; significa realmente ?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; &quot;&gt; Nel modello di scolarizzazione attualmente in vigore, gli studenti passano da una classe all'altra dopo avere dimostrato di padroneggiare un nucleo minimo di conoscenze disciplinari. La promozione da una classe all'altra esige la verifica da parte degli insegnanti della padronanza da parte degli studenti di questo nucleo minimo di conoscenze : non si avanti se non si sanno le tabelline o se non si svolgono divisioni con i numeri decimali. Il passaggio da un anno di scuola all'altro &#232; ritmato da queste tappe, da queste verifiche. Orbene, decenni di indagini scientifiche sugli apprendimenti nonch&#233; l'accumulazione di un sapere ancestrale nel corpo insegnante hanno dimostrato che gli studenti crescono, si sviluppano ed apprendano a ritmi differenti. Nonostante questa evidenza, i programmi scolastici sono uguali per tutti, tutti gli studenti sono costretti ad avanzare secondo lo stesso passo e di accedere ad apprendimenti sempre pi&#249; specifici e perfezionati sulla base di principi quanto mai traballanti. &#200; come se si tentasse di costruire una casa sulla sabbia. Ma &#232; proprio questo che succede nella maggioranza dei sistemi scolastici odierni e tutti si estasiano di fronte ai sistemi scandinavi per esempio che invece funzionano in base al semplice buon senso e alle prove accumulate da tempo sul modo d'apprendere a scuola e fuori dalla scuola dei bambini e dei giovani.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; &quot;&gt; &lt;strong&gt;Standard&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; &quot;&gt; Un sistema di scolarizzazione impostato sulle competenze invece richiede che gli studenti rispettino standard ben precisi prima essere autorizzati a compiere il passo successivo. Questi passi si chiamano &#8220;competenze&#8221; oppure &#8220;obiettivi di prestazione&#8221;. Gli studenti devono dimostrare di avere appreso in maniera autentica e significativa, non soltanto quanto &#232; valutato con le prove strutturate, ma ben altro, ossia un modo di essere, una comprensione che consenta di passare al livello seguente, un modo di pensare, una sicurezza nei ragionamenti richiesti per apprendere un altro elemento. Si avanza nell'apprendimento scolastico quando si &#232; pronti pronti, a un momento qualsiasi dall'anno scolastico. Questa concezione dunque non solo vanifica il concetto di &#8220;programma scolastico&#8221; ma anche quello del &#8220;ritmo scolastico&#8221;, di &#8220;calendario scolastico&#8221;. Uno studente pu&#242; dimostrare di avere appreso e di padroneggiare le conoscenze che costituiscono un insieme di competenze ad un qualsiasi momento della sua esistenza e quindi di presentarsi alle prove previste per verificare la presenza di questa padronanza quando si sente pronto Taluni studenti lo faranno presto, altri vi arriveranno pi&#249; tardi. Il ritmo d'apprendimento non pu&#242; essere identico per tutti e non pu&#242; essere imposto dal gruppetto di testa. Non dovrebbe pi&#249; succedere quel che capita oggigiorno ossia di impostare gli apprendimenti secondo un ritmo unico per tutti.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; &quot;&gt; &lt;strong&gt;La licenza di guida&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; &quot;&gt; Per illustrare questa novit&#224; del tutto sovversiva del modello di scolarizzazione sin qui in auge, l'autore dell'articolo propone un confronto con un caso estraneo a quello scolastico : il conseguimento della la licenza di guida. Per ottenere la patente di guida si deve essere in grado di dimostrare di saper svolgere determinate operazioni quando si prende in mano il volante e si avvia il motore. La definizione di successo in questo caso &#232; basata su comportamenti misurabili, verificabili e sensati come per esempio fermarsi ad un semaforo rosso, dare la precedenza ai veicoli che arrivano da destra, ripartire dopo essersi fermati su una strada in ascesa, e non dipende dal tempo che si passa seduti dietro al volante. Infatti, ci sono apprendisti conducenti che superano l'esame di licenza al primo colpo ed altri invece che devono ripetere pi&#249; volte l'esame prima di dimostrare di essere in grado di padroneggiare l' insieme di manovre indispensabili per condurre un veicolo senza mettere in pericolo n&#233; la propria esistenza n&#233; quella degli altri conducenti.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; min-height: 19px; &quot;&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; min-height: 19px; &quot;&gt; &lt;strong&gt;Flessibilit&#224;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; &quot;&gt; A questo punto la questione ovvia da porre &#232; la seguente : perch&#233; nel sistema scolastico pubblico non si adotta un criterio analogo di promozione impostato sulle prestazioni o le competenze che si acquisiscono e non sul tempo passato seduti sui banchi di scuola ?&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; &quot;&gt; A differenza del modello di scolarizzazione tradizionale strutturato secondo calendari scolastici rigorosamente uniformi per classi di et&#224; come se si trattasse di un servizio di leva, l'insegnamento per competenze per essere applicato esige una grande flessibilit&#224; nell'impostazione dei ritmi scolastici. L'apprendimento infatti non &#232; dettato da orari naturali ma da criteri d'apprendimento che sono stati esplorati assai bene quasi un secolo fa da Jean Piaget.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; &quot;&gt; &lt;strong&gt;Modalit&#224; alternative di organizzazione della scolarizzazione&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; &quot;&gt; &#200; quindi pi&#249; che mai opportuno autorizzare l'impostazione di modalit&#224; di scolarizzazione alternative nell'ambito del servizio pubblico scolastico, per esempio offrire la possibilit&#224; a studenti che non ce l'hanno fatta ad apprendere lo zoccolo comune di conoscenze e competenze o che incontrano difficolt&#224; d'apprendimento nonostante facciano del proprio meglio oppure che sono scartati da altre scuole perch&#233; non riescono a seguire il programma. La regola consiste nel concedere agli studenti in difficolt&#224; di apprendere con il proprio ritmo, nel rispetto delle proprie competenze. Gli studenti potrebbero iniziare ad andare a scuola in un qualsiasi mese, a presentarsi alla scuola a qualsiasi ora del giorno, al mattino o alla sera, ad inscriversi agli esami organizzati per verificare la padronanza delle conoscenze quando si sentono pronti, mentre la scuola, almeno per il momento, dovrebbe annunciare in anticipo quando gli esami e le prove vengono organizzati. La scuola dovrebbe predisporre per ogni studente un piano individuale di apprendimento nel quale sono previsti momenti di verifica delle competenze e dei progressi svolti. Sulla base di alcune indagini svolte finora sulle competenze acquisite dagli studenti in grande difficolt&#224; si &#232; scoperto che invece di progredire con il passare dei mesi molti studenti regrediscono e dimenticano quanto appreso. Una delle soluzioni per evitare questi risultati negativi sembra sia quella di aiutare gli studenti a capire che cosa ci si aspetta da da loro a qualsiasi momento. Questa impostazione sovverte il concetto tradizionale di programma scolastico e articola l'apprendimento accademico con quanto succede nel mondo reale, tiene conto di quanto &#232; vissuto dagli studenti fuori dalla scuola come per esempio le relazioni d'amicizia, gli apprendimenti casuali, le conoscenze critiche.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; font-family: Georgia; min-height: 19px; &quot;&gt; &lt;strong&gt;Tentativi in corso&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 14px; font-family: Arial; color: rgb(128, 128, 128); &quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-size: 16px; font-family: Georgia; color: rgb(0, 0, 0); &quot;&gt;Ci sono poche esperienze di questo tipo perch&#233; &#232; difficile inserirle nella struttura gerarchica dell'istituzione scolastica pubblica e perch&#233; ci sono pochi insegnanti disposti a correre il rischio di lavorare secondo i principi richiesti da una impostazione di questo genere. Inoltre, queste esperienze sono costose. L'autore dell'articolo cita il caso della &quot;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;display: none; &quot;&gt; &lt;/span&gt;B&lt;span style=&quot;color:#000000;&quot;&gt;oston Day and Evening Academy&quot; (BDEA) a Roxbury nel Massachusetts. Quindi, quando si rivendica un insegnamento impostato sulle competenze occorre tenere presenti questi elementi. La generalizzazione di un modello del genere &#232; senz'altro fattibile ed anche auspicabile ma non si attua dal mattino alla sera. Le nuove tecnologie possono aiutare gli studenti ad apprendere secondo il proprio ritmo e si prestano per modulare la scolarizzazione secondo schemi flessibili che permettano a tutti gli studenti di acquisire un capitale comune di conoscenze e competenze.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 14px; font-family: Arial; color: rgb(128, 128, 128); min-height: 16px; &quot;&gt; &lt;span style=&quot;color:#000000;&quot;&gt;Alla lunga, questi schemi flessibili creano opportunit&#224; pi&#249; eque d'apprendimento, neutralizzano le disparit&#224; sociali di fronte alla scolarizzazione. Se si mantenesse ulteriormente lo schema rigido di scolarizzazione in vigore non si farebbe altro che aggravare il divario esistente tra gli studenti di classi sociali diverse dal punto di vista degli apprendimenti scolastici. &#200; probabile che un insegnamento impostato sulle competenze permetta a una gamma molto pi&#249; ampia di discenti di giungere a livelli molto elevati ed avanzati d'apprendimento.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 14px; font-family: Arial; color: rgb(128, 128, 128); min-height: 16px; &quot;&gt; &lt;span style=&quot;color:#000000;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Conclusione&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 14px; font-family: Arial; color: rgb(128, 128, 128); &quot;&gt; &lt;span style=&quot;color:#000000;&quot;&gt;In fondo, la scommessa &#232; sempre la stessa : credere o non credere che tutti possano apprendere fino ad un certo livello un insieme comune di conoscenze e competenze. Se non si crede che tutti, nessuno escluso, possano giungere a padroneggiare uno zoccolo comune di conoscenze e competenze, allora non rimane altro da fare che rinunciare a svolgere discorsi sull'insegnamento per competenze. Questi discorsi suonerebbero vuoti e sarebbero falsi. Si tratta dunque di scommettere sulla &#8220;educabilit&#224;&#8221; di tutte le persone. Questo concetto non &#232; per nulla nuovo ma finora nella maggioranza dei sistemi scolastici non si &#232; fatto granch&#233; per confezionare un approccio che offra a tutti gli studenti, indipendentemente dalle loro qualit&#224; e dalle loro caratteristiche, la migliore via per diventare eccellenti e per non essere umiliati da un sistema scolastico poco equo, che non li motivi e che non stimoli tutti a dare il meglio di s&#233;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	&lt;span style=&quot;display: none; &quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class="hyperlien"&gt;Vedi on line : &lt;a href="http://www.educationnation.com/index.cfm?aka=0&amp;objectid=EC43BE66-6CB1-11E2-B644000C296BA163" class="spip_out"&gt;What is Competency-Based Learning?&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;hr /&gt;
		&lt;div class='rss_notes'&gt;&lt;p&gt;[&lt;a href='#nh1' id='nb1' class='spip_note' title='Note 1' rev='footnote'&gt;1&lt;/a&gt;] &lt;em style=&quot;color: rgb(128, 128, 128); font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 18px; background-color: rgb(255, 255, 255); &quot;&gt;Nicholas C. Donohue is the President and CEO of the &lt;a href='http://www.nmefoundation.org/' style=&quot;color: rgb(0, 132, 184); text-decoration: none; &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Nellie Mae Education Foundation&lt;/a&gt;, which recently commissioned the report &#8220;&lt;a href='http://www.competencyworks.org/resources/making-mastery-work/' style=&quot;color: rgb(0, 132, 184); text-decoration: none; &quot;&gt;Making Mastery Work&lt;/a&gt;.&#8221; The foundation is based in Quincy, Massachusetts. You can follow &lt;a href='https://twitter.com/nickdonohuenmef' style=&quot;color: rgb(0, 132, 184); text-decoration: none; &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;@NickDonohueNMEF&lt;/a&gt; on Twitter. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="en">
		<title>Libert&#224; di scelta della scuola</title>
		<link>http://www.oxydiane.net/archivio-archives/2012/article/liberta-di-scelta-della-scuola-583</link>
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		<dc:date>2013-03-23T09:43:51Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>en</dc:language>
		<dc:creator>Norberto</dc:creator>



		<description>&lt;p&gt;Recensione del libro in inglese &quot;Exploring the School Choice Universe
Evidence and Recommendations&quot;.Indagine comparata in inglese. Libro non tradotto in italiano.&lt;/p&gt;

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&lt;a href="http://www.oxydiane.net/archivio-archives/2012/" rel="directory"&gt;2012&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.oxydiane.net/local/cache-vignettes/L102xH149/arton583-d1be6.jpg&quot; width='102' height='149' style='height:149px;width:102px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;p&gt;La libert&#224; di scelta della scuola &#232; ostacolata e combattuta finora a spada tratta da tutti i difensori del servizio scolastico statale ed &#232; invece rivendicata soprattutto dalla chiesa cattolica che vuole proteggere il proprio capitale scolastico con argomenti educativi molteplici ma con poco acume didattico, dalle aziende private che offrono soluzioni scolastiche alle classe agiate che possono permettersi costi proibitivi ed infine dai rarissimi innovatori alternativi che non si trovano bene in nessun apparato istituzionale. Forse per&#242; la libert&#224; di scelta della scuola &#232; un effetto secondario delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione, dell'&quot;open access&quot;, della possibilit&#224; di studiare ovunque, in qualsiasi momento e come si vuole ed infine resta pure sempre una delle poche possibilit&#224; note finora per rendere eque e giuste le scuole.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(34, 34, 34); font-family: arial; font-size: 12px; background-color: rgb(255, 255, 255); text-align: center; &quot;&gt; &lt;strong&gt;Exploring the School Choice Universe&lt;br /&gt; Evidence and Recommendations&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(34, 34, 34); font-family: arial; font-size: 12px; text-align: -webkit-left; background-color: rgb(255, 255, 255); &quot;&gt; &lt;em&gt;Edited by : Gary Miron, Western Michigan University &lt;br /&gt; Kevin G. Welner, University of Colorado - Boulder &lt;br /&gt; Patricia H. Hinchey, Pennsylvania State University &lt;br /&gt; William J. Mathis, University of Colorado, Boulder &lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(34, 34, 34); font-family: arial; font-size: 12px; text-align: -webkit-left; background-color: rgb(255, 255, 255); &quot;&gt; &lt;a href='http://infoagepub.com/products/Exploring-the-School-Choice-Universe' style=&quot;color: rgb(17, 85, 204); &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; style='max-width: 500px; max-height: 100000px' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(34, 34, 34); font-family: arial; font-size: 12px; text-align: -webkit-left; background-color: rgb(255, 255, 255); &quot;&gt; * Buy Online at&lt;a href='http://infoagepub.com/products/Exploring-the-School-Choice-Universe' style=&quot;color: rgb(17, 85, 204); &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt; http://infoagepub.com/&lt;wbr&gt;products/Exploring-the-School-&lt;wbr&gt;Choice-Universe&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; * Paperback 9781623960438 Web Price : $33.99&lt;br /&gt; * Hardcover 9781623960445 Web Price : $62.89&lt;br /&gt; * eBook 9781623960452&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;wbr&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(34, 34, 34); font-family: arial; font-size: 12px; text-align: -webkit-left; background-color: rgb(255, 255, 255); &quot;&gt; A volume in the series : &lt;strong&gt;&lt;em&gt;The National Education Policy Center Series&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Editor(s) : Kevin G. Welner, University of Colorado - Boulder. Alex Molnar, Arizona State University. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(34, 34, 34); font-family: arial; font-size: 12px; text-align: -webkit-left; background-color: rgb(255, 255, 255); &quot;&gt; Exploring the School Choice Universe : Evidence and Recommendations gives readers a comprehensive, complete picture of choice policies and issues. In doing so, it offers cross-cutting insights that are obscured when one looks only at single issue or a single approach to choice. The book examines choice in its various forms : charter schools, home schooling, online schooling, voucher plans that allow students to use taxpayer funds to attend private schools, tuition tax credit plans that provide a public subsidy for private school tuition, and magnet schools and other forms of public school intra- and interdistrict choice. It brings together some of the top researchers in the field, presenting a comprehensive overview of the best current knowledge of these important policies.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(34, 34, 34); font-family: arial; font-size: 12px; text-align: -webkit-left; background-color: rgb(255, 255, 255); &quot;&gt; The questions addressed in Exploring the School Choice Universe are of most importance to researchers and policy makers. What do choice programs actually do ? What forms do they take ? Who participates, and why ? What are the funding implications ? What are the results of different forms of school choice on outcomes that matter, like student performance, segregation, and competition effects ? Do they affect teachers' working conditions ? Do they drive innovation ?&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(34, 34, 34); font-family: arial; font-size: 12px; text-align: -webkit-left; background-color: rgb(255, 255, 255); &quot;&gt; The contents of this book offer reason to believe that choice policies can further some educational goals. But they also suggest many reasons for caution. If choice policies are to be evidence-based, a re-examination is in order. The information, insights and recommendations facilitate a more nuanced understanding of school choice and provide the basis for designing sensible school choice reforms that can pursue a range of desirable outcomes.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(34, 34, 34); font-family: arial; font-size: 12px; text-align: -webkit-left; background-color: rgb(255, 255, 255); &quot;&gt; &lt;strong&gt;REVIEWS : &lt;/strong&gt;&quot;By far, the richest source of information on the most controversial issue in education.&quot;&lt;em&gt; Henry M. Levin Teachers College, Columbia University &lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(34, 34, 34); font-family: arial; font-size: 12px; text-align: -webkit-left; background-color: rgb(255, 255, 255); &quot;&gt; &quot;This book is one of the few contributions to the school choice debate that recognizes the range and complexity of the issues involved and acknowledges that political judgements about the costs and benefits of choice initiatives are not straightforward. It will be of interest not only to American readers but also to those in other countries considering the adoption of similar choice policies. I strongly recommend this book to anyone who does not have a closed mind on the subject.&quot; &lt;em&gt;Geoff Whitty Director Emeritus, Institute of Education, University of London &lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;color: rgb(34, 34, 34); font-family: arial; font-size: 12px; text-align: -webkit-left; background-color: rgb(255, 255, 255); &quot;&gt; &lt;strong&gt;CONTENTS :&lt;/strong&gt; 1.Introduction : Gary Miron, Western Michigan University, and Kevin G. Welner, University of Colorado Boulder. 2. Negotiating Public and Private : Philosophical Frameworks for School Choice, Terri S.Wilson. 3. How Legislation and Litigation Shape School Choice, Julie F. Mead. 4. Who Chooses Schools, and Why ? The Characteristics and Motivations of Families who Actively Choose Schools, Natalie Lacireno-Paquet and Charleen Brantley. 5. School Choice and Accountability, Gregg Garn and Casey Cobb. 6. Funding Formulas, School Choice, and Inherent Incentives, Clive R. Belfield. 7. Teacher Qualifications and Work Environments Across School Choice Types, Marisa Cannata. 8. Educational Innovation and Diversification in School Choice Plans, Christopher Lubienksi. 9. School Choice and Segregation by Race, Ethnicity, Class, and Achievement, Roslyn Arlin Mickelson, Martha Cecilia Bottia, and Stephanie Southworth. 10. The Competitive Effect of School Choice Policies on Public School Performance, David Arsen and Yongmei Ni. 11. The Impact Of School Choice Reforms On Student Achievement, Gary Miron and Jessica L. Urschel. 12. Conclusions and Recommendations, William J. Mathis and Patricia H. Hinchey.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;	&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class="hyperlien"&gt;See online : &lt;a href="http://infoagepub.com/products/Exploring-the-School-Choice-Universe" class="spip_out"&gt;Exploring the School Choice Universe. Evidence and Recommendations&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
		
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<item xml:lang="it_fem">
		<title>Dirigenti scolastici: una pietra d'inciampo</title>
		<link>http://www.oxydiane.net/politiche-scolastiche-politiques/leadership/article/dirigenti-scolastici-una-pietra-d</link>
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		<dc:creator>Norberto</dc:creator>


		<dc:subject>Leadership</dc:subject>

		<description>La valutazione dei dirigenti Il problema della valutazione dei dirigenti scolastici &#232; scottante ovunque. Non &#232; un caso se anche in Italia se ne parla da tempo e se finora non si &#232; riusciti ad impostare esperienze convincenti, ossia con prove inequivocabili, di valutazioni attendibili di dirigenti scolastici. La questione &#232; molto complessa sia dal punto di vista metodologico che da quello politico. Recentemente, negli Stati Uniti, sono stati pubblicati due articoli su questo tema, entrambi (...)

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&lt;a href="http://www.oxydiane.net/politiche-scolastiche-politiques/leadership/" rel="directory"&gt;Leadership&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://www.oxydiane.net/mot/leadership" rel="tag"&gt;Leadership&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.oxydiane.net/IMG/arton582.jpg&quot; width='150' height='78' style='height:78px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;	&lt;strong&gt;La valutazione dei dirigenti&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; &quot;&gt; Il problema della valutazione dei dirigenti scolastici &#232; scottante ovunque. Non &#232; un caso se anche in Italia se ne parla da tempo e se finora non si &#232; riusciti ad impostare esperienze convincenti, ossia con prove inequivocabili, di valutazioni attendibili di dirigenti scolastici. La questione &#232; molto complessa sia dal punto di vista metodologico che da quello politico. Recentemente, negli Stati Uniti, sono stati pubblicati due articoli su questo tema, entrambi firmati dagli stessi autori, nomi noti nell'ambito della comunit&#224; di ricercatori che si occupano di faccende scolastiche, alcuni dei quali, come Eric Hanushek e Steven G. Rivkin, sono pure molto noti in Europa.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; &quot;&gt; &lt;strong&gt;I due articoli sono i seguenti &lt;/strong&gt; :&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; min-height: 19px; &quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; font-style: italic; &quot;&gt;Estimating the Effect of Leaders on Public Sector Productivity : The Case of School Principals, a cura di &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'Trebuchet MS', 'Helvetica Neue', Helvetica, Tahoma, sans-serif; line-height: 18px; &quot;&gt;Gregory F. Branch, Eric A. Hanushek e Steven G. Rivkin, &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; &quot;&gt;National Bureau of Economic Research, 2012 ;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class=&quot;think-tank-name&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; font-size: 1.1em; font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; &quot;&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;think-tank-name&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; font-size: 1.1em; font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; &quot;&gt; &lt;div class=&quot;report-title&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; font-style: italic; font-size: 1.3em; &quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-size:16px;&quot;&gt;School Leaders Matter, a cura di &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 16px; font-family: 'Trebuchet MS', 'Helvetica Neue', Helvetica, Tahoma, sans-serif; line-height: 18px; &quot;&gt;Gregory F. Branch, Eric A. Hanushek e Steven G. Rivkin in &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 16px; &quot;&gt;Education Next&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size:16px;&quot;&gt;, 2013&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div class=&quot;report-title&quot; style=&quot;margin: 0px; padding: 0px; font-style: italic; font-size: 1.3em; &quot;&gt; &lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; min-height: 19px; &quot;&gt; &lt;strong&gt;Gravi debolezze&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 14px; font-family: Verdana; color: rgb(80, 80, 80); &quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-size: 16px; font-family: Times; color: rgb(0, 0, 0); &quot;&gt;Il centro nazionale statunitense di politica scolastica (NEPC, acronimo che sta per &quot;National Education Policy Center&quot;) con sede a Denver nel Colorato ha commissionato alla professoressa Margaret Terry Orr, &lt;/span&gt;Bank Street College of Education, New York un' analisi critica di questo testo. La professoressa Orr ha concluso che la lezione pi&#249; rilevante da ritenere di quest' indagine &#232; che &#232; semplicemente impossibile stimare in modo oculato l'efficacia dei dirigenti usando i punteggi degli studenti nelle prove strutturate sulle competenze conoscitive considerati i limiti di questi dati nonch&#233; delle procedure per calcolare i punteggi. Questi strumenti non dovrebbero essere utilizzati per valutare i dirigenti. Questa conclusione &#232; di per s&#233; rilevante ed &#232; la ragione per la quale qui si segnala quest'analisi critica.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 14px; font-family: Verdana; color: rgb(80, 80, 80); &quot;&gt; Entrambi gli articoli si basano su un' indagine che cerca di stabilire il valore aggiunto del dirigente nel miglioramento degli apprendimenti degli studenti di un istituto scolastico. I ricercatori trovano effetti molto variabili, che possono essere insignificanti oppure rilevanti a dipendenza delle modalit&#224; di valutazione applicate.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 14px; font-family: Verdana; color: rgb(80, 80, 80); &quot;&gt; La professoressa Orr nota che l'indagine condotta dai tre autori si basa su un' ampia banca dati ma che gli aspetti metodologici limitano severamente l'utilit&#224; delle conclusioni. Il parere, 16 pagine, della professoressa Orr lo si pu&#242; ritrovare cliccando &lt;a href=&quot;http://nepc.colorado.edu/thinktank/review-estimating-effect-principals&quot; class='spip_out' rel='external'&gt;qui&lt;/a&gt;. Questo parere &#232; molto interessante perch&#233; contesta la pertinenza delle conclusioni di autori famosi che provengono dalla cerchia degli economisti dell'educazione.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 14px; font-family: Verdana; color: rgb(80, 80, 80); &quot;&gt; &lt;strong&gt;Dati inattendibili o mancanti&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 14px; font-family: Verdana; color: rgb(80, 80, 80); &quot;&gt; Tra i problemi che rendono contestabili questi due articoli la professoressa Orr segnala i seguenti :&lt;/p&gt; &lt;ul&gt; &lt;li style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 14px; font-family: Verdana; color: rgb(80, 80, 80); &quot;&gt; l'et&#224; dei dati che varia da dati vecchi di 12 anni fino a 18 anni. L'indagine quindi si basa su dati non aggiornati ;&lt;/li&gt; &lt;li style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 14px; font-family: Verdana; color: rgb(80, 80, 80); &quot;&gt; l'oblio di alcune variabili molto rilevanti per determinare la bont&#224; o debolezza di un dirigente scolastico come per esempio gli anni d'esperienza, la validit&#224; dei dati utilizzati per comparare tra loro i dirigenti, gli effetti indiretti dei dirigenti sulla vita scolastica, le caratteristiche socio-professionali dell'ambiente nel quale si trova scuola nonch&#233; quelle della popolazione che frequenta la scuola, la mobilit&#224; degli insegnanti. La carenza di questi aspetti indebolisce in maniera considerevole la pertinenza e la validit&#224; delle affermazioni contenute nei due articoli. La Prof.ssa Orr afferma : &#8220;questi difetti metodologici nonch&#233; i limiti dei dati di cui ci si &#232; serviti sollevano questioni molto serie riguardanti l'importanza dell'effetto dei dirigenti sugli apprendimenti degli studenti e quindi sulla validit&#224; delle analisi svolte&#8221;.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 14px; font-family: Verdana; color: rgb(80, 80, 80); &quot;&gt; Il documento redatto dalla professoressa Orr &#232; molto utile sia dal punto di vista metodologico perch&#233; tratta questioni tecniche rilevanti come per esempio quella del ricorso alla stima del valore aggiunto di un dirigente, sia dal punto di vista della ricerca valutativa ,come per esempio le questioni relative alla valutazione dell'incidenza del dirigente sugli insegnanti dell'istituto scolastico oppure quella della rotazione dei dirigenti.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 14px; font-family: Verdana; color: rgb(80, 80, 80); &quot;&gt; La professoressa Orr conclude dicendo che &#8220;la conclusione pi&#249; importante da un punto di vista politico che si pu&#242; dedurre dall'indagine sulla quale si basano i due articoli &#232; che la stima dell'efficacia di un dirigente &#232; semplicemente impossibile allo stato attuale delle metodologie in nostro possesso e della qualit&#224; dei campioni utilizzati. Per questa ragione stime di questa natura per valutare i dirigenti non devono essere utilizzate&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 14px; font-family: Verdana; color: rgb(80, 80, 80); &quot;&gt; In Italia il problema &#232; ancora pi&#249; grave perch&#233; in primo luogo mancano moltissimi dati che sono indispensabili per impostare una valutazione accurata a causa di leggi molto rigorose sulla protezione della sfera privata che collidono con le esigenze della ricerca scientifica. Inoltre in Italia si continua ancora a scommettere molto sul calcolo del valore aggiunto come se fosse di per s&#233; semplice calcolare il valore aggiunto di un dirigente, della sua personalit&#224;. dello stile direzionale con i punteggi degli studenti nei test. Merito dei due articoli &#232; quello di dimostrare l'impossibilit&#224; di una via del genere, che &#232; quindi una pista da abbandonare, almeno per il momento.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class="hyperlien"&gt;Vedi on line : &lt;a href="http://nepc.colorado.edu/thinktank/review-estimating-effect-principals" class="spip_out"&gt;Review of Two Articles on Principal Effects&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it_fem">
		<title>Perch&#233; misurare il clima di un istituto scolastico e come misurarlo? </title>
		<link>http://www.oxydiane.net/politiche-scolastiche-politiques/valutazione-dei-e-nei-sistemi/article/perche-misurare-il-clima-di-un</link>
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		<dc:date>2013-03-09T22:45:40Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it_fem</dc:language>
		<dc:creator>Norberto</dc:creator>


		<dc:subject>Evaluation</dc:subject>
		<dc:subject>Etablissement scolaire</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Articolo pubblicato dal settimanale &quot;Education Week&quot; che attira l'attenzione sull'importanza della valutazione del clima d'istituto&lt;/p&gt;

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&lt;a href="http://www.oxydiane.net/politiche-scolastiche-politiques/valutazione-dei-e-nei-sistemi/" rel="directory"&gt;Valutazione dei e nei sistemi scolastici/Evaluation des syst&#232;mes et dans les syst&#232;ms &#233;ducatifs&lt;/a&gt;

/ 
&lt;a href="http://www.oxydiane.net/mot/evaluation" rel="tag"&gt;Evaluation&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.oxydiane.net/mot/etablissement-scolaire" rel="tag"&gt;Etablissement scolaire&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.oxydiane.net/IMG/arton105.jpg&quot; width='150' height='136' style='height:136px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;p&gt;Il clima d'istituto si pu&#242; misurare. Le incidenze del clima d'istituto non sono solo conoscitive. E' pertanto rilevante riuscire a controllare e ad apprezzare il clima d'istituto, ma quest'operazione non si improvvisa, richiede grande competenza, molta duttilit&#224; perch&#233; il modo con il quale il clima d'istituto &#232; valutato si riflette sul clima stesso. Quindi la procedura di valutazione del clima d'istituto non &#232; anodina e va scelta con oculatezza in base a ipotesi iniziali concordate tra i membri dell'istituto scolastico. In particolare prima di avviare la valutazione del clima di un istituto scolastico &#232; indispensabile non solo mettere al corrente tutti i membri dell'istituto, studenti inclusi, ma trovare un consenso sulle ipotesi di partenza tra il personale scolastico. Detto questo, ne consegue che un dirigente non pu&#242; permettersi di lanciarsi all'avventura e che un istituto centrale dell'amministrazione scolastica di valutazione non pu&#242; farsi carico di valutare il clima di ogni istituto.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;	&lt;strong style=&quot;font-size: 16px; &quot;&gt;La misura del clima scolastico permette di migliorare l'apprendimento&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; min-height: 19px; &quot;&gt; In questo articolo si rielaborano alcune considerazioni svolte in un testo pubblicato dal settimanale americano Education Week il 17 aprile 2007 a cura di Jonathan Cohen e Terry Pickeral [&lt;a href='#nb1' class='spip_note' rel='footnote' title='Cohen insegna al Teachers College di New York ed &#232; stato uno dei fondatori (...)' id='nh1'&gt;1&lt;/a&gt;] &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; min-height: 19px; &quot;&gt; Non &#232; facile misurare il clima scolastico ed esiste infatti quasi un baratro tra le procedure molte caute utilizzate dalla ricerca scientifica quando tratta del clima scolastico e le rare istruzioni riguardanti il clima scolastico emanate dalle autorit&#224; scolastiche. La materia &#232; molto delicata sia per gli studenti che per le famiglie e per il personale scolastico.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; min-height: 19px; &quot;&gt; &lt;strong&gt;Cosa &#232; il clima scolastico ?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; &quot;&gt; Il clima scolastico non &#232; un concetto nuovo. Nella pedagogia se ne parla da pi&#249; di un secolo bench&#233; i ricercatori e il personale scolastico si servono di definizioni diverse (in certi casi si parla di &#8220;tono&#8221; o di &#8220;atmosfera&#8221; scolastica). In ogni modo tutti convengono che il clima si riferisce alla qualit&#224; e al carattere o alla natura della vita all'interno di un istituto scolastico. Assai spesso, il clima scolastico &#232; misurato con sondaggi che raccolgono il parere dei membri della comunit&#224; scolastica, con interviste e questionari mediante i quali si chiede quali siano le percezioni della vita scolastica, ma il clima scolastico &#232; qualcosa di molto di pi&#249; che non un' esperienza individuale ; &#232; un fenomeno di gruppo, un concetto che ha a che fare con la sfera collettiva, per cui gli strumenti classici della valutazione quantitativa non si prestano per valutare il clima d'istituto.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; &quot;&gt; Si capisce subito quando si entra in una scuola quale &#232; il livello di coesione e lo spirito di collaborazione esistenti tra il personale della scuola e la direzione. Questa percezione &#232; palpabile ed &#232; difficile ingannare specialisti che hanno una buona formazione come valutatori e soprattutto una grande esperienza. Orbene, la coesione di un gruppo &#232; certamente basata su azioni individuali ma anche su qualcosa d'altro. Persone che lavorano insieme in maniera collegiale generano un processo di gruppo che oggi si chiama &quot;intelligenza collettiva&quot;. Molti ricercatori e valutatori hanno descritto in svariati modi le dimensioni che modellano questo processo. Ma una valutazione globale del clima scolastico include anche una valutazione di aspetti che trascendono la vita scolastica come per esempio la sicurezza, l'ostracismo esistente tra colleghi oppure il rispetto tra di loro, la qualit&#224; dell'insegnamento, quanto si apprende, l'ambiente scolastico in genere e le modalit&#224; organizzative vigenti nell'istituto (frammentata, coesiva, partecipativa, poco strutturata, stimolante, aperta, chiusa, ecc.). Questo &#232; tra l'altro uno dei segreti del successo del sistema scolastico finlandese : il clima d'istituto impostato con modalit&#224; imperniate sulla partecipazione, la coesione, la solidariet&#224;, il rispetto, la trasparenza, ecc. Non occorre andare molto lontano per sapere che quest'impostazione &#232; la chiave del successo.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; min-height: 19px; &quot;&gt; Oggigiorno si &#232; molto di pi&#249; consapevoli che i sentimenti e le emozioni che si provano a scuola e che si condividono con un gruppo pi&#249; largo hanno un' incidenza anche sullo sviluppo della personalit&#224; degli studenti nonch&#233; sul loro modo di apprendere. Ci&#242; &#232; quanto &#232; stato dimostrato da una massa straordinaria di indagini scolastiche nel corso di questi ultimi tre decenni. Un clima scolastico positivo &#232; associato con risultati scolastici migliori e permette anche di predire i risultati del futuro, di anticipare i rischi che possono minacciare il clima scolastico interno, di preannunciare gli errori da non commettere per evitare la diffusione all'interno della scuola di un clima pestilenziale e asfissiante che paralizza le buone intenzioni individuali degli insegnanti e che pu&#242; soffocare la curiosit&#224; degli studenti nonch&#233; la loro motivazione ad apprendere.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; min-height: 19px; &quot;&gt; &lt;strong&gt;Cosa conta a scuola ?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; &quot;&gt; Tutti noi ricordiamo momenti della nostra infanzia durante i quali ci siamo sentiti particolarmente protetti, sicuri o insicuri a scuola, quando abbiamo sperimentato una forte simpatia con adulti premurosi oppure quando abbiamo sofferto l'ostilit&#224; sprezzante di persone del tutto indifferenti a quello che stavamo facendo nella scuola, quando abbiamo provato la sensazione di essere obbligati ad apprendere qualcosa che avesse senso oppure al contrario quando siamo stati costretti ad apprendere nozioni che non avevano nessun senso. Questo tipo di esperienze ha contribuito a plasmare la nostra personalit&#224; e a selezionare i nostri interessi conoscitivi. Queste esperienze costituiscono per tutti una memoria vivida del periodo scolastico, ma non sono ancora valutate, per cui &#232; come se non esistessero e se non contassero. Ci sono ancora passi da gigante da compiere nel settore della valutazione scolastica.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; &quot;&gt; &lt;strong&gt;La comunit&#224; scolastica, la fiducia negli altri&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; &quot;&gt; Nel corso degli scorsi anni gli autori dell'articolo hanno lavorato in istituti scolastici che si sono serviti delle valutazioni per capire i loro punti di forza, per individuare i loro fabbisogni e per approntare piani di sviluppo e di miglioramento del vissuto scolastico e del clima sociale, civico, emotivo e etico esistente all'interno dell'istituto come pure dei risultati conoscitivi. Al centro di tutti questi interventi si situa il concetto di &#8220;comunit&#224; scolastica&#8221;. Gli istituti scolastici sono sani e funzionano bene quanto sono davvero una comunit&#224;, quando tutti i membri di questa comunit&#224; si riuniscono per riflettere sulle dimensioni che modellano ed influenzano le percezioni che i membri dell'istituto scolastico hanno della convivenza dentro la scuola. Ognuno infatti, indipendentemente dalle proprie competenze e dal proprio livello di cultura, impara qualcosa quando chi gli sta accanto esprime i propri sentimenti sulla vita scolastica, riesce a dire quel che prova, a esplicitare i propri sentimenti.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; &quot;&gt; &lt;strong&gt;Il disagio e l'incivilt&#224; scolastica&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; &quot;&gt; Uno dei risultati importanti emergenti da queste esperienze fu la scoperta che la violenza scolastica, la prepotenza e l'arroganza di alcuni studenti &#232; un problema angosciante per gli studenti ma non per i professori degli istituti scolastici. Quando il personale della scuola accetta per&#242; di affrontare questo problema immediatamente si crea una piattaforma d'intesa con il corpo studentesco che &#232; molto favorevole per l'impegno degli studenti. Il rapporto tra studenti e professori viene a questo punto ribaltato e di colpo gli studenti diventano i professori dei loro professori poich&#233; conoscono fatti e situazioni che i professori e il personale scolastico ignorano il che permette agli adulti di essere passivi e del tutto insensibili al disagio degli studenti all'interno della scuola .&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; &quot;&gt; &lt;strong&gt;Come impostare la valutazione del clima scolastico ?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; &quot;&gt; Questo esempio permette di attirare l'attenzione sui limiti di un certo tipo di valutazione del clima scolastico. Questa non pu&#242; essere imposta n&#233; dall'alto n&#233; dall'esterno della scuola senza la condivisione e l'accordo di tutti i membri dell'istituto scolastico. La valutazione del clima scolastico &#232; utile ed &#232; necessaria solamente se &#232; collaborativa e se sfocia nella creazione di piani specifici di miglioramento. La valutazione globale del clima scolastico pu&#242; essere un trampolino che permette alla comunit&#224; scolastica di costituirsi e di riflettere sulle azioni che devono essere intraprese per far s&#236; che si possa stare bene all'interno dell'istituto e si possa lavorare nel modo migliore. Il lavoro metodologico da condurre su questo tipo di valutazione dovrebbe permettere di innestare una procedura di miglioramento nutrita di informazioni, di prove, di piani che provengono dal riconoscimento dell'importanza di tutti gli aspetti della vita scolastica (sociali, emotivi, etici, conoscitivi).&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; min-height: 19px; &quot;&gt; &lt;strong&gt;Gli obiettivi della scolarizzazione&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; min-height: 19px; &quot;&gt; Se si interrogano le famiglie e il personale scolastico su quanto auspicano per gli studenti, si scopre che ovunque, per lo meno negli Stati Uniti, sono importanti non solo le conoscenze scolastiche come per esempio il saper leggere e scrivere oppure il far di conto ma che soprattutto si vorrebbe che le scuole fossero un posto nel quale gli studenti siano a loro agio, stiano bene, scoprano come si possa apprendere lungo l'arco di tutta l'esistenza, facciano amicizie valide ed incontrino persone entusiaste della vita e della societ&#224; che stimolino la loro curiosit&#224;. Molte autorit&#224; scolastiche non ammettono queste indicazioni, sono sorprese dal fatto che sovente questi obiettivi sono prioritari e pi&#249; rilevanti che non gli obiettivi puramente conoscitivi. In altri termini si deve ammettere per&#242; che le capacit&#224; sociali, emozionali e morali contano per le famiglie e anche per molti insegnanti quanto le competenze conoscitive. In realt&#224;, tutti gli insegnanti sanno benissimo che quando interagiscono con i loro alunni e i loro studenti mettono in gioco le loro emozioni, i loro valori e non solo la loro cultura.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; min-height: 19px; &quot;&gt; &lt;strong&gt;Composizione di un buon clima scolastico&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; &quot;&gt; Un buon clima scolastico &#232; quindi composto di una costellazione di competenze sociali ed emotive nonch&#233; di disposizioni etiche condivise da tutto il personale scolastico. Per questa ragione le indagine sul clima scolastico sono molto delicate e esigenti. Richiedono una grande sensibilit&#224; da parte di tutti coloro che si lanciano in questo tipo di valutazione. Dalla massa di indagini fin qui svolte si pu&#242; ritenere che il livello di apprendimento progredisce in maniera significativa se all'interno degli istituti scolastici c'&#232; una politica scolastica coerente per un periodo perlomeno triennale ma sarebbe assai meglio se fosse quinquennale. Due sono le procedure pi&#249; rilevanti da applicare :&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; &quot;&gt; 1. Promuovere deliberatamente le competenze sociali, emotive e cognitive nonch&#233; i valori etici ; e&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; &quot;&gt; 2. Creare all'interno della scuola un ambiente sano, accogliente, premuroso, attento alle esigenze degli studenti e del personale.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; &quot;&gt; Quando si usa la valutazione del clima scolastico come trampolino per migliorare la scuola non ci si limita soltanto a misurare i risultati conoscitivi. Le prove strutturate non bastano. Si deve misurare anche la partecipazione degli studenti e del personale scolastico alla vita scolastica.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; min-height: 19px; &quot;&gt; &lt;strong&gt;Quali sono le competenze e i valori promossi quando si valuta il clima d'istituto ?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; font-size: 16px; min-height: 19px; &quot;&gt; I genitori americani, ma credo anche che quelli europei (mi ricordo di un' indagine svolta a Ginevra sugli obiettivi e le competenze che gli insegnanti ginevrini della scuola primaria avrebbero voluto privilegiare) auspicano soprattutto che nella scuola i loro figli diventino persone che si entusiasmino per qualcosa e che siano in grado di contribuire alla vita comunitaria. Nulla a che fare con finalit&#224; egoistiche, obiettivi individualistici ed anche, con grande sorpresa, nessuna priorit&#224; per gli obiettivi conoscitivi. &lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; &quot;&gt; Occorre quindi identificare un nucleo di competenze sociali ed emozionali nonch&#233; di valori etici che formano le fondamenta del successo scolastico e nella vita e che l'opinione publica ritiene rilevanti e prioritari. Numerose ricerche svolte in campi disciplinari diversi hanno rivelato che il successo scolastico e le competenze conoscitive aumentano significativamente quando si riesce a promuovere e a sviluppare la partecipazione degli studenti alle attivit&#224; scolastiche.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; &quot;&gt; La lista delle competenze e dei valori comprende per esempio i seguenti aspetti :&lt;/p&gt; &lt;ul&gt; &lt;li style=&quot;margin: 0px 0px 16px; &quot;&gt; essere attenti a se stessi ;&lt;/li&gt; &lt;li style=&quot;margin: 0px 0px 16px; &quot;&gt; ascoltare il parere degli altri ;&lt;/li&gt; &lt;li style=&quot;margin: 0px 0px 16px; &quot;&gt; pensare in modo critico ;&lt;/li&gt; &lt;li style=&quot;margin: 0px 0px 16px; &quot;&gt; riflettere su quanto si sente ;&lt;/li&gt; &lt;li style=&quot;margin: 0px 0px 16px; &quot;&gt; avere le competenze per risolvere i conflitti in maniera creativa e non violenta ;&lt;/li&gt; &lt;li style=&quot;margin: 0px 0px 16px; &quot;&gt; avere una flessibilit&#224; mentale che permetta di risolvere problemi spesso inattesi e di prendere decisioni ;&lt;/li&gt; &lt;li style=&quot;margin: 0px 0px 16px; &quot;&gt; saper comunicare ed esprimere il proprio parere in modo tale da riuscire a partecipare alle discussioni ;&lt;/li&gt; &lt;li style=&quot;margin: 0px 0px 16px; &quot;&gt; saper collaborare con gli altri.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; &quot;&gt; Un insieme di altre competenze essenziali pu&#242; essere aggiunto a questa lista :&lt;/p&gt; &lt;ul&gt; &lt;li style=&quot;margin: 0px 0px 16px; &quot;&gt; essere responsabili ;&lt;/li&gt; &lt;li style=&quot;margin: 0px 0px 16px; &quot;&gt; essere convinti che siamo creature sociali e che per sopravvivere e riuscire nella vita occorre interagire con gli altri ;&lt;/li&gt; &lt;li style=&quot;margin: 0px 0px 16px; &quot;&gt; apprezzare l'importanza della giustizia sociale ;&lt;/li&gt; &lt;li style=&quot;margin: 0px 0px 16px; &quot;&gt; apprezzare il fatto che &#232; onorevole e che &#232; piacevole servire e aiutare il prossimo .&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; &quot;&gt; &lt;strong&gt;Dalla ricerca scientifica alla prassi scolastica&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; &quot;&gt; Il clima scolastico &#232; un aspetto che attira l'attenzione di molti dirigenti scolastici e politici ma per&#242; si fa ben poco per promuoverlo e per misurarlo. In teoria, la ricerca scientifica dovrebbe modellare le scelte politiche che a loro volta dovrebbero influenzare la prassi scolastica, ma questa logica &#232; raramente rispettata. Il clima scolastico &#232; importante ma &#232; anche un esempio sconcertante della confusione che regna in questo campo. Le deduzioni logiche che si impongono da premesse indiscutibili non vanno da s&#233;. Molti elementi forniti da una massa considerevole di indagini sulla scuola suggeriscono che negli istituti la priorit&#224; dovrebbe essere accordata allo sviluppo delle capacit&#224; creative e del pensiero critico, alle capacit&#224; di esprimersi in modo chiaro e diretto, a comunicare per iscritto in modo preciso le proprie considerazioni e a sviluppare progetti complessi, a servirsi in modo etico delle nuove tecnologie nonch&#233; ad essere impegnati nella vita associativa. I responsabili politici e scolastici, i dirigenti scolastici dovrebbero quindi incoraggiare e promuovere il miglioramento del clima scolastico all'interno di ogni istituto proprio perch&#233; le indagini scientifiche indicano che questa &#232; la via per ottenere il meglio da parte degli studenti, ma ci&#242; non succede che assai raramente.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; min-height: 19px; &quot;&gt; &lt;strong&gt;La valutazione del clima scolastico&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0px 0px 16px; &quot;&gt; Una passo essenziale sarebbe quello di misurare in maniera scientifica il clima scolastico. Orbene, questa valutazione ha senso soltanto se &#232; impostata in maniera democratica, con la partecipazione di tutti secondo il loro livello di competenze. Non si tratta di cedere in nessun modo ad un gruppo di specialisti necessariamente estranei alla scuola la piena responsabilit&#224; della valutazione del clima di istituto. L'impostazione della valutazione del clima d'istituto presuppone prima di tutto che si consideri l'istituto come una comunit&#224; che apprende e inoltre che si riconosca esplicitamente l'importanza delle dimensioni etiche, sociali, emozionali, civiche della vita scolastica e non solo dei livelli conseguiti nei test di conoscenze nella cultura matematica, scientifica, oppure nella comprensione di testi di vario genere. La valutazione del clima scolastico pu&#242; fornire una comprensione dei punti di forza nonch&#233; delle debolezze di ogni istituto ed offrire ad ogni istituto una chiara descrizione delle sfide da rilevare per giungere a dare agli alunni e agli studenti voce in capitolo, per promuovere la costruzione di una comunit&#224; reale e non fittizia e per avviare interazioni che promuovano competenze e valori che permettono di riuscire sia a scuola che nella vita.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class="hyperlien"&gt;Vedi on line : &lt;a href="http://www.edweek.org/ew/articles/2007/04/18/33cohen.h26.html" class="spip_out"&gt;How Measuring School Climate Can Improve Your School&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;hr /&gt;
		&lt;div class='rss_notes'&gt;&lt;p&gt;[&lt;a href='#nh1' id='nb1' class='spip_note' title='Note 1' rev='footnote'&gt;1&lt;/a&gt;] Cohen insegna al Teachers College di New York ed &#232; stato uno dei fondatori del &lt;a href=&quot;http://www.schoolclimate.org/about/&quot; class='spip_out' rel='external'&gt;National School Climate Center&lt;/a&gt; negli USA e Pickeral ha una ditta di consulenza privata nel settore scolastico dopo avere diretto per dodici anni a Denver il Centro Nazionale USA per l'apprendimento e la Cittadinanza.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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